-VILLA ARDUINO🏰-

Origini
La palazzina situata in corso Lecce 63 (precedentemente 108) venne edificata nel 1928 su progetto dell’architetto Paolo Napione, docente in costruzioni presso la Regia Scuola Tecnica Lagrange, autore nello stesso anno del Teatro Alfa e, quello successivo, della chiesa della Divina Provvidenza.
La villa venne costruita per il cavaliere Giuseppe Arduino, titolare di un’importante impresa edile nonché proprietario di diversi edifici nella zona, tra i quali la casa a cinque piani di gusto razionalista che farà costruire nel 1934 sul lato opposto della strada, in corso Lecce 57 angolo via Michele Lessona.

La villa è a due piani veri, a struttura mista di muratura e cemento armato, con parziali elevazioni a forma di torri formanti il terzo e quarto piano. Villa Arduino, che nel progetto originario presentava facciate più movimentate, sfrutta la posizione angolare per farne il suo imponente ingresso, composto da due elementi principali. Il primo è un volume che avanza fino a filo strada inglobando il portone di ingresso principale e l’atrio, con un terrazzo al primo piano; il secondo si svincola dal primo e si eleva a formare una torretta fortemente caratterizzata.

Attorno a questo corpo angolare si articolano le due braccia laterali dell’edificio, le cui facciate sono percorse da un apparato decorativo ricco di affreschi e disegni fitomorfi e zoomorfi di ispirazione medioevale realizzati in litocemento. Il progetto prevede a sinistra dell’ingresso l’appartamento del custode e, a destra, gli uffici del cavaliere Arduino con i locali per i disegnatori, il segretario, l’amministrazione, mentre il piano superiore è destinato ad uso famigliare.



L’anno successivo vengono aggiunti un magazzino, la rimessa e un fabbricato a uso portineria; mentre 1940 è la volta di una cancellata in cemento, poi demolita nel 1960. La villa fu in passato attribuita all’architetto Gino Coppedé (1866-1927). Negli stessi anni fanno la loro comparsa le tendenze innovatrici di Palazzo Gualino (1928-1939) rappresentando uno dei più evidenti esempi di edifici razionalisti in Italia. Villa Arduino è sottoposta a provvedimento di tutela ai sensi del codice dei beni culturali.



Curiosità
- Una cineleggenda metropolitana indica la villa come casa in cui visse il celebre attore Erminio Macario, mormorandosi che il fantasma del comico la infesti!
Con molta probabilità l’attore non mise mai piede, infatti è noto che a Torino Erminio risiedesse vicino al teatro che aveva fondato, ubicato in Via Santa Teresa La nascita di questa urban legend deriva probabilmente da un modo di dire diffuso il secolo scorso in Piemonte dove, quando di un edificio soprattutto strano non era noto chi fosse il proprietario si usava dire “E’ di Macario!”.
- Dall’altra parte di corso Lecce, una seconda villa di notevole qualità stilistica si rende complice nel paesaggio.


- Percorrendo via Lessona in direzione centro è possibile vedere molto bene Superga. Se prendete una mappa e delimitate l'inizio e la fine di via Lessona con dei punti, sembra che Superga sià ben allineata, il che permette ottimi scatti nelle notti a luna piena.
- Altre ville minori in stili misti, alcune storiche al meno nel senso cronologico del termine si possono trovare lungo via Lessona e Servais, come ad esempio quelle al civico 12, 14 e 56 (abbandonata ?). Interessante anche il palazzo posto all’incrocio