[ITA]Una volta a GZ, dovrete contare quante carrozze ha il trenino dipinto (esclusa la motrice). Quello sarà il vostro numero X.
Al secondo stadio, dovrete trovare il numero scritto in basso sull'ultimo palo del marciapiede. Quello sarà il vostro numero Y.
Le coordinate del Final sono calcolabili attraverso la seguente formula:
Coordinate Final = N 44° (X+Y)*3.370' , E 011° 35.(Y+2)1(X*2)'.
Buona caccia e buon divertimento!
[ENG]When you reach the GZ, you have to count how many carriages the little painted train has (don't count the locomotive). That is your number X.
At the second stage, you have to find the number painted down on the last pole of the sidewalk. That is your number Y.
The Final coordinates are calculable by the following formula:
Final Coordinates: N 44° (X+Y)*3.370' , E 011° 35.(Y+2)1(X*2)'.
Good hunt and have fun!
Allego la poesia di Giosuè Carducci "Alla stazione in una mattina d'Autunno":
Oh quei fanali come s’inseguono
accidiosi là dietro gli alberi,
tra i rami stillanti di pioggia
sbadigliando la luce su ’l fango!
5 Flebile, acuta, stridula fischia
la vaporiera da presso. Plumbeo
il cielo e il mattino d’autunno
come un grande fantasma n’è intorno.
Dove e a che move questa, che affrettasi
10 a’ carri fóschi, ravvolta e tacita
gente? a che ignoti dolori
o tormenti di speme lontana?
Tu pur pensosa, Lidia, la tessera
al secco taglio dài de la guardia,
15 e al tempo incalzante i begli anni
dài, gl’istanti gioiti e i ricordi.
Van lungo il nero convoglio e vengono
incappucciati di nero i vigili,
com’ombre; una fioca lanterna
20 hanno, e mazze di ferro: ed i ferrei
freni tentati rendono un lugubre
rintócco lungo: di fondo a l’anima
un’eco di tedio risponde
doloroso, che spasimo pare.
25 E gli sportelli sbattuti al chiudere
paion oltraggi: scherno par l’ultimo
appello che rapido suona:
grossa scroscia su’ vetri la pioggia.
Già il mostro, conscio di sua metallica
30 anima, sbuffa, crolla, ansa, i fiammei
occhi sbarra; immane pe ’l buio
gitta il fischio che sfida lo spazio.
Va l’empio mostro; con traino orribile
sbattendo l’ale gli amor miei portasi.
35 Ahi, la bianca faccia e ’l bel velo
salutando scompar ne la tenebra.
O viso dolce di pallor roseo,
o stellanti occhi di pace, o candida
tra’ floridi ricci inchinata
40 pura fronte con atto soave!
Fremea la vita nel tepid’aere,
fremea l’estate quando mi arrisero;
e il giovine sole di giugno
si piacea di baciar luminoso
45 in tra i riflessi del crin castanei
la molle guancia: come un’aureola
più belli del sole i miei sogni
ricingean la persona gentile.
Sotto la pioggia, tra la caligine
50 torno ora, e ad esse vorrei confondermi;
barcollo com’ebro, e mi tócco,
non anch’io fossi dunque un fantasma.
Oh qual caduta di foglie, gelida,
continua, muta, greve, su l’anima!
55 io credo che solo, che eterno,
che per tutto nel mondo è novembre.
Meglio a chi ’l senso smarrì de l’essere,
meglio quest’ombra, questa caligine:
io voglio io voglio adagiarmi
60 in un tedio che duri infinito.
