Pinerolo, cittadina poco distante da Torino, alla confluenza delle Valli Chisone e Pellice, vanta un “primato” che ha a che fare con il mondo del lavoro: la nascita in città della prima Società generale di Mutuo Soccorso italiana.
In anni in cui non esistevano prestazioni mutualistiche, pensioni d'invalidità o altre provvidenze che aiutassero i lavoratori in caso di bisogno o di malattia tale Società voleva riunire operai d'ogni arte e mestiere e si differenziava perciò dalle cosiddette classi e confraternite, uniche associazioni allora permesse; intendeva promuovere l'unione, la fratellanza, il mutuo soccorso e la scambievole istruzione tra i soci, i quali versando un modesto contributo dovevano aiutarsi e soccorrersi a vicenda nei casi appunto di malattia o di accidentale invalidità al lavoro.
I soci si definivano "operai" nel senso ottocentesco del termine, che comprendeva anche gli artigiani e non solo quelli salariati, oltre tutti coloro i quali non possedessero rendite e dovessero basarsi sui proventi del proprio lavoro.
Siamo nel 1848: i grandi fermenti di allora e la concessione dello Statuto Albertino permisero il costituirsi di tale società. Nell'ottobre di tale anno un calzolaio, per la cronaca tale Matteo Brezzio, fu promotore della costituzione di una Società di mutuo soccorso che riunisse i lavoratori pinerolesi, di qualunque arte e mestiere essi fossero. Una società che avesse, insomma, un carattere “generale” superando l’esperienza non molto efficace di alcune piccole associazioni corporative nate nel periodo. Capitò così che un calzolaio, un indoratore, quattro falegnami, due sarti, un capomastro, un decoratore ed un meccanico fondarono la prima Società generale di Mutuo Soccorso. In due anni il numero dei soci salì a oltre 500 e nel 1850 si pagarono oltre 2000 lire di sussidi ad ammalati.

Nel 1854, il progetto si era ormai consolidato al tal punto che la società istituì una panetteria sociale, presso la quale i soci avevano diritto di ritirare il pane di buona qualità a 44 centesimi il chilo cioè a cinque centesimi di meno rispetto a quello che si vendeva nelle comuni panetterie. La panetteria ebbe subito un notevole sviluppo, panificando circa cinque quintali giornalieri, ed addirittura il proprietario di un setificio locale offerse ai 400 suoi operai mezzo chilogrammo di pane al giorno.
Il Fascismo, che aveva chiuso ben 2000 società di Mutuo Soccorso, non osò eliminare quella di Pinerolo per la fama che le veniva riconosciuta in tutta Italia di inventrice e capofila di un esperimento sociale nel campo dell'assistenza. Brezzio e il suo gruppo di pochi amici si riunirono per la prima volta nella trattoria del Cavallo Bianco, in un vicolo attualmente denominato della Società Operaia, a pochissimi passi dal nascondiglio.
Adesso la trattoria non esiste più, ma sopra il portone sono visibili due targhe poste a memoria della nascita della Società.
Inoltre, nella sede storica della Società Generale fra gli Operai di Pinerolo, sita in via Silvio Pellico 19, è allestito un piccolo Museo che presenta un suggestivo allestimento che simula il funzionamento di una società operaia di mutuo soccorso del passato.
Il Museo è aperto la domenica dalle 15.00 alle 19.00.
E' consigliato chiedere conferme ai seguenti contatti: tel: 0121 375012 fax: 0121 375954 web:www.museodelmutuosoccorso.it