Percorso di circa 8 Km da effettuare in bicicletta o a piedi con possibilità di spezzarlo in più tappe partendo da punti alternativi. Per chi a piedi intende passeggiare da San Cristoforo a Calceranica o viceversa, possibilità di rientro con il treno della Valsugana (accertarsi sul sito Trenitalia per orari e fermate). Andremo a cercare 7 cache + 1 già sistemata da altro owner. Per sicurezza portarsi sempre una penna! Buona caccia!
1^ tappa: Chiesa di San Cristoforo. Nei pressi del parcheggio e delle spiagge dei lidi sul lago, sorge su un piccolo rilievo la chiesa. La ricerca va effettuata con attenzione dietro la panchina.
Cenni sulla chiesa di San Cristoforo
Si raggiunge attraverso una gradinata tra gli alberi che arriva sul sagrato, dietro l’abside si può vedere la sommità rocciosa. La chiesa è antica ed il primo documento che cita la sua esistenza è un testamento del 1236; fino al XVIII secolo fu affidata ad un sacrestano che per il suo servizio riceveva in godimento l’abitazione vicina, il diritto d’uso dei terreni e dei boschi e quello di pesca per un tratto di lago.
Prima della chiesa attuale vi era una cappella che si diceva fosse un tempio di Diana, ma è stata dimostrata l’infondatezza di tale asserzione. Fu la chiesa devozionale degli abitanti di Canale fino al Settecento e di quelli di Ischia fino al Quattrocento.
Alla fine del Cinquecento è descritta con due porte, la maggiore a sud e l’altra ad est, le pareti dipinte, il pavimento di assi, il presbiterio a volta, l’altare con figure di legno scolpite; era dotata di campanile e campana. All’inizio del Seicento si precisava che il pavimento era in cemento, il soffitto di legno, la pala in legno dorato e dipinto.
Tra il 1694 e il 1704 la chiesa venne in un primo tempo restaurata e in seguito rifatta quasi totalmente da don Domenico Prada, arciprete di Pergine, che lasciò a ricordo della sua opera una lapide, ancora esistente sulla parete di sinistra. L’edificio sacro dopo il rifacimento non ebbe però più l’importanza del passato, fu quasi abbandonato finché nel 1809 fu ridotto a uso profano dopo essere stato venduto a un privato. Nei primi anni del Novecento la chiesa fu novamente riacquistata dal curato di Ischia e venne aggregata a tale Curazia.
Oggi l’area antistante la chiesetta è stata risistemata e anche l’intonaco esterno dell’edificio è stato pulito.
Della prima struttura romano-gotica rimangono il portale gotico e il campanile trecentesco, ad eccezione della sommità della cuspide, e i muri del coro; la nervatura gotica del presbiterio venne aggiunta con i restauri del 1905-1906 e la pala di San Cristoforo è un’opera popolare del XVIII secolo. La campanella risale al 1522. (da pubblicazioni di don Remo Stenico e Iole Piva)