
Questa cache fa parte di una nuova serie di cache cittadine, atte a valorizzare Roma e far conoscere ai turisti storie e personaggi della Capitale. La "scatola" è solo un pretesto ludico. Sulla sponda destra del Tevere, proprio di fronte a ponte Sisto, si apre piazza Trilussa (in passato denominata "piazza di ponte Sisto") con la bellissima fontana commissionata da Paolo V Borghese agli architetti Van Santen (detto "il Vasanzio") e Giovanni Fontana: è la seconda mostra dell'Acqua Paola (dopo la Fontana Paola), ossia dell'antico acquedotto Traiano, a seguito del prolungamento della sua canalizzazione per alimentare, oltre ai rioni di Trastevere e Borgo, anche quelli di Regola e Ponte.Originariamente la fontana era situata dalla parte opposta del fiume, sullo sfondo di via Giulia, addossata all'edificio denominato dei Centopreti: la foto 1, risalente al 1879, ci mostra la fontana nel suo luogo originario, affiancata dai due portali, entrambi demoliti, realizzati da Domenico Fontana nel 1587 ed appartenenti all'Ospizio dei Mendicanti o dei Centopreti. La fontana, trasferita in questa piazza nel 1898, in seguito alla costruzione dei muraglioni del Tevere, è costruita con un muro di blocchi di travertino; il bell'arco è racchiuso tra colonne e piloni a bugnato liscio e risale al 1613. I basamenti delle due colonne sono decorati con draghi, simbolo araldico della famiglia Borghese. In alto, la composizione è chiusa da un frontone con un'iscrizione, sormontata dal grande stemma di casa Borghese. L'acqua fuoriesce dalla sommità dell'arcata e, sotto forma di zampillo, dalle bocche dei draghi.Sulla piazza è situato il monumento commemorativo che le dà il nome, quello del grande poeta romanesco Trilussa (nella foto 2), al secolo Carlo Alberto Salustri, nato a Roma nel 1871 ed ivi morto nel 1950. La sua misura caratteristica fu l'apologo breve, la favoletta lineare, una poesia ironica ed al tempo stesso semplice e moderata. La statua in bronzo fu realizzata dallo scultore Lorenzo Ferri e l'inaugurazione avvenne il 21 dicembre 1954. Accanto alla sua immagine è riportata una sua poesia, "All'ombra", scelta, probabilmente, perché più delle altre rispecchia il moralismo, l'arguzia aperta e cordiale, che nasconde un'ombra di disprezzo verso le vicende umane, di questo grande personaggio: "Mentre me leggo er solito giornale spaparacchiato all'ombra d'un pajaro, vedo un porco e je dico: - Addio, majale! vedo un ciuccio e je dico: - Addio, somaro! Forse 'ste bestie nun me capiranno, ma provo armeno la soddisfazzione de poté dì le cose come stanno senza paura de finì in priggione". La traduzione, se serve, è questa: "Mentre mi leggo il solito giornale sdraiato all'ombra di un pagliaio vedo un porco e gli dico: - Addio, maiale vedo un asinello e gli dico: - Addio, somaro! Forse queste bestie non mi capiranno ma provo almeno la soddisfazione di poter dire le cose come stanno senza paura di finire in prigione".
