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I due gelsi Traditional Cache

This cache has been archived.

Giulia_Tofana: Ciao Dadepopa,
dopo 30 giorni dal mio log, non ho visto cambiamenti nel listing né ho ricevuto da te comunicazioni in merito, perciò archivio il tuo cache.

Giulia

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Hidden : 8/23/2019
Difficulty:
1 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


I DUE GELSI

Scultura di Giuseppe Gorni (1894-1975)

Scultura a dimensione naturale in bronzo e terra secca patinata realizzata nel 1961 ed inaugurata nel 1977.
L’opera è dedicata al gelso, le cui foglie nutrivano i bachi da seta.
La bachicoltura costituiva un’importante fonte di reddito nell’economia agricola e occupava soprattutto donne e ragazzi.
Prima dell’industrializzazione i gelsi riempivano gran parte della campagna e dei cortili; erano così importanti che ne veniva effettuato il censimento: nel 1750 erano 921 a Cinisello e 1232 a Balsamo. Tuttavia, già nel 1637 la piazza Comunale di Cinisello era circondata da 45 gelsi. Dalla metà del 1800 fino agli inizi del XX secolo si contavano ben tre filande in cui lavoravano ragazze e anche bambine.

LA CACHE RICHIEDE ELEVATA FURTIVITA’ A CAUSA DELLA PRESENZA DEL BAR ANTISTANTE E DELLA SCUOLA

 

Biografia di Giuseppe Gorni

Nasce il 27 marzo 1894 nella frazione di Santa Lucia di Quistello in provincia di Mantova da una famiglia di agricoltori.
Frequenta le scuole elementari a Quistello, le scuole tecniche a Padova e conclude gli studi a Bologna, prima presso un Istituto Tecnico e poi all’Università, Facoltà di Veterinaria.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, il 24 maggio del 1915 è richiamato alle armi. Nominato sottotenente di fanteria raggiunge la 3^ armata sull’Isonzo. Il 3 giugno del 1916 viene catturato dagli austriaci sul Monte Cencio insieme al 1° Reggimento granatieri a cui era stato aggregato. Viene quindi internato in Ungheria. Nel campo di Hajmasker Gorni conosce Massimo Campigli, giornalista del Corriere della Sera che ne apprezza le opere e lo esorta a continuare nel disegno.

Ritornato dalla prigionia ottiene lusinghieri consensi da Margherita Sarfatti che giudica Gorni un precursore dell’avanguardia artistica del dopoguerra.

In quegli anni abbandona l’Università e riprende gli studi come privatista e, diplomatosi nel 1922 all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, consegue all’abilitazione all’insegnamento nelle scuole medie.

Tornato al suo paese, in un rustico crea il suo primo studio e, con singolare spirito di iniziativa, riesce a fondare una scuola tecnica a cui dà il proprio contributo come direttore e insegnante di disegno.
Viene però allontanato dall’insegnamento dai fascisti a causa delle sue idee politiche socialiste.

Nel 1923 soggiorna a Parigi e al ritorno partecipa alle più significative manifestazioni artistiche dell’avanguardia mantovana che si oppone a un chiuso tradizionalismo provinciale; ma Gorni riceverà solo amarezze, delusioni e critiche negative.

Con il dolore impotente causato dal dilagare del fascismo, Gorni si chiude sempre più in se stesso, nel silenzio della propria terra, per dedicarsi esclusivamente alla ricerca di nuove acquisizioni nello studio del vero.
Si interessa alla xilografia, all’acquaforte, alla puntasecca e a varie altre tecniche incisorie. Si dedica anche alla decorazione murale con grandi composizioni a graffito e a intonaci colorati.

Nel 1920 si sposa con Milia da cui avrà due figli, Salve e Ave.

Collabora al Selvaggio che pubblica suoi disegni dal 1927 al 1929.

Assorbito dalla famiglia e dalle nuove responsabilità, Gorni continua a disegnare e a dipingere quasi esclusivamente per se stesso. Le sue opere più interessanti e innovatrici non vengono comprese e sono derise. Tenta di ricollegarsi agli artisti mantovani aderendo formalmente al Novecento mantovano e partecipando ad alcune mostre, ma rimarrà perlopiù isolato e in solitaria meditazione.

Nel maggio del 1940, all’entrata dell’Italia in guerra, viene nuovamente chiamato alle armi con il grado di maggiore di fanteria. Dal fronte francese viene inviato a quello jugoslavo e quindi a quello russo, dove rimane dal 9 luglio 1941 all’1 maggio 1943.
Ritornato a casa dopo la tragica ritirata dell’esercito italiano, dopo l’8 settembre, ricercato dai fascisti, fugge in Svizzera dove viene internato in un campo militare dal 25 settembre 1943 fino al 3 luglio 1945.

In Svizzera modella le prime sculture a incavo, a pieni e vuoti, esponendole in una mostra organizzata dagli internati italiani, ottenendo un lusinghiero successo.

Ritornato in Italia viene acclamato sindaco a Quistello, ma deve affrontare nuove lotte e incomprensioni, accentuate dall’aspro clima dei conflitti politici di quegli anni. Torna anche a dirigire la scuola che aveva fondato.

Nel 1953 si trasferisce con la famiglia a Cinisello Balsamo con l’incarico di istituire e dirigere l’Ufficio Tecnico del Comune.

Nel 1962 abbandona il proprio lavoro a Cinisello Balsamo e riprende a disegnare e modellare, ripercorre i tempi più felici dopo un vuoto assoluto di produzione che va dal 1950 al 1961 che Gorni, nelle sue note biografiche, ricorda come un periodo da dimenticare.

Nel 1965 la Galleria Gianferrari di Milano allestisce una sua mostra personale curata da Mario De Micheli; a Firenze Carlo Ludovico Ragghianti gli dedica una sala all’interno della mostra Arte in Italia 1915-1935. Ciò risveglia l’interesse della critica che lo riconosce tra le presenze significative dell’arte italiana.

Il Premio Suzzara, di cui Gorni era stato uno dei primi sostenitori e che lo aveva visto varie volte tra i premiati, nel 1968 gli dedica un’ampia rassegna antologica che riassume i momenti più significativi della sua produzione dal 1916 al 1966.

Nel 1972 si tiene un’importante mostra antologica alla Casa del Mantegna di Mantova e un’altra, nel maggio 1975, a Milano al Palazzo Reale nella Sala delle Cariatidi.

Gorni muore il 6 agosto del 1975.

Il Comune di Cinisello Balsamo gli ha dedicato una via.

Nel 1978, a tre anni dalla scomparsa, alcuni pittori danno vita al Gruppo Pittori Giuseppe Gorni, in onore dell’artista.

Il 25 aprile del 1987 si inaugura una mostra antologica delle opere di Giuseppe Gorni, come dice il sindaco Vincenzo Pozzi: "con l’intento di colmare una vistosa lacuna e rimediare a una dimenticanza, a un velo di silenzio che per troppo tempo, e forse volutamente, è stato steso su questo grande artista del nostro tempo".

Nel 1988 riceve il più alto riconoscimento cittadino, la Spiga d’Oro alla memoria, con la seguente motivazione: "Benemerito nel campo delle arti, in particolare in quello della scultura. Nel corso della sua lunga vita artistica ha ottenuto molti riconoscimenti e le sue opere sono state esposte, tra l’altro, al Palazzo Reale di Milano, a Vienna per la mostra Neue Sachlichkeit und Realismus, a Parigi e in molte altre città italiane ed europee".

 

(fonte: sito del Comune di Cinisello Balsamo)

Additional Hints (Decrypt)

zbagnagr

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)