Tra la punta della Fornace di Ispra e la punta di Ranco si estende un vasto golfo: il golfo della Quassa, area molto interessante sia dal punto di vista naturalistico, sia storico.
E’ l’unico tratto esteso di costa con esposizione settentrionale dell’intero Lago Maggiore, ciò ha fatto sì che abbia funto a barriera nelle glaciazioni quaternarie che hanno lasciato qui innumerevoli massi erratici e enormi quantità di limi e materiali morenici; ecco perché in questo tratto di lago sono presenti per lungo tratto fondali sabbiosi bassissimi.
Inoltre questo golfo è uno dei pochi tratti del lago in cui le vie di comunicazione stradali e ferroviarie corrono a notevole distanza dalle rive che, in alcuni tratti, sono poco antropizzate.
Ciò è dovuto al fatto che un tempo l’area della Quassa era paludosa (Quassa deriva proprio da “guazza”, fango) e quindi poco sfruttabile e colonizzabile. Nel corso dei secoli le paludi sono state quasi totalmente bonificate ad eccezione di alcune zone tra cui proprio la Quassa dove negli anni ’70, venne isolato in una pozza l’ultimo nucleo varesino della Testuggine palustre europea (oggi estinto).
Altre specie protette vivono nelle acque del torrente Quassera e negli stagni vicini, tra cui la rana di lataste e la lampreda padana. Tra gli esemplai botanici sono importanti invece, la castagna d’acqua e le formazioni vegetazionali della fascia colchica.