
Il ponte Leopoldo II fu costruito nel 1833 da Alessandro Manetti a Poggio a Caiano sul fiume Ombrone Pistoiese. Per meglio dire, la testata che insiste sulla sponda destra si trova nel comune di Poggio a Caiano, quella sulla sponda sinistra nel comune di Prato. Si tratta di uno dei primi ponti sospesi costruiti in Italia, in un periodo pionieristico per l'affermazione di nuove tecnologie, materiali e linguaggi architettonici.
Il ponte collegava i possedimenti granducali sulla riva destra dominati dalla Villa medicea, con quelli sulla riva sinistra organizzati intorno all'edificio delle cascine, che oggi si trovano nel comune di Prato. Fino ad allora il collegamento avveniva attraverso i due ponti pubblici esistenti e l'esigenza della corte di avere un collegamento privato era vivo da tempo.
Manetti realizzò un ponte sospeso con impalcato ligneo sospeso con funi metalliche a 12 cavi di sospensione in ferro appoggiati su piloni di sospensione in pietra disegnati in forma di archi estradossati ed ancorati su massi di ritenuta (detti "pigne") anch'esse di pietra. Il ponte era carrabile e la larghezza 4.75 m comprendeva anche due marciapiedi rialzati. La luce era di circa 35 metri.

Nel 1944 il ponte, pur necessitando di essere riparato, era ancora in parte in piedi seppure chiuso al passaggio. Forse (la testimonianza è orale), l'esercito tedesco in ritirata fece saltare i resti del ponte - come del resto aveva fatto con tutte le infrastrutture sull'Arno ed i suoi affluenti - minando i massi di ritenuta sulla sponda destra che, infatti, non si sono conservati. Da allora e fino alla sua ricostruzione restarono i piloni in pietra e due delle "pigne". Sia i cavi di sospensione, sia il tavolato ligneo furono riutilizzati dall'Opera Nazionale Combattenti che dal 1920 ne era stata la proprietaria
Nel corso del 2010 la Provincia di Prato, in collaborazione con i Comuni di Prato e Poggio a Caiano, ha indetto un concorso di progettazione per la ricostruzione del Ponte dal titolo "Ponte del Manetti: ponte ciclo-pedonale nella sede del "Ponte Leopoldo II". Il concorso ha visto la presentazione di 128 progetti.
Il 23 maggio 2018 sono iniziati i lavori di ricostruzione non fedele, in quanto le mutate condizioni degli argini che sono stati rialzati hanno reso impossibile una ricostruzione più o meno filologica. Il cantiere si è ufficialmente chiuso il 26 maggio 2019, giorno dal quale il ponte è nuovamente percorribile da pedoni e ciclisti.