GLI ATTACCHI NEL MAR LIGURE
A partire dalla fine dell’800 sono stati diversi i casi documentati di attacco di squalo (oltre ai numerosi avvistamenti) lungo le coste della Liguria:
- 4 Maggio 1899, Bordighera (IM), il servo del conte di Strathmore Kinghorne fu ferito a morte da uno squalo.
- 11 luglio 1899, Genova, due pescatori vennero attaccati da un enorme squalo bianco che rapidamente morse su un braccio uno dei pescatori e l’altro sul viso e sul collo.
- 23 Luglio 1926, Varazze (SV), il 20enne Augusto Cesellato è stato aggredito e divorato da uno squalo bianco stimato di sette metri. Il suo corpo non è stato recuperato.
- 4 agosto 1952, Genova, un ragazzo di 14 anni ha subito un grave infortunio al braccio dopo aver pugnalato un grande squalo bianco con il suo coltello da pesca subacquea.
- 4 agosto 1952, Genova, il 17enne Andrea Podestà subì il morso, probabilmente dallo stesso squalo di cui sopra, alla gamba mentre pescava.
EPISODIO SINGOLARE
- Gennaio 1909, Capo di Santa Croce, Sicilia, tre corpi sono stati recuperati dalla pancia di uno squalo catturato in una rete da pesca. Erano di un uomo, una donna ed una ragazza. Si presume che possano essere annegati e divorati dopo, nessuno lo sa davvero. Si tenga presente che il 28 Dicembre 1908 alle 5:21 di mattina si verificò il terrificante terremoto di Messina e dello stretto unitamente ad un devastante tsunami in cui oltre 100.000 persone morirono e molte comunità costiere sono state distrutte in tutta la Sicilia e nel sud Italia.
L’ATTACCO DI VARAZZE DEL 1926
Il 20enne milanese Augusto Casellato, venuto a trascorrere l’estate al mare dagli zii, come le altre mattine, si trovava presso lo stabilimento balneare Regina Elena, in località San Nazario, di fianco al Grand Hotel. Dopo aver terminato una partita a carte svoltasi sulla veranda dei bagni stessi con gli zii ed un amico, anche lui milanese, il diciannovenne Luigi Baldi, i due amici decisero di fare una gara di nuoto a scopo di allenamento. Dopo una brevissima discussione, i giovani, dotati di non comune energia e di una grande passione per il nuoto, scelsero di comune accordo, quale arrivo la scogliera nota col nome di “Punta dell’Uomo” al confine tra i Comuni di Varazze e Celle Ligure. Stabilita la meta, il Casellato ed il Baldi si giocarono a “pari e dispari” il diritto di partire per secondo evitando pertanto di dover fendere le onde e battendo le strada al compagno. Il primo a tuffarsi in acqua fu il Baldi seguito una decina di metri dietro dal Casellato. I giovani avevano percorso circa un chilometro e si trovavano a 200 metri da riva quando il Baldi udì un grido soffocato provenire a poca distanza e fece appena in tempo a vedere il caro amico Augusto scomparire sott’acqua prima di scorgere la grossa coda scura di un pesce gigantesco immergersi. Per una vera combinazione la scena venne notata anche da alcuni bagnanti che, a bordo di una piccola barca, si trovavano in gita di piacere e che recuperarono immediatamente il Baldi. In breve tempo dallo stabilimento Regina Elena partirono numerose barche sulle quali presero posto dei volenterosi che raggiunsero il punto indicato dal Baldi dando inizio alle operazioni di ricerca che risultarono essere vane. Il corpo di Augusto non fu mai ritrovato.
Le dimensioni del Pescecane, per quanto possano essere attendibili i calcoli fatti sulla base della coda emersa (circa 1,5 metri) da parte del Balbi, oscillerebbero tra i 6 ed i 7 metri. Anche se non ci sono prove a favore si pensa che la specie che abbia attaccato ed ucciso il giovane Augusto Casellato, non possa che essere lo Squalo Bianco, viste anche le successive catture ed avvistamenti della stessa specie nelle acque liguri.
Proprio a largo del punto in cui è collocata la cache è avvenuto l’attacco fatale.