Chiamata prima Maleventum, poi Beneventum ed infine Benevento, è stata una città sannitica, romana, longobarda e poi pontificia, e vanta un cospicuo e interessante patrimonio storico-artistico e archeologico.
Questo cache si trova tra due dei più importanti siti culturali di Benevento e vi vuole far scoprire la storia egizia/longobarda di questa città: il museo del Sannio e la Chiesa di Santa Sofia.
Il Museo del Sannio
Il Museo del Sannio di Benevento è un museo che raccoglie testimonianze storiche di tutte le epoche riguardanti il beneventano. Si divide in 4 dipartimenti: Archeologia, Medievalistica, Arte e Storia. I primi tre trovano posto nel chiostro della chiesa di Santa Sofia, l'ultimo nel torrione della Rocca dei Rettori.
La Sala di Iside, posta oggi all’interno della Prefettura, raccoglie reperti egizi e neo-egizi provenienti dal Tempio di Iside: 42 reperti fra cui statue di sacerdoti, dello stesso imperatore, simulacri di divinità, falchi, leoni, un obelisco. Il Tempio di Iside fu costruito dall'Imperatore Domiziano tra l’88 ed l’89 d.C. con materiali provenienti direttamente dall'Egitto, peculiarità che ha reso Benevento il luogo in Occidente che presenta la maggiore concentrazione di manufatti egizi originali.
Ad oggi ancora non si è riusciti a identificare il luogo in cui era collocato l'Iseo, ma esso fu uno dei più importanti luoghi di culto del Mezzogiorno, attivo per secoli fino almeno all'Editto di Costantino ed all'Editto di Tessalonica (V secolo d.C.).
La Chiesa di Santa Sofia
La chiesa di Santa Sofia fu fondata da Arechi II, che nel 758 divenne Duca di Benevento per volere di Desiderio, Re dei Longobardi, di cui aveva sposato la figlia Adelperga. Portata a termine nel 762, come si evince da un atto di donazione dello stesso Arechi del 774 essa fu edificata “pro redempatione animae meae sue pro salvationis gentis nostrae”, divenendo di fatto Chiesa nazionale e simbolo della spiritualità del popolo longobardo.
La chiesa di Santa Sofia si presenta come un edificio di eccezionale interesse nell’ambito dell’architettura dell’alto medioevo. La pianta a forma di stella è unica nel suo genere. Essa presenta un nucleo centrale costituito da un esagono ai cui vertici sono collocate sei grandi colonne (provenienti forse dall'antico tempio di Iside), collegate tra loro con archi sui quali si sviluppa la cupola. Intorno a questo esagono centrale troviamo un secondo anello, decagonale, con due colonne subito dopo l’ingresso e otto pilastri in blocchi di pietra calcarea bianca intercalati da strati di mattoni. Lo splendore dell'antica chiesa è inoltre testimoniato dai resti degli affreschi delle absidi, i quali, pur nella frammentarietà che ne impedisce l’interpretazione iconografica, rivelano un ampio respiro artistico e una notevole potenza espressiva.
Il 25 giugno 2011 il complesso monumentale di Santa Sofia è stato inserito nella World Heritage List dell’Unesco all’interno del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”.