La coppella località Cassìna dul Viturìn
Questa incisione sembrerebbe avere quella che viene definita "funzione rituale",in questo caso finalizzata allo scorrimento dei liquidi.
E' possibile notare come da un sistema di coppelle raggruppate si dipartano due canaletti che vanno a raggiungere le estremità del masso,uno,il più corto,con uno svaso che scarica al bordo,l'altro che si perde dentro un sistema di fessurazione naturali che portano all'altra estremità della roccia.
La coppella è un incavo emisferico, generalmente del diametro di pochi centimetri, ricavato dall'uomo sulla superficie di basi rocciose normalmente piane o poco ripide, come affioramenti o massi erratici chiamati per l'appunto massi cupellari o pietre a scodella di solito poste in posizione dominante e panoramica. In Italia sono presenti scavate sui massi di numerose zone anche molto lontane tra loro, ma non sono conosciute e studiate come in altri paesi europei.
In maggiore concentrazione si trovano in Piemonte, in particolare nella zona del monte Roccerè, comune di Roccabruna, Valle Maira vi è una concentrazione di circa 5000 coppelle, alcune delle quali formano un antropomorfo gigante, archi e croci. Altri luoghi con coppelle si trovano:La Bessa, in Val Susa, su rocce, su megaliti, su grandi massi erratici, in Liguria, in Lunigiana in Val Camonica, nel comasco e in molte altre valli alpine, in Sardegna, soprattutto all'interno delle domus de janas, e altrove.
Etimologia
Il termine coppella deriva dal latino cupella, che indicava un vasetto per le conserve di frutta, a sua volta diminutivo di cupa, che significa botte / barile, e appartiene allo stesso ambito semantico di copa (ostessa) e caupona (osteria).
In italiano indica un contenitore di materiale poroso e refrattario (osso calcinato e macinato) utilizzato per saggiare e raffinare oro e argento. Il termine coppella è utilizzato anche, nel linguaggio tecnico attuale, per indicare rivestimenti per l'isolamento di tubi.
A Roma le coppelle erano piccoli contenitori di legno per acqua, vino, aceto, che hanno dato nome ad una piccola zona del rione Sant'Eustachio dove venivano fabbricati, attorno alla chiesa di San Salvatore alle Coppelle.
Datazione
Sembra che le incisioni a coppella più antiche risalgano al Mesolitico, sono frequenti nel Neolitico ma principalmente si fanno risalire all'età del bronzo. Quelle più profonde, regolari e chiaramente realizzate con oggetti metallici, di solito collegate da canaletti sono di databili all'età del ferro e sono le più recenti. Sono comunque di difficile datazione con le usuali tecniche, in quanto solitamente non sono direttamente collegate con altri ritrovamenti.
Significato
Le incisioni a coppella sono presenti in varie culture preistoriche e non, ma il loro reale significato rimane per ora un mistero. È quasi sicuro che queste scodelle scavate nella roccia fossero legate a qualche tipo di culto ancestrale, legato alla natura. Le ipotesi più plausibili sono quelle di culti legati all'acqua (le coppelle dovevano raccogliere l'acqua piovana e fecondare la terra) o di altari sacrificali per raccogliere il sangue delle vittime. Si è pensato anche che le incisioni potessero raccogliere grassi vegetali o animali per creare fuochi visibili, data la posizione dominante di gran parte dei siti.
In almeno un caso (a Lillianes, in Valle d'Aosta) la disposizione delle coppelle ricalca fedelmente una costellazione. Quasi sempre le coppelle sono legate a primitivi culti del sole ed alla fecondità della terra. Scavare una pietra ove si raccoglie l'acqua che assieme al sole è fondamentale alla vita animale e vegetale era per l'uomo un atto sacrale. In qualche caso si sono trovate coppelle scavate su pietre di copertura di sepolture e forse in questi casi le coppelle venivano riempite di grasso per accendere piccoli fuochi; quasi una preghiera al quel "Sole" affinché facesse rinascere il morto, così come faceva con il seme che depositato nella terra moriva e rinasceva in una nuova piantina. Forse da questa usanza ne è derivata l'altra, oggi moderna, di accendere lumini ai morti. L'altra interpretazione ipotizza che in alcuni casi l'esecuzione delle coppelle sia il risultato di microescavazioni per procurarsi da determinate rocce il minerale stesso ritenuto taumaturgico; in questo caso la coppella non sarebbe "il fine", ma il "risultato" dell'azione stessa.