TRILUSSA
Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950), è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano, particolarmente noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.Trilussa fu il terzo grande poeta dialettale romano comparso sulla scena dall'Ottocento in poi: se Belli con il suo realismoespressivo prese a piene mani la lingua degli strati più popolari per farla confluire in brevi icastici sonetti, invece Pascarellapropose la lingua del popolano dell'Italia Unita, che aspira alla cultura e al ceto borghese, inserita in un respiro narrativo più ampio. Infine Trilussa ideò un linguaggio ancora più prossimo all'italiano, nel tentativo di portare il vernacolo del Belli verso l'alto. Trilussa alla Roma popolana sostituì quella borghese, alla satira storica l'umorismo della cronaca quotidiana. In particolare Trilussa ha la capacità di evidenziare attraverso meschinità e debolezze tipiche delle persone attraverso metafore efficaci e graffianti, spesso basate su episodi che hanno come protagonisti animali domestici. È questo il caso del noto sonetto Er cane moralista in cui all'iniziale comportamento censorio e critico verso comportamenti riprovevoli, segue un finale in cui l'accomodamento e il reciproco interesse richiamano situazioni non rare nei comportamenti umani:

Carlo Alberto Salustri (Rome, 1873-1950) was an Italian dialect poet, better known by his pen name of Trilussa (an anagram of his surname, “Salustri”). He is best known for his poems, some of them sonnets, written in the dialect of Rome
Trilussa grew up very poor, as his father died when he was only three years old. He was a pupil of the Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode from 1880 to 1886, first in the original location of Palazzo Poli at fontana di Trevi and then at the current location of piazza di Spagna where the school was relocated in 1885.
Trilussa made a very early poetic debut in 1887 in the Rugantino magazine edited by Alfredo Zanazzo. Later he also wrote for Don Chisciotte, Capitan Fracassa, Il Messaggero and Il Travaso delle idee. His first collection, Le stelle de Roma ("Rome's Stars"), was written in 1889.
Trilussa's fame grew in the 1920s and 1930s though he was not a part of any literary circle, preferring instead to hang out in the streets and taverns which were the sources of his inspiration. His poetry features the petit bourgeoisie of Rome: the housewife, the store clerk and the servant but also contain strong satirical denunciations against governments and the vices of rich people. Some of the sonnets are Aesop-like moralistic fables. Trilussa's own sketches and drawings were featured alongside his poetry.
A very popular person in his city and Italy, Trilussa was named Life Senator on December 1, 1950, by the Italian President Luigi Einaudi. He died twenty days later.
In the work known as Illustrissimi, a collection of letters written by Pope John Paul I when he was Patriarch of Venice, Trilussa is one of the recipients of the letters.

Trilussa, eigentlich Carlo Alberto Salustri (* 26. Oktober 1871 in Rom; † 21. Dezember 1950 ebenda), war ein italienischer Schriftsteller. Er wurde für seine Gedichte im römischen Dialekt bekannt.
Nach einer Kindheit in Armut - im Alter von drei Jahren verlor er den Vater - und einer unregelmäßigen Schulausbildung hatte Trilussa schon in jungen Jahren sein literarisches Debüt, als er 1887 in Luigi Zanazzos Zeitschrift Il Rugantino römische Gedichte veröffentlichte. Danach schrieb er auch für anderen Zeitungen (Don Chisciotte, Capitan Fracassa, Il Messaggero, Il Travaso delle idee) und gab 1889 seinen ersten Gedichtband Le stelle di Roma (dt.: Die Sterne von Rom) heraus.
Sein Ruhm und seine Bedeutung stiegen besonders in den 1920er- und 1930er-Jahren, obwohl er sich keinem literarischen Zirkel anschloss und dafür umso lieber auf der Straße und in den Tavernen - den bevorzugten Quellen seiner Inspiration - aufhielt. Seine Dichtung befasst sich vor allem mit Roms Kleinbürgertum, mit der Hausfrau, dem Ladenverkäufer und dem Bediensteten, prangert aber auch die Verfehlungen der Regierungen und die Laster der Reichen in stark satirischer Weise an. Einige seiner Sonette stellen moralistische Fabeln nach dem Vorbild Äsops dar. Daneben fertigte er auch Zeichnungen und Skizzen an, von denen einige der posthum von Pietro Pancrazi veröffentlichten Gesamtwerkausgabe Tutte le poesie (1951) beigefügt wurden.
Trilussa wurde am 1. Dezember 1950 vom italienischen Staatspräsidenten Luigi Einaudi zum Senator auf Lebenszeit ernannt, starb aber bereits 20 Tage später.