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I ral de Mut Traditional Cache

Hidden : 4/17/2017
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
2.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


Cache nascoste nell'ambiente boschivo che vi porta alla scoperta dei vari Ral lungo il sentiero del Gianpace. Monica ed io consigliamo vivamente di salvare le cache e gli spoiler offline, poichè nella valle il segnale della linea telefonica e di internet con i cellulari è totalmente assente. Se andate da soli, lasciate detto a qualcuno dove Vi recate.

I Ral sono le aree pianeggianti dove una volta si preparava il carbone mediante le strutture dei Poiat. La prima fase del lavoro consisteva nella preparazione della legna. I carbonai tagliavano gli alberi, generalmente nel periodo di luna calante, in una parte di bosco loro assegnato, rispettando alcune disposizioni di legge che prevedevano un diradamento delle piante e non un esbosco. Un documento storico della fine dell'800 così recita: "... La legna di faggio per fare carbone deve provenire dai tagli di diradamento eseguiti nelle giovani faggete e dai materiali di scarto." Dopo la diramatura del legname, questo veniva portato ad una lunghezza di circa un metro e, dopo 10-15 giorni di essiccazione veniva trasportato nella piazza da carbone.

. Queste cache sono disposte lungo il sentiero "normale" che vi porta al rifugio Gianpace partendo dalla centrale idroelettrica di Aviasco. Superando la stazione a valle della funivia di servizio dell'Enel e prendete l'ampio sentiero che si avvia in salita nel bosco. Più avanti alla sinistra trovate un argine ed un muretto. Vedrete una freccia rossa e un segnavia a bandierina. Il bosco diventa più rado. Proseguite con minore pendenza. Alla sinistra c'è un muretto di rinforzo verso il torrente. La pendenza aumenta. Il sentiero si allarga per aggirare un albero. Si alternano poi tratti in leggera salita ad altri con maggiore pendenza. Da destra arriva il sentiero che parte dalla strada che sale a Bortolotti, circa 400 metri dopo il bivio che precede la centrale Enel. Poco dopo, alla destra trovate un prato nel quale ci sono un tavolone in legno, panche e un cartello sul quale è riportato il "Ral del Pascol". Il sentiero si divide e i segnavia indicano a sinistra la Val Sanguigno e a destra il Lago Nero, il Rifugio Cernello e Bortolotti. Andate a sinistra e con un ponticello in pietra attraversiamo il torrente. Sull'altra sponda troviamo un cartello che indica verso sinistra la Baita Gianpace. Su di un altro cartello leggiamo "Ral del put del bros". Il sentiero continua, inizialmente in lievissima salita, poi alterna tratti in leggera salita ad altri con maggiore pendenza. In alcuni punti ci sono delle protezioni verso il torrente. Trovate un sentiero che sale verso destra (m. 1080). Alcuni segnavia indicano "I Ral de mut"; davanti: Sentiero della Val Sanguigno; a destra: S. Rocco, Bortolotti; dietro: Bortolotti, Valgoglio, Centrale Enel. Continuate diritto sempre alternando tratti in leggera salita ad altri con maggiore pendenza. Il sentiero si allarga per aggirare alcune pietre. In alcuni punti alla sinistra ci sono delle protezioni verso il torrente. Percorrete un tratto quasi in piano. Passate tra due massi. Su un cartello leggiamo "Ral del Coren del Sersen" (m. 1130). Proseguite con poca pendenza o quasi in piano. Da sinistra si innesta il "Sentiero Ripido" (m. 1140). I segnavia indicano davanti: Sentiero della Valle Sanguigno, Rifugio Lago Nero con il sentiero 267, Rifugio Laghi Gemelli con il sentiero 232, Passo Zulino con il sentiero 265, Valcanale; dietro: Bortolotti, Valgoglio; a sinistra: Centrale Enel. Proseguite diritto camminando su delle pietre ben sistemate. Poi salite dei gradini di legno. Percorrete un tratto quasi in piano con delle protezioni di legno a sinistra verso il torrente. Si torna poi a salire con alcuni zig-zag. Presso un tornante sinistrorso vedete dei massi coperti da muschio. Alla sinistra ci sono dapprima delle protezioni realizzate con paletti di ferro che reggono due cavi e successivamente delle transenne di legno. Quasi in piano aggirate verso sinistra un piccolo dosso. Si torna a salire con delle serpentine. Alla sinistra ci sono delle transenne in legno. Poi, quasi in piano, scavalcate un ruscelletto. Proseguite con poca pendenza e trovate due corte protezioni in legno. Riprendete a salire avvicinandovi al torrente che forma una cascata. Alla sinistra ci sono dei paletti di ferro che reggono due cavi. Salite alcuni gradini di legno. Un rivolo bagna e attraversa il sentiero. Proseguite accompagnati da delle protezioni verso il torrente formate dapprima da paletti di legno che reggono un cavo e poi di ferro con due cavi. Percorrete un tratto senza alberi, con una parete rocciosa alla destra. Salite alcuni gradini scavati nella roccia e arrivate in cima alla cascata. Continuate in leggera salita e poi quasi in piano su fondo roccioso. Un rivolo scivola dalla parete alla destra, attraversa il sentiero e va a gettarsi nel torrente. Poco dopo scavalchate un altro rivolo e riprendete a salire mentre vedete il torrente che saltella tra i massi. Ignorate un sentiero che si stacca a destra, passate tra alcuni massi e rientriamo nel bosco. Percorrete un tornante destrorso, subito seguito da uno sinistrorso aggirando un masso. In alto a destra tra gli alberi vedete il cartello "Ral di Colderò". Continuate con una mulattiera che sale in modo abbastanza ripido con delle serpentine e con alcuni tronchetti di legno che formano dei gradini (m. 1250). Salite poi altri gradini scavati nella roccia. Proseguite quasi in piano con delle protezioni in legno alla sinistra. Dopo un tratto in salita, che termina con il passaggio tra due rocce, ne segue un altro con poca pendenza. Tornate poi a salire passando accanto ad alcuni massi. Scavalcate un ruscelletto. Salite un gradino di legno e raggiungete uno slargo dove su di un cartello leggiamo "Ral di Fontanì" (m. 1280). Proseguite con pochissima pendenza. Troverete un ruscello che attraversa il sentiero e subito dopo superate un rivolo che lo bagna. Su di un cartello alla sinistra leggete "Ral del Gras del Fo" (m. 1290). Il sentiero si sdoppia solo per aggirare un faggio. Uscite dal bosco e lasciate a destra alcuni lastroni di roccia lievemente inclinati. Ignorate un piccolo sentiero che si stacca verso destra. Scavalcate un rivolo e raggiungete una piccola sorgente. Per potervi dissetare potete utilizzare una tazza di acciaio legata ad un masso con una catenella. Tornate tra gli alberi. Si alternano alcuni tratti con poca pendenza ad altri quasi in piano. Superate alcuni rivoli che attraversano il sentiero. Raggiungete un ponticello uguale ai precedenti e una piccola croce di ferro (m. 1320). I segnavia indicano a sinistra: Baita Gianpace; diritto: Sentiero Val Sanguigno, C. L. Nero. Attraversate il torrente e trovate verso destra due sentieri paralleli. Prendete quello più alto e in salita superate un tornante sinistrorso. Ancora qualche passo in leggera salita e raggiungerete il rifugio. Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 356

Additional Hints (Decrypt)

irqv fcbvyre

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)