
La terra, appena smetti di zapparla, prima o poi finisce sempre per tornare quel piatto, anonimo, supporto neutro che era stata. Oggi questo le è reso più difficile, disseminata di superstrade e di tralicci come è, ma alla fine sarà solo questione di tempo; rimarranno poi le nutrie nelle fosse e i gabbiani che volano verso il mare (e la plastica interrata dai furbacchioni di soppiatto!). Perciò la vita dei contadini di campagna, seppur in tutta la sua semplicità, ha bisogno delle fattorie per rintracciare un qualche ricordo del passato, testimoni che qualcosa in queste lande sia avvenuto. Nel perimetro della Tenuta di Gricciano infatti si sovrappongono le vicende di coltivatori e fattori da mille anni a questa parte, seppur di quei giorni non rimanga che l'ombra, anzi solo la suggestione, perchè la villa stessa credo sia molto cambiata, figuriamoci poi gli oggetti di vita quotidiana: saranno come evaporati... Qualunque cosa sia successa, però è successa qua! Adesso è tutto abbandonato, la colonia prima e storia poi di queste terre ora è sperduta tra i campi desolati del paese a cui dà il nome e quelli di Chiesanova, il villaggio delle onde gravitazionali e dei trattori. Ed è venendo da là, oltrepassato lo scalcinato ponte sullo Scolmatore, che sulla destra comparvero per me questi capannoni e questa villa: GRICCIANO, stà scritto su una colonna del cancello principale, prima che questo conduca al viale, costeggiato da lecci, che porta all'ingresso dell'antica dimora. Di questo passo però ben presto la distesa di campi del chiesanovese si rimangerà pure i suoi muri, perchè con stupore ho scoperto si tratti di un cimelio di cui in molti si sono dimenticati. Una rapida ricerca su Google non basta a risolvere i dubbi, solo un articolo del Tirreno datato 2007 viene in aiuto, di cui riporto il testo integrale più in basso e qualche nota tratta dallo storico Dizionario Geografico di Emanuele Repetti. Chissà poi che in qualche cassetto, di qualche altra vecchia casa di campagna, non siano nascosti dei preziosi documenti che permettano di far luce sulla sua storia...
"Un tesoro medievale carico di fascino e di storia" - di Francesco Turchi - Origini svelate da una lapide murata su una parete, scritta in un latino "tardo" e pieno di abbreviazioni. La traduzione non è semplice, ma l'epoca della sua costruzione si capisce, così come altre notizie sull'antico sito. La villa-fattoria di Grecciano è un tesoro privato, nelle mani di una famiglia di Chiesina Uzzanese, che al momento la utilizza per le proprie attività agricole e che in futuro la convertirà in struttura ricettiva. C'è ancora la chiesa, con l'altare realizzato in marmi policromi, un quadro della Madonna col Bambino, il confessionale in marmo bianco di Carrara; e ci sono ancora i silos e le stalle; e ancora, i due sovrapassaggi chiusi che collegavano la villa coi magazzini, senza passare dall'esterno. «Dalle ricerche effettuate dal vecchio parroco di Valtriano, don Pieri - scrivono Paola Stefania Caforio e Massimo Lenzi - si apprende che intorno all'anno 900 dc, la fattoria di Grecciano, fondata in quegli anni, aveva inglobato numerosissimi poderi ed era la più estesa della zona ». Grecciano, inizialmente sotto le dipendenze di Sant'Ermo all'Orto e di San Michele della Verruca, fu poi dato in "enfiteusi" (una specie di affitto) al signor Paolo della famiglia Medici (forse un ramo dal quale poi derivò la prestigiosa famiglia dei granduchi di Toscana. Nel corso dei secoli la fattoria ha avuto svariati proprietari, prima di arrivare a quelli attuali. Dal signor Paolo, che non aveva discendenti, la tenuta divenne "predio", rinnovabile annualmente, dell'arcivescovo di Pisa e nel dicembre 1643 divenne proprietà del Foro Arcivescovile pisano. In quello stesso anno, sempre secondo le notizie riportate da don Pieri, la fattoria sarebbe stata data, forse "in commenda" di nuovo a un membro della famiglia Medici; in seguito ha avuto numerosi, illustri proprietari, quali i Mansi, gli Scotto e i principi Corsini. E si arriva così al XX secolo. La fattoria, almeno fino al secondo Dopoguerra, aveva