Skip to content

FIGLINE - VILLA NOCCHI RISTORI Traditional Cache

Hidden : 4/1/2017
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   other (other)

Join now to view geocache location details. It's free!

Watch

How Geocaching Works

Please note Use of geocaching.com services is subject to the terms and conditions in our disclaimer.

Geocache Description:


Storie di guerra :

Risalendo verso Figline,Villa Ristori appare sulla sinistra,dominando il paesaggio circostante,come un'antica sentinella medievale. Di storie, questo luogo ameno,ne avrebbe da raccontare tante,ma quella che vogliamo narrarvi è legata al suo tunnel segreto ed alle tragiche vicende dell'ultima guerra. Qui, sotto la collina che s'innalza fra la Bardena ed il Monteferrato,chi fuggiva dai feroci bombardamenti aerei degli alleati, trovava la salvezza rappresentata da un tunnel scavato nella roccia per circa cento metri. Sempre qui, nell'antica villa che la gente del luogo chiama ancora «Il Castello», si svolse una parte importante e poco conosciuta, del tragico episodio dei 29 martiri partigiani impiccati a Figline. Rodolfo Nocchi, aveva 13 anni, e ricorda bene le vicende iniziate con il primo degli 81 bombardamenti aerei subiti dalla città di Prato. «Passò un aereo solitario lanciando una miriade di razzi illuminati.Poi arrivarono gli altri bimotori ed iniziarono ad esplodere le bombe. Al Castello dell'imperatore la milizia contraerea aveva piazzato delle mitragliatrici ma non servirono a niente. Era la fine del 1943 quando iniziarono ad arrivare gli sfollati dalla città.Mio padre, Primo Nocchi insieme a Feliciano Felici e adaltri tre uomini esperti iniziarono a scavare il tunnel, attraversando la collina sotto la villa, da parte a parte. Gli ingressi della galleria furono fatti a zig-zag, per parare meglio le schegge delle bombe e la struttura venne rinforzata con le travi dei Pini tagliati sul Monteferrato. Il 7 Marzo1944 vi fu il bombardamento aereo più terribile, ed il numero degli sfollati aumentò in maniera considerevole».Poi, l'occupazione tedesca provocò ulteriori fughe che andarono ad ingrossare le fila del movimento partigiano.Villa Ristori diventa una posizione strategica per i tedeschi,e quando le truppe alleate arrivano sulle rive dell'Arno c'è un comando di truppe corazzate a presidiarla. Nocchi rammenta un paio di episodi interessanti che precedettero il triste epilogo dei partigiani a Figline. «Due otre giorni prima, a Coiano, i tedeschi avevano catturato un ragazzo di 16 anni mentre tentava di rubare una cassetta di munizioni. Lo portarono alla villa dove si trovava il comando,lo chiusero in cucina e lo torturarono. La sera del 5 Settembre 1944, un Tenente tedesco che era ospite della mia famiglia venne a salutarci.Disse che doveva partire per un'altra destinazione, e lo vedemmo andare via coi suoi uomini tutti affardellati di munizioni e ben armati. In realtà andò a Pacciana, ad aspettare i partigiani. Io non mi resi conto di niente, fino al mattino dopo, quando vidi nel giardino, trenta uomini in fila con le mani sopra la testa.Il comandante tedesco,che era un maggiore, incaricò l'interprete di dire la sentenza:era un cecoslovacco di nome Franz, che abitava a Prato e lavorava al Fabbricone.«Il maggiore ha detto che siete civili trovati con le armi in pugno contro un esercito regolare» - disse - «siete condannati a morte mediante impiccagione».Non posso dimenticare quella scena. Li avviarono in fila lungo il viale d'accesso alla villa. I tedeschici chiesero le corde, e noi dicemmo che non l'avevamo,adducendo varie scuse. Le trovarono lo stesso, altrove». Così si è compiuto il destino di 29 ragazzi, il trentesimo si salvò come è noto, grazie alle prime cannonate degli alleati giunti in Prato. Per l'ultima volta, corsero tutti dentro al rifugio,poi arrivarono tre carriarmati sudafricani comandati dal capitano Ferrer Bosazza,figlio di italiani emigrati a Johannesburg,che diventò amico di famiglia dei Nocchi.

 
di Daniele Amicarella
 
 
 
29 Martiri :
 
Durante la seconda guerra mondiale l'abitato di Figline fu teatro del tragico epilogo di uno degli episodi più importanti della Resistenza in Toscana. All'inizio del mese di settembre 1944 la formazione partigiana Bogardo Buricchi, attiva sul monte Javello, scende a valle per partecipare all'imminente liberazione di Prato, ma viene intercettata da reparti tedeschi. Dopo vari scontri, il 6 settembre, 30 partigiani vengono catturati, processati e dato il via all'esecuzione. Un medico tuttavia riuscirà a raggiungere la città di Prato e comunicare al comando americano dell'esecuzione in corso nel piccolo paese. Il comando americano, temendo un eccidio di massa, attivò un bombardamento dissuasivo che dette la possibilità all'ultimo partigiano rimasto in vita di togliersi la corda dal collo, scendere dal patibolo e fuggire. Le vittime furono 29. Un monumento in cemento e vetro posto a pochi metri dal luogo dell'eccidio contiene le corde usate per l'impiccagione ad imperitura memoria.

Additional Hints (Decrypt)

nccrfn nyy' nyoreb

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)