DESCRIZIONE: il Molino di Scodellino a Casalecchio di Castel Bolognese fu costruito sul finire del Trecento e l’inizio del Quattrocento, pochi anni dopo la fondazione del “Castrum Bononiense”, avvenuta nel 1389, come risulta da una pergamena di messer Filippo Guidotti. Avutane la cessione nel 1442, il comune di Castel Bolognese ne acquisì il possesso nel 1489, che ha conservato ininterrottamente fino ad oggi.
Il macchinario è ancora quello di un tempo: ogni impianto di macinazione è costituito essenzialmente da due macine di pietra, di cui una fissa e l’altra rotante sopra di essa. Le granaglie, i cereali, introdotti fra le due macine, venivano triturati e ridotti in farina. Ogni macina veniva mossa dalla forza dell’acqua che batteva sulle pale della ruota idraulica; un albero di trasmissione provvedeva al collegamento. Tali antiche ruote ad asse verticale denominate “ritrecini” funzionavano ciascuna con un consumo detto di ” I posta” pari a 800 litri al secondo, sviluppando energia sufficiente per azionare le macine. Situate in un locale sottostante, ricevevano l’acqua che arrivava per caduta dal canale. Le pale e le strutture atte a trasmettere il moto erano costruite in solido legno di quercia e ferro. L’antico molino di Scodellino, pur non essendo più utilizzato, è stato fino a circa 25 anni fa abitato e custodito da una famiglia di mugnai. Per circa un decennio è stato lasciato in uno stato di grave e deplorevole abbandono come denunciato da un articolo di Ettore Badiali.
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