Il monumento è dedicato ai partigani Bruno Bonicelli (Grappino) ed Enzo Lazzaretti (Bagnoli) drammaticamente caduti in uno scontro a fuoco con le truppe tedesche il giorno precedente alla liberazione di Reggio Emilia. Ricordiamo infatti che in queste giornate caotiche il contributo di sangue delle formazioni partigiane è altissimo! In sole tre giornate (dal 23 al 25) cadono 108 combattenti, quasi il 20 per cento di tutti i caduti nella guerra di Liberazione. Il 23 sono 47 i morti (fra cui 15 a Reggio, 4 a Campegine, 5 a Poviglio), 40 (11 a Reggio, 8 a Cavriago) il 24 aprile, ancora 15 il 25. E' una ferita che rimane aperta e che, in buona parte, provocherà la vendetta della giustizia sommaria che si scatena in quelle stesse ore contro i fascisti di Salò. Sono le uccisioni delle ultime ore, come nel caso di Canolo (dove 9 civili inermi sono abbattuti da tedeschi di passaggio), a moltiplicare il desiderio di rivalsa contro il nemico, soprattutto quello interno. In quelle ultime ore di combattimenti cadono, oltre a Bruno Bonicelli (Grappino) della Brigata Fiamme Verdi, medaglia d'argento ed Enzo Lazzaretti della 26ª Brigata Garibaldi, Maria Montanari (Mimma), coraggiosa staffetta partigiana di 20 anni a cui è stata dedicata un'altra cache della serie PND. A Poviglio nella stessa giornata del 24 è ucciso il partigiano più anziano, Pietro Catellani, 54 anni, "Babbo". A Cavriago cade il più giovane: Giancarlo Bonilauri (Lauro), avrebbe compiuto 16 anni il 3 maggio. Ma si muore anche lontani da Reggio, quando ormai la liberazione è prossima. Quel 24 aprile nel lager di Mauthausen muore il santilariese Bruno Veloci (Bruno).