un'estensione immensa, composta da ben 50 poderi, nei quali si producevano soprattutto grano, fiero e foraggio per il bestiame, che in questi terreni veniva allevato in grande quantità. A partire dall'inizio del secolo scorso, la villa e il vasto terreno annesso ospitano famiglie di prestigio come i livornesi Rosselli, quella del noto sciatore Colò, i signori Bellora, che possedevano un'importante industria tessile; e ancora, i signori Cincinnai, i pugliesi Petrilli, con quest'ultimi che dopo averla tenuta per poco tempo la cedettero ai veronesi Mugoni, dai quali è poi passata ai Puccinelli, attuali proprietari. - dal Tirreno del 27 Luglio 2007
Dal Dizionario Geografico di E.Repetti. GRICCIANO o GRIZZANO di Crespina in Val di Tora. - Villa in mezzo ad un vasto possesso omonimo, che diede il nome ad uno degli antichi comunelli compresi nel popolo, Comunità e circa 3 miglia toscane a settentrione di Fauglia, Giurisdizione di Livorno, Diocesi di Sanminiato, già di Lucca, Compartimento di Pisa. È situato in pianura fra il fiume Tora, il fosso Reale, o del Zancone e la base delle colline superiori pisane, in mezzo a recenti colmate create per cura del proprietario Scotti di Pisa, attualmente della principessa Corsini sua figlia ed erede. Non è da asserire se a questo luogo riferisca un istrumento della cattedrale di Lucca, dato in Griciano nell'agosto dell'anno 775, per il quale un tal Guisprando offrì alla chiesa di S. Frediano di Griciano un podere con casa colonica situato nello stesso casale. - (MEMOR. LUCCH. T. IV.) - Si aggiunga. - Della chiesa di S. Frediano a Gricciano fanno menzione fino dai secoli VIII e IX quattro istrumenti dell'Archivio Arcivescovile di Lucca pubblicati nella Parte II Volume V di quelle Memorie, due dei quali dell'agosto 755 che trattano di beni spettanti alla chiesa di S. Frediano a Gricciano in quell'epoca era cadente e scoperchiata, talchè in detto anno Pietro vescovo di Lucca la concedè in benefizio con i suoi beni al chierico Giovanni a condizionare di restaurarla. Finalmente il quarto istrumento del 6 dicembre 838 verte sulla conferma fatta dal Berengario vescovo di Lucca della chiesa suddetta di S. Frediano a Gricciano al chierico Giovanni nella stessa guisa di quanto fece nel gennajo dell'834 il vescovo suo predecessore.
La cache. Con questa cache ti invito e esplorare e ri-scoprire questa costruzione saldamente fondata nella storia. Trattandosi di un'esplorazione, seppur urbana, ti lascerò intuire come arrivare (occhio alle buche sulla strada!) e soprattutto dove cercare di preciso. Recati alle coordinate principali, localizzate nei pressi del vecchio cancello, ormai un feticcio solo da aggirare; una volta là dovrai entrare nella tenuta abbandonata per trovare il granaio, tra gli edifici principali è quello che cela al suo interno il contenitore; infatti la scatola si trova in una botte dove venivano immagazzinati i cereali. Avevo scambiato quelle botti per tini del vino, quindi il contenitore è a tema vinicolo (ops!)... ma non è fuori luogo, seppur sia di forma originale, non è artigianale ne' mimetico. Trovata la botte non dovrebbe essere difficile trovare la cache! ATTENZIONE alle botole nel granaio, anche se sono coperte da pancali; escluse queste, il terreno è totalmente privo di insidie. Potrebbe però essere utile una torcia. PS non ti far scappare una visita alla cappella!
Synthesis in ital-english. This is "Tenuta di Gricciano", an ancient farm lost in the fields between Livorno and Pisa. It was founded in the 10th century, once upon a time belong to a monastery, then to the Medici (maybe the famous family) and to other tuscanian families like Rosselli, i Bellora and Colò (Zeno Colò the skier). Now is abandoned, so it's the right time to explore with this cache: reach the posted coordinates, enter in the abandoned houses searching the granary of the farm; the cache is placed in a huge cereal container in the granary. Found the place, to get the container should not be a problem. Pay ATTENTION to the holes on the floor, altough they are covered. Could be useful a lamp. PS take a look to the chapel!