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Manga & Comics Collection: Vagabond Mystery Cache

Hidden : 3/5/2018
Difficulty:
3 out of 5
Terrain:
1 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Manga
&
Comics


Collection

Vagabond è un manga scritto e disegnato da Takehiko Inoue, liberamente ispirato al romanzo "Musashi" di Eiji Yoshikawa, che narra le vicende relative al samurai Musashi Miyamoto.

La serializzazione del manga, in Giappone, è iniziata nel 1998, mentre in Italia è iniziata nel maggio del 2000, ed è tuttora in corso.

Vagabond è un seinen manga ambientato in Giappone nel XVII secolo, subito dopo la fine della battaglia di Sekigahara, che vide la vittoria di Tokugawa Ieyasu; esclusi alcuni flashback e digressioni, la storia narrata procede dall'anno 1600 in poi, col racconto delle vicende incorse a vari personaggi, tra cui spiccano, come protagonisti, Musashi Miyamoto e Kojirō Sasaki, due formidabili kensei giapponesi realmente esistiti.
Non sono gli unici personaggi a trovare riscontro nella realtà, però, poiché ad essi possono aggiungersi, senza realizzare un elenco completo: il monaco Takuan, ovvero Soho Takuan; Ito Ittosai, altro spadaccino molto noto; Gonnosuke Musoh, esperto di arti marziali, e molti altri, compresi ovviamente anche Inei Hozoin ed i rappresentanti del clan Yagyu, come Sekishūsai Muneyoshi Yagyu.

Non mancano nell'opera i riferimenti storici, oltre che nella contestualizzazione storica e cronologica, anche nei discorsi e nelle battute di alcuni personaggi.

Come detto sopra, Vagabond ci racconta vita, gesta e crescita interiore di Musashi Miyamoto, che durante la sua "carriera" arrivò a sfidare e vincere 1000 avversari.
Infatti Takezo Shinmen, questo il nome del nostro eroe, fu il più grande Ronin (samurai "vagabondo", senza padrone) del Giappone feudale del 1600

Tutto ha inizio l'alba del giorno dopo la sconfitta di Sekigahara, prima e unica battaglia a cui i giovanissimi Takezo e Matahachi, suo amico d'infazia, abbiano mai preso parte. Sono vivi: essere sopravvissuti significa essere forti, senza dubbio più ancora di chi invece è riverso al suolo, ma l'aver assistito coi loro occhi alle atrocità di una vera battaglia fà si che Matahachi capisca, causa anche la compagnia della bellissima Oko, che probabilmente non è quella la vita che desidera e questo lo porta ad abbandonare Takezo, che farà invece ritorno al villaggio Miyamoto. Qui il ragazzo dovrà fare i conti con la disperazione e la diffidenza della madre di Matahachi, convinta che suo figlio sia stato in realtà tradito dall'amico, ma un uomo lo aiuterà a rinascere e a fare i conti col suo vero io: il bonzo Takuan. Sarà proprio il monaco ad aiutarlo a fuggire dal villaggio e a ribattezzare il protagonista in Musashi Miyamoto (Musashi del villaggio Miyamoto).
Dopo questo episodio inizia la "vagabonda" ricerca interiore di un solo obbiettivo da raggiungere, senza ripensamento alcuno nè tentazioni; dopo quel giorno nasce Musashi.
Ma il sentimento che smuove e fa ardere l'animo del nostro protagonista è il desiderio di essere "incomparabilmente forte", in ricordo del padre Munisai Shinmen, grande esperto di katana, ricordo che il nostro eroe sembra voler a volte completamente annientare assieme alle sue paure e ai suoi dubbi.
Se inizialmente, potremo essere portati a pensare che il viaggio di Takezo si risolva solo in un desiderio di rivalsa nei confronti del fantasma del genitore, scopriremo subito quanto questa ricerca sia profonda e molteplice: il giovane samurai imparerà a sue spese quanto sia non solo complicato considerarsi forte ma a volte addirittura insensato.

Miyamoto Musashi

Nato a Miyamoto nel 1584 e morto a Higo nel 1645, è stato un militare e scrittore giapponese, considerato il più grande spadaccino della storia nel suo paese.

