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Ex Fabbrica Banci Traditional Cache

This cache has been archived.

Zeddicus_Zorander: [english text follows]
Ciao Racio83,
dopo oltre 30 giorni dalla mia nota non ho ricevuto alcuna risposta né visto alcuna modifica.
La cache viene pertanto archiviata.

Se non lo hai ancora fatto, per favore raccogli ogni eventuale resto della cache al più presto possibile.

Si prega di tener presente che, se una cache è stata archiviata da un revisore per mancanza di manutenzione, non verrà de-archiviata, né lo sarà ai fini dell'adozione (cfr. Linee Guida).


Hi Racio83,

After more than 30 days from my last note I didn't receive any answer and no action has been done.
The cache is archived.

If you haven't done so already, please pick up any remaining cache bits as soon as possible.

Please remember that, if a cache is archived by a reviewer or staff for lack of maintenance, it will not be unarchived, nor it will be unarchived for the purposes of adoption (see. Guidelines).

Un saluto e buon geocaching,
Zeddicus Zu'l Zorander

Community Volunteer Reviewer for Italy, Vaticano, San Marino, Malta
Geocaching.com | Help Center | Linee Guida/Guidelines | Linee Guida Italiane/Italian Guidelines | Maltese Guidelines

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Hidden : 6/12/2019
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:


A PRATO la seconda metà del secolo scorso è figlia del gigantismo espansivo del distretto industriale, dall’accrescimento imponente di strutture di piccole, medie e grandi dimensioni reso possibile dall’impiego massiccio del cemento armato. Non mancheranno le eccellenze architettoniche alle quali la città, nella sua evoluzione moderna, non poteva certo dirsi estranea. Una di queste è rappresentata dal Lanificio Walter Banci, realizzato tra il 1951-1953 ma completato negli anni ’60. Si tratta di un complesso che occupava una superfice coperta di oltre 25.000 mq lungo l’autostrada, ancor prima che divenisse, nel 1962, Declassata. Allo stato attuale le fabbriche giacciono in uno stato di desolante degrado, nonostante siano state al centro, dopo la dismissione, di una lunga querelle sul possibile riuso come area espositiva. Il recupero dell’ex Banci viene oggi rivalutato in seno al piano operativo che prevede per il rilancio dell’area anche incrementi volumetrici a servizio di nuove destinazioni strategiche. Nel 2007, un expertise del professor Brian Spencer (American Institute of Architects), puntava i riflettori sull’importanza urbanistica e architettonica dell’ex Lanificio. La dichiarazione di Spencer qualificava il complesso architettonico come uno dei pezzi pregiati dell’archeologia industriale pratese, attribuendone l’ascendenza al genio creativo di Frank Lloyd Wright (ringrazio per questa memoria l’amico Carlo Magni). La peculiare tipologia dello stabilimento, unica nel suo genere, prevedeva un’industria a ciclo completo, andando controcorrente rispetto alla tendenza consolidatasi nel dopoguerra nel distretto pratese di frammentazione delle lavorazioni. D’altronde inusuale era lo stesso schema costruttivo dei capannoni, certamente assai diversificati per tipologia strutturale rispetto a quelli esistenti. La rivoluzione architettonica non riguardava solamente gli aspetti compositivi, bensì si completava con un orientamento strutturale affatto diverso da quelli in uso corrente nel periodo, realizzandosi con pilastri in cemento armato a sorreggere ampie coperture a due falde con compluvio centrale, costruite “a camera d’aria” con travetti in cemento e tavelle in laterizio. Il calcolo delle opere strutturali, i progetti esecutivi e la direzione dei lavori furono eseguiti dagli ingegneri Arrigo Forasassi e Alieto Taiti. Si utilizzarono per le membrature murarie materiali naturali selezionati, provenienti dalle cave della Calvana, principalmente conci di pietra alberese, mentre le malte di allettamento furono confezionate con le sabbie dei Renai a Signa. Per le opere con il vetro, estremamente innovative per il periodo, usate per le grandi pareti frontali sia per le superfici piane che per le parti curvilinee, fu fatto esplicito riferimento alla ditta “Saint Gobain”, che aveva già realizzato un lavoro in California per il grande architetto americano. 

La cache si trova all'esterno della struttura e consiglio di non entrare all'interno e non andarla a cercare di notte.

Si raggiunge a piedi (consigliato) lasciando la macchina all'entrata più lontana dell'esselunga (rotondina via torricelli) altrimenti in macchina lasciando l'auto lungo la stradina che costeggia la tengenziale per poi proseguire a piedi… buona caccia

Additional Hints (Decrypt)

Hab qrv qhr cvù snzbfv fpbvnggbyv...

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)