L'area selvaggia del Cicolano occupa il settore nord-est della regione Lazio, collocandosi a 100 km a Nord-est di Roma e tra le città di Rieti e di L'Aquila. La zona montuosa del Cicolano non possiede grandi città ma è piuttosto costituita da una serie di borgate e villaggi su entrambi i lati della Valle del Salto.
Il prodotto visibile dell'incastellamento è il castrum, edificato solitamente sopra una collina, circondato da mura o naturalmente protetto, contenente le abitazioni dei rurali ed il palazzo signorile nonché le chiese del villaggio. Questo modello si mostra innovativo per aver operato la trasformazione del territorio esterno al villaggio murato o diversamente protetto. L'intero distretto del castrum è ordinato in aree colturali che vanno dalle zone di massimo sfruttamento a quell'incolto-foresta regno del pascolo e luogo dell'approvviggionamento di materiali e alimenti. Nel caso del Cicolano l'incastellamento non ha proprio portato un totale mutamento nelle forme di occupazione del territorio poiché sopravvissero numerosi insediamenti aperti anche dopo l'XI e il XII sec., ciò per il fatto che le condizioni economiche e geografiche del territorio erano sfavorevoli all'incastellamento.
Il territorio di Concerviano (Collis Cervinus) insieme a quelli di Roccaranieri, e di San Martino gravitavano sulla antica giurisdizione temporale che l’abbazia Imperiale del San Salvatore Maggiore sul monte Letenano esercitò sulle popolazioni dei paesi che gli sono intorno. Questo potere è testimoniato da un disegno che raffigura la porta di legno della chiesa dell’Abbazia di San Salvatore Maggiore, che fu fatta costruire da Papa Giulio Il nell’anno domini 1506. Nelle bugne della porta sono rappresentati i castelli e scritti i loro nomi. Questi nomi, insieme ad altri, li ritroviamo indicati in latino nel libro scritto dal Beato Schuster nel 1914, dal titolo “Il Monastero imperiale del Salvatore sul monte Letenano”, alcuni furono castelli dell’abbazia, poi abbandonati, di cui oggi esistono i ruderi.
Il territorio gravitante sull'alveo delfiume Salto era anche terra di confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie...