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Serie "I cenacoli di Firenze" (1) Multi-Cache

Hidden : 12/27/2017
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
1 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:

Questa multi è la prima cache che fa parte della serie "I cenacoli di Firenze".

Attenzione: i vari step vi porteranno in luoghi aperti solo a certi orari, ma tutto il necessario per calcolare le coordinate è fuori, accessibile 24 ore su 24.

Primo step: Cenacolo di Fuligno


E' dedicato all'opera "Ultima Cena" di Pietro Perugino e si trova nel refettorio dell'ex-convento di Sant'Onofrio, detto anche delle monache di  Foligno.

Coordinate: N 43° 46.637' E 11° 15.078'

Locazione: Via Faenza n. 42

Ingresso: gratuito

Orario: Tutti i martedì dalle 8:30 alle 12:30 (orario soggetto a variazione)

Descrizione del luogo: il refettorio fu fondato all'inizio del Trecento e poi ristrutturato intorno al 1430. A partire dalla metà del XIX secolo non ha avuto più la funzione di convento ma è stato adibito come museo, prima come museo egizio, poi museo etrusco per passare come museo di collezioni private fino ad arrivare al 1966, anno dell'alluvione. Da quell'anno fino al 1990 è stato utilizzato come deposito di opere d'arte danneggiate dall'alluvione. Una volta riaperto nel 1990 non ha più cambiato destinazione d'uso. Adesso è possibile ammirare, oltre al cenacolo del Perugino, degli affreschi di Bicci di Lorenzo , un Crocifisso ligneo di Benedetto da Maiano, l'Assunzione della Vergine di Valerio Marucelli e altri dipinti quattro-cinquecenteschi.

Descrizione del cenacolo: inizialmente attribuito a Raffaello, è un affresco dove viene mostrata una tavola a ferro di cavallo lungo la quale sono disposti Gesù e gli apostoli, seduti su uno scranno continuo con la spalliera tappezzata di verde. Come da tradizione fa eccezione Giuda Iscariota, che è seduta dall'altra parte della tavola di spalle. Sul gradino ligneo alla base della tavola vi sono i nomi degli apostoli: da sinistra Giacomo il Minore, Filippo, Giacomo il Maggiore, Andrea, Pietro, Gesù, Giovanni, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Simone il Cananeo e infine Giuda Taddeo. Ognuno dei commensali mangia isolato dagli altri (mentre in altri cenacoli, come quello di Ognissanti del Ghirlandaio, c'è più iterazione tra i personaggi). Il pavimento presenta un disegno a riquadri geometrici in marmi bianchi e rosa. Oltre l'ambiente del cenacolo abbiamo un vasto loggiato, con una scena ambientatal lungo tutta la "U" del tavolo.

Per le coordinate finali
Andate a leggere il cartello posto vicino alle coordinate dove viene spiegato il convento di Sant'Onofrio (circa 25 metri a sinistra, guardando l'ex-convento).
Sia X la prima data scritta e Y la seconda. A = X-Y-57

Secondo step: Cenacolo di Sant'Apollonia


E' dedicato all'opera "Ultima Cena" di Andrea Del Castagno ed è conservato nel Museo del Cenacolo di Sant'Apollonia.

Coordinate: N 43° 46.724' E 11° 15.395'

Locazione: Via XXVII Aprile n. 1

Ingresso: gratuito

Orario: tutti i giorni dalle ore 8:15 alle ore 13:50, tranne giovedì e venerdì che è dalle 10:00 alle 13:00

Descrizione: il monastero venne fondato nel 1339 per le camaldolesi di Sant'Apollonia (un ordine monastico di clausura), ma solo dopo il 1440 furono eseguiti dei lavori di ammodernamento e ingrandimento della struttura, ampliando così il chiostro e la stanza del cenacolo e ci fu anche l'annessione al complesso di Sant'Apollonia dell'abbazia di Santa Maria a Mantignano e dell'ospedale di San Pietro a Porta Pinti. Nel 1864 ci fu la soppressione e la requisizione del convento e solo allora venne scoperto il cenacolo di Andrea Del Castagno (che per fortuna fu nella parte del convento che rimase in piedi). Rimase come struttura di uso militare fino a dopo la seconda guerra mondiale, poi passò all'Università di Firenze, anche se alcuni ambienti sono tuttora in uso da parte del Ministero della Difesa.

Descrizione del cenacolo: è dipinto come se si stesse svolgendo in un piccolo edificio al quale gli manca la parete rivolta verso colui che sta osservando la scena. La cena si svolge in una stanza decorata "all'antica". A differenza di altri cenacoli si può notare subito una raffinata (e anche lussuosa) eleganza: attorno a un lungo tavolo con una tovaglia bianca stanno seduti su scranni coperti da un drappo con motivi floreali, gli apostoli e Gesù. Non mancano gli elementi classici: Giuda dall'altra parte del tavolo mentre si appresta ad intingere il pane nello stesso piatto del Salvatore, San Giovanni dormiente accanto al Maestro. La cura nei dettagli è una delle caratteristiche principali dell'opera: le tegole del tetto viste frontalmente, i sedili con la loro copertura, il fine tovagliato che scende dalla tavola e gli oggetti in vetro finemente contornati in bianco. La prospettiva è studiata per un punto di osservazione centrale all’interno del refettorio. Sotto ogni apostolo vi sono trascritti i nomi. L'affresco dell’Ultima Cena offre grande respiro, occupando l'intera parete ovest del refettorio ma al di sopra di esso l'autore ha affrescato, con colori più tenui, tre scene, divise da due finestre e accompagnate da angeli in volo. A sinistra vi è la Resurrezione di Cristo, al centro la Crocifissione e a destra la Deposizione, tutti temi spesso ricorrenti sopra i cenacoli.

Per le coordinate finali
B = Vietata l'affissione

Terzo step: Cenacolo di San Marco


Affresco di Domenico Ghirlandaio

Coordinate: N 43° 46.696' E 11° 15.523'

Locazione: Piazza San Marco n.3

Ingresso: intero 4,00 €, ridotto 2,00 €

Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8:15 alle 13:50. Sabato, Domenica e festivi dalle 8:15 alle 16:50. Chiusura: 1°, 3°, 5° domenica e il 2° e 4° lunedì di ogni mese; 25 dicembre, 1 gennaio.

Descrizione: San Marco è stato fino al 2014 un antico convento domenicano, anche se i frati i frati abitavano solo negli ambienti a ponente, attorno al chiostro grande, mentre il resto faceva parte del Museo Nazionale di San Marco. Il museo, capolavoro architettonico di Michelozzo, è un edificio di primissima importanza storica nella città, anche se spesso sottovalutato. Attualmente possiede la maggior collezione al mondo delle opere, sia su tavola sia ad affresco, del Beato Angelico. Ma vi sono opere anche di altri artisti tra i quali Fra' Bartolomeo, Domenico Ghirlandaio (con il suo celebre cenacolo), Alesso Baldovinetti, Jacopo Vignali, Bernardino Poccetti e altri. Vi è anche un importante lapidario, dove sono custoditi i resti di edifici demoliti nel periodo del Risanamento di Firenze capitale.

Descrizione del cenacolo: databile al 1486, è l'ultimo di una serie di tre cenacoli dipinti da Ghirlandaio durante la sua carriera (gli altri sono il Cenacolo della Badia di Passignano e il Cenacolo di Ognissanti). A differenza di altri cenacoli questo è stato dipinto nel "Refettorio piccolo", dove mangiavano le persone ospitate nel convento, non i frati. Ghirlandaio ricalcò fedelmente la struttura architettonica del Cenacolo di Ognissanti: anche qui abbiamo la tavola a ferro di cavallo inserita in una stanza con pavimento a scacchi e, oltre la spalliera, un'apertura nelle volte su un loggiato verso un giardino, che si incastrava magistralmente nell'architettura reale della stanza. Molti sono i simboli presenti: un gatto (che rappresenta sia qualcosa di maligno sia l'intimità domestica della scena), il pavone nel giardino (simbolo di immortalità), i dragoni ricamati "alla Perugina" sulla tavola (che simboleggiano dei messaggi di salvezza), le albicocche (simbolo del peccato), la lattuga (simbolo della penitenza) le ciliegie (con il loro colore che richiamano il sangue di Cristo), i fiori (gigli e rose) che fanno riferimento alla simbologia mariana, la palma (simbolo di martirio) e così via. Rispetto al cenacolo di Ognissanti, la posizione degli apostoli è diversa e inoltre la scena appare più monumentale (probabilmente l'artista voleva rappresentare il momento successivo all'annuncio del tradimento). La figura di Giuda è facilmente riconoscibile dalla posizione di spalle, isolato e con la borsa contenente i denari. Pietro tiene il coltello ben saldo nella mano sinistra, mentre San Giovanni è appoggiato dolcemente al braccio destro di Gesù. Tutto fa pensare che siamo in un momento drammatico ma ben controllato: ogni apostolo esprime la propria reazione con gestualità significativa ma misurata. Notevole è la cura dei dettagli: ogni singolo oggetto è una sorta di natura morta, riprendendo l'esempio dell'arte fiamminga. Vi è un'iscrizione sullo schienale sopra le teste degli apostoli: "Ego dispono vobis disposuit mihi pater meus regnum ut edatis et bibatis super mensa meam in regno meo". Essa è una frase che allude alla trasmigrazione nel Regno dei Cieli, usata anche durante la messa. Oltre lo schienale si vede un giardino simile a quello di Ognissanti, ma più schematico, con alberi da frutto, cipressi e la palma sopra citata. Rispetto all'affresco di Ognissanti mancano le corrispondenze tra luce reale e luce del dipinto. Nella parte centrale, dove si congiungono i due archetti della volta, venne raffigurato, come in molti altri cenacoli, un Crocifisso.

Per le coordinate finali
Andate a leggere il cartello posto vicino alle coordinate dove vengono spiegati la chiesa e il convento di San Marco (il cartello è a sinistra guardando la chiesa).
C = Fai la sottrazione tra gli anni della "decorazione parietale"
D = prima data scritta (non in numeri romani)

Final

La cache si trova alle coordinate:

N 43° A.(B+262)' E 11° (C*3).(D-1057)'


Contenuto iniziale della cache: logbook, istruzioni sul geocaching, premio-ricordo per il FTF, matita e coccinella.

== PER FAVORE RIMETTERE ESATTAMENTE COME è STATA TROVATA. ATTENZIONE AI BABBANI!! ==



Initial content of cache: logbook, geocaching instructions, reward for FTF, pencil and ladybug.

=========== PLEASE REPLACE EXACTLY AS FOUND, THANKS. ATTENTION MUGGLES!! ==========

Additional Hints (Decrypt)

Zntargvp

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)