Dopo una bella mangiata si va avanti.... e si ricomincia …. la scalata.
Generalmente la Falesia è una costa rocciosa con paretri a picco. Ogni falesia può avere differenti caratteristiche e varia in base alla tipologia di roccia di cui è composta. In alcuni casi grotte ed anfratti naturali delle falesie hanno occupato comunità neolitiche. Le falesie di Grotti rimangono comunque molto grandi rispetto ai visitatori che la frequentano, ed il loro fascino forse è proprio questo: centinaia di vie che vi aspettano, senza dover attendere che si liberino dagli assalti degli scalatori. Infatti, nei giorni infrasettimanali spesso capita di non incrociare nemmeno un arrampicatore e di avere tutto per sé. L'ARRAMPICATA è atletica e a dita stese. Qui a Grotti la roccia è prevalentemente calcare a buchi, tendente a volte al conglomerato con inclinazioni che variano dalla placca verticale o leggermente strapiombante fino ai settori fortemente strapiombanti. Vi è un’altissima concentrazione di monoditi e biditi da far invidia a qualunque altro posto al mondo. Le prese sono a volte dolorose e forse per questo la falesia è spesso stata “snobbata” da tanti arrampicatori. Se non si è abituati, dopo un paio di giorni ci si deve fermare per far rigenerare la pelle:
LE INCLINAZIONI DEL LUOGO
Le cronache Aquilane ricordano che nel gennaio 1492, 200 soldati svizzeri andarono per saccheggiare la rocca delle Grotte, aggirando il villaggio fortificato dall’alto, tentando di calarsi dal ciglio del balzo superiore, approfittando di una fitta nebbia che c’era in quella sera. L’assalto fallì, in quanto fu respinto, e nel tentativo di fuga da parte degli assalitori, molti di essi si persero nella montagna, molti caddero dalle vene e balzi che si trovano in questo posto. Quell’avvenimento è entrato nella leggenda, che narra dell’assalto al castello delle grotte da parte dei Tedeschi, probabilmente gli svizzeri di Carlo VIII. I Tedeschi, riferisce la leggenda, cercarono di calarsi dal ciglio superiore del castello, cercando di sorprendere gli abitanti racchiusi nella grotta delle zitelle, riparati dalle mura. Essi, con fascine incendiate e lanci di pietre, fallirono il loro tentativo, in quanto gli abitanti ben protetti riuscirono a mettere in fuga gli assalitori uccidendone anche alcuni. Secondo la leggenda gli abitanti del castello erano uomini speciali, capaci di vivere in situazioni di grande difficoltà e precarietà, arrampicandosi con destrezza tra le rocce e gli antri delle pareti dove erano custodite le loro case ardite; erano guerrieri feroci e coraggiosi, come ricorda anche il motto del blasone seicentesco,che identifica il loro villaggio. L’antico villaggio rupestre fortificato,è diventato la sede di tutti i miti fondativi, luogo spettrale abitato ormai solo dalle streghe, che in sella a cavalli fatati andrebbero volando di balzo in balzo, per impedire a chiunque di andare in cerca di tesori nascosti in qualunque di quelle grotte, secondo il canone tradizionale,che suppone l’esistenza di fantastici eldoradi in ogni sito abbandonato.
… Dopo tutta questa faticata con l'arrampicata ti fai una bella mangiata ...