La partenza del trekking è la frazione Sant’Antonio (m. 1381) presso Riva Valdobbia; Da giugno però (tutti i giorni ad agosto e sabato/domenica a giugno e luglio) l’accesso a Sant’Antonio è limitato e la partenza avviene da Ca’ di Janzo (m. 1354). Ci si ritrova così a percorrere una ventina di minuti sulla strada asfaltata che congiunge le due frazioni. Da Sant’Antonio, dove troviamo il rifugio-trattoria Valle Vogna e la bella Chiesa di S. Antonio, si prende la comoda mulattiera che parte alle spalle della chiesa e che, con dolci saliscendi, ci porta ad addentrarci nella valle costeggiando il Torrente Vogna. Il segnavia del percorso è il n° 1. Nel periodo estivo il percorso si fa ancora più suggestivo per la presenza di numerose farfalle di tutti i colori, attirate dai numerosi corsi d’acqua e cascatelle presenti nella valle. Dopo circa mezz’ora di cammino si giunge a uno spiazzo dove troviamo una fontana in legno che offre acqua limpidissima di sorgente, luogo ideale per una prima breve sosta e per rifocillarci. A destra sorge una croce e il monumento a ricordo della Madonna di Fatima. Qui si trova anche il primo accesso al torrente Vogna. Poco più avanti è d’obbligo la foto, seduti sui sassi di fronte ad una cascata (ricca d’acqua soprattutto in primavera) che troviamo alla destra del nostro senso di marcia. Dopo circa un’ora di cammino si raggiunge uno dei luoghi più affascinanti della Valle. Assai suggestivo, il borgo di Peccia, costituito da numerose case in perfetto stile Walser, circonda uno splendido laghetto artificiale dalle acque limpide e color smeraldo. Punto di ritrovo e di relax, nei mesi estivi, grazie anche alla facilità nel raggiungerlo, si riempie di turisti intenti a prendere il sole e bagnarsi nelle sue acque poco profonde. Attraversiamo così la piccola frazione, tra case che mostrano i segni del tempo e di una storia che fu, tipicamente Walser. A dominare l’abitato, in cima ad una breve salita troviamo la chiesetta di San Grato, costruita nel 1433. Il sentiero in questo tratto avanza pianeggiante e costeggia costantemente il torrente. Si prosegue ancora fino al bel ponte di Napoleone, costruito dai suoi soldati intorno al 1800 e successivamente rifatto. Esso permette di oltrepassare il Torrente Solivo. A sinistra, invece, un ponticello dà inizio al sentiero, con segnavia n° 5, diretto al Passo del Maccagno (2.495 metri). Superato il ponte si seguie il sentiero che sale sula destra con una rilevante pendenza nel bosco. Dopo poco si giunge ad una piccola radura: l’Alpe Montata, costituita da due baite e dalla Cappella dedicata alla Madonna della Neve (1.638 metri). Si susseguono, ora, un tratto di media pendenza, un’ampia radura erbosa, alcune svolte nel bosco, un breve tratto ripido… ecco anche la Cappella della Madonna del Lacone (1.739 metri). Il sentiero continua tra le felci nella rada boscaglia, e raggiunge pianeggiante il bivio per il Rifugio Ospizio Sottile, indicato a destra. A sinistra, invece, con segnavia n° 1a in breve si arriva all’Alpe Larecchio (1.895 metri), un’ampia conca che accoglie alcune baite. Una di queste è l’Agriturismo Alpe Larecchio. Dispone di un’ampia terrazza coperta attrezzata con tavoli e panche per assaporare i piatti tipici dell’alpe e le gustosissime torte ai mirtilli prodotte in loco. Le altre baite, invece, sono per gli attrezzi e per gli animali.
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L'Alpe Larecchio è raggiungibile in circa 2h se si parte da San'Antonio, 2h30 circa da Ca' di Janzo. Dopo una prima parte abbastanza pianeggiante e con pendenze lievi, la salita è più impegnativa, per cui consiglio abbigliamento adeguato e scarponi da trekking. In inverno la cache potrebbe non essere raggiungibile a causa della neve.
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La cache è un barattolo di vetro, non contiene la matita, per cui ricordatevi di portarla da casa!