Nato nel villaggio Miyamoto nella provincia di Harima, fu istruito all'uso delle armi dal padre Munisai, che era uno spadaccino riconosciuto dallo shogun, mentre al suo sviluppo spirituale contribuì anche il monaco zen Takuan Soho amico di Yagyu Munemori, famoso maestro di spada. A 13 anni ebbe il suo primo duello mortale.

A 16 anni partecipò e si batté nell'epica battaglia di Sekigahara (1600) per la fazione sconfitta, quella dei daimyō dell'ovest. Sopravvissuto al massacro di migliaia di guerrieri e all'inseguimento da parte dei nemici, Musashi cominciò un vagabondaggio per il Giappone alla ricerca di avventure e di affermazione personale.

Dopo quell'esperienza che lo segnò profondamente, visse diversi anni in totale eremitaggio nelle foreste più impervie, dedicandosi esclusivamente all'affinamento delle tecniche marziali.

Vagò fino ai 29 anni, battendosi per sessanta volte ottenendo sempre la vittoria, anche quando si trovò a combattere contro più avversari contemporaneamente o contro maestri di arti marziali, come i samurai della famiglia Yoshioka, famosi per la loro scuola di spada a Kyōto.

Il suo duello più celebre fu quello combattuto contro Kojirō Sasaki, detto Ganryu, nel 1612, sull'isola di Funa-jima. Il duello ebbe così tanta rinomanza che ora quest'isola porta il nome di Ganryū-jima.

Miyamoto vinse il duello con un singolo, ma formidabile colpo mortale, portato sulla testa dell'avversario con un bokken ricavato dal remo della barca che l'aveva portato a Funa-jima. Miyamoto si avvicinò all'avversario, scendendo dalla barca, con l'acqua che gli arrivava poco al di sotto delle ginocchia. Il bokken ricavato dal remo era stato appositamente intagliato nel remo per renderlo più lungo di uno normale e Musashi ne immerse la punta nell'acqua, per nasconderne la lunghezza agli occhi dell'avversario. In questo modo il samurai riuscì a sorprendere Kojiro e a sconfiggerlo. Come viene riportato su Il libro dei cinque anelli (五輪書 Go rin no sho), Miyamoto con un solo unico micidiale colpo spaccò la testa di Ganryu.

I dati biografici sono incerti, ma tradizionalmente si ritiene vero che Musashi non abbia mai perso un incontro, nonostante contrapponesse spesso un bokken alla katana dell'avversario (si tenga sempre in mente che il bushido, il codice d'onore dei samurai, imponeva allo sconfitto in un duello di suicidarsi).

La sua mancanza di puntualità negli appuntamenti era leggendaria, ma va precisato che la mancanza di puntualità ai duelli faceva parte di una precisa strategia psicologica che Musashi adottava (mai ripetendola più di una o due volte con avversari che ne erano a conoscenza), allo scopo di togliere fiducia all'avversario e di fargli perdere calma e concentrazione. Infatti nel suo più famoso duello contro Kojiro tardò al punto che fu mandato un emissario dello sfidato a prenderlo, il quale lo trovò che ancora dormiva. Musashi si alzò e fece colazione con tutta calma. Quando Kojiro lo scorse arrivare in barca, calmo e per di più armato solo di un bokken, perse la calma al punto di corrergli incontro nell'acqua gettando via il fodero della sua katana. Musashi lo apostrofò dicendogli che in quello stato aveva già perso. Egli era un innovatore nella strategia di lotta psicologica, nello studio della personalità e delle debolezze dell'avversario e nelle tattiche comportamentali per sfruttarle. Strategia pressoché sconosciuta fino ad allora, tra i samurai.

A 50 anni si ritirò per dedicarsi allo studio, alla letteratura e ad altre discipline risultando un maestro in molte di esse come, ad esempio, nella pittura, nella calligrafia e nell'arte della forgiatura delle tsuba, le tipiche guardie delle spade che spesso risultavano vere e proprie opere d'arte, tanto che diede il proprio nome a un modello divenuto poi tradizionale.

Morì in età avanzata, probabilmente per un tumore allo stomaco, in un periodo storico del Giappone in cui la vita media si attestava intorno ai 40 anni.

La leggenda vuole che al suo funerale un fortissimo tuono scosse tutti i presenti alla cerimonia e il commento dei più fu "è lo spirito di Musashi che lascia il corpo".

Additional Hints (Decrypt)

[MYSTERY] Zvlnzbgb: Nysn r Bzrtn

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)