Dopo aver attraversato una suggestiva galleria scavata nella roccia viva, ci si trova immersi in un paesaggio inaspettato: un sentiero di pietre, una lussureggiante vegetazione, il rumore dell'acqua e tanti piccoli edifici che rievocano un antico passato, ormai dimenticato e, riportato alla mente, da dei sapienti pannelli informativi disposti qua e là per il percorso. Questo complesso è conosciuto sotto il nome di Calcaferro ed era il luogo dove si produceva la polvere da sparo (data la ricchezza dei minerali presenti nella zona) e le micce, indispensabili al lavoro nelle cave vicine ma anche a cacciatori ed, irremediabilemte, alle armi da caricare durante la guerra. La zona mineraria era già sfruttata fin dal Medioevo (il vecchio ponte a schiena d'asino ne è una suggestiva testimonianza) ma, il massimo periodo di sviluppo, è stato intorno agli anni venti del Novecento. Anche le donne erano qui ammesse a lavorare, per smistare e confezionare la polvere da sparo. I polverifici vennero costruiti in quest'area anche perchè presentavano un'ampia disponibilità di risorse idriche ed un elevato tasso di umidità, la quale concorreva a limitare il rischio di esplosioni. I fabbricati erano isolati dalle scariche elettriche atmosferiche con parafulmini e gabbie di Faraday ed erano ulteriormente protetti dalle possibili esplosioni laterali degli edifici adiacenti da muraglioni in pietra a secco di notevole spessore.
INFO PERCORSO: il percorso si snoda ulteriormente oltre il ponte metallico. Si consiglia abbigliamento idoneo ai percorsi montani.
INFO CACHE: non è necessario entrare dentro gli edifici, i quali sono limitrofi al sentiero.