EX CENTRALE DEL COLOMBAROLO
[ITA]
Questa cache è posizionata in un luogo molto legato alla storia industriale di San Giovanni Lupatoto e della zona Sud di Verona. A cavallo tra l'800 e il 900 i canali e l'energia idroelettrica erano i motori dello sviluppo dell'epoca.
L’industria idroelettrica conobbe in Italia tra il 1898 e il 1911 un incremento produttivo gigantesco passando da 86.750 kW a 2.575 milioni, impiegati prevalentemente negli impianti industriali, nell’illuminazione delle città e nella trazione. Il passaggio tra scoperta scientifica, sviluppo della produzione e utilizzo dell’elettricità per scopi industriali avvenne con sorprendente velocità: dopo che nel 1881 Galileo Ferraris trovò la soluzione per il trasporto dell’energia elettrica, già nel 1883 a Milano funzionava la prima centrale italiana.

L’istallazione di centrali idroelettriche era regolamentata dal decreto 10 agosto 1884, n. 2644 con il quale il ministero delle finanze era abilitato a concedere ad ogni privato che ne faceva richiesta l’utilizzo di un bacino idrico dietro pagamento di un canone proporzionale alla potenza ricavata. Questa legge diede l’avvio alla gestione privata dell’energia elettrica che rimase in vigore fino alla nazionalizzazione, con la creazione dell’ENEL nel 1963. A Verona la nascita dell’industria elettrica è legata alla realizzazione del canale Camuzzoni e alla costruzione nel 1898 della centrale idroelettrica “Basso Acquar”.
La nostra cache è posizionata all'ex centrale del Colombarolo sul Canale Marazza. Nel 1887 l'ing. Marazza, in collaborazione con l’ing. Perego, progettò e realizzò il canale che porta il suo nome con lo scopo di azionare proprio le turbine della centrale del Colombarolo. La diga sull’Adige, visibile ancora oggi, è imponente e crea un piccolo lago che frena la corrente; le bocche di presa sono cinque inserite in un edificio tozzo ed esteticamente poco curato (si noti la differenza con l’edificio in cotto e mattoni del vicino canale Giuliari). Nel 1902 il canale fu ampliato e iniziò il funzionamento della centrale del Colombarolo presso la corte omonima a Santa Caterina di Palazzina. L’energia prodotta venne utilizzata per i motori elettrici della vicina Manifattura Festi Rasini. Nel 1904 il Consiglio Comunale di San Giovanni Lupatoto stipulò un contratto con la Manifattura in base al quale, in cambio di alcune aree pubbliche, l’azienda forniva energia elettrica a prezzo ridotto per l’illuminazione pubblica e privata.
La centrale è stata dismessa nel 1938 ed attualmente versa in stato di abbandono. È circondata da una lussureggiante vegetazione fluviale e la zona è habitat di diverse specie di animali e piante. Questo è uno dei siti inseriti nel progetto dell’Ecomuseo dell’Energia pulita. Si tratta di una proposta di FIAB Verona per la valorizzazione ed il recupero di questo edificio e di altre opere idroelettriche del territorio (centrali, opere di presa, dighe e canali) attraverso la realizzazione di un percorso ciclabile che colleghi i diversi siti e ripercorra la storia dello sviluppo idroelettrico ed industriale della zona.

[ENG]
This cache is located in a place closely linked to the industrial history of San Giovanni Lupatoto and the southern area of Verona. Between the 19th and 20th centuries canals and hydroelectric power were the engines of development.
The hydroelectric industry in Italy between 1898 and 1911 experienced a gigantic increase in production from 86,750 kW to 2,575 million, mainly used in industrial plants, in city lighting and in traction. The transition between scientific discovery, production development and the use of electricity for industrial purposes took place with surprising speed: after Galileo Ferraris found the solution for transporting electricity in 1881, the first Italian power station was already operating in Milan in 1883.
The installation of hydroelectric power plants was regulated by the decree of 10 August 1884, n. 2644 with which the Ministry of Finance was authorized to grant to every private individual who requested it the use of a water reservoir against payment of a fee proportional to the power obtained. This law gave rise to the private management of electricity which remained in force until nationalization, with the creation of ENEL in 1963. In Verona the birth of the electricity industry is linked to the construction of the Camuzzoni canal and the construction in 1898 of the “Basso Acquar” hydroelectric plant.
Our cache is located in the former central Colombarolo on the Marazza Canal. In 1887 the engineer Marazza, in collaboration with Ing. Perego designed and built the canal that bears his name in order to operate the turbines of the Colombarolo plant. The dam on the Adige is imposing and creates a small lake that curbs the current; the inlets are five in a squat and aesthetically poorly maintained building (note the difference with the brick and brick building of the nearby Giuliari canal). In 1902 the canal was enlarged and the operation of the Colombarolo power plant began at the homonymous court in Santa Caterina di Palazzina. The energy produced was used for the electric motors of the nearby Manifattura Festi Rasini. In 1904 the Municipal Council of San Giovanni Lupatoto stipulated a contract with the Manufacture in which, in exchange for some public areas, the company supplied electricity at a reduced price for public and private lighting.
The plant was abandoned in 1938 and is currently in a state of neglect. It is surrounded by lush river vegetation and the area is home to various species of animals and plants. This is one of the sites included in the Ecomuseum of Clean Energy project. This is a proposal by FIAB Verona for the enhancement and recovery of this building and other hydroelectric projects in the area (power stations, intake structures, dams and canals) through the creation of a cycle path that connects the different sites and retraces the history of hydroelectric and industrial development in the area.