Frazione Sabbioni di La Loggia è una anonimo gruppo di case in cui da vedere non c’è niente. Ma c’è una storia da raccontare. La zona Sabbioni era famosa fin dall’ inizio del secolo per il lavoro dei “sabioné”, che erano appunto i cavatori di sabbia proveniente in gran parte da borgate in riva al fiume, ai quali si unirono negli anni ’50 i renaioli provenienti dal Polesine. Il loro lavoro, duro consisteva nell’estrarre la sabbia dal fiume con la pala e trasportarla con il tonbarel (piccolo carro) .Ma i grandi mutamenti hanno fatto si che i sabioné si stati rimpiazzati dalle draghe, tant’è che a poche decine di metri dalla frazione è sorto il più grande bacino di escavazione della zona l’Escosa.

Poche decine di metri al di là della passerella pedonale vi è una cappella abbandonata a se stessa edificata in onore di San Giuseppe. Una lapide posta sul frontale ha una scritta in latino che recita : “Emanuela Vacchetta nell’anno del signore 1808 fece costruire ed adornare questa cappella dedicata alla Madre di Dio al suo sposo ed al figlio affinché a lui, alla moglie e ai figli concedano ogni felice evento”.

Nella cache non c’è la penna.