Il fiore all' occhiello della Gola del Furlo è indubbiamente la presenza dell' Aquila reale. Questo uccello appartenente alla famiglia Accipitridae è lungo da 70 a 120 cm, compresa la coda. Degne di nota sono le sue zampe tipiche da rapaci caratterizzate da dita corte e grandi artigli in grado di ferire le prede ma anche il suo forte becco capace di colpire e uccidere animali di tutte le dimensioni. Di solito l' acquila caccia in due: una vola bassa per mettere paura alla preda e l' altra dall' alto cerca di catturarla. Del resto il maschio e la femmina di Aquila reale, una volta formata la coppia e conquistato un territorio, rimangono stanziali per molti anni costruendo nei dintorni, sulle pareti a picco dei dirupi il loro nido. Questo nido di solito è costruito più in basso rispetto all' altitudine di caccia, per evitare faticose risalite con la preda tra gli artigli.
La sua regolare nidificazione sulle pareti verticali del Monte Paganucciio e la frequentazione dei pascoli sommitali ne hanno fatto fatto un simbolo di questa area protetta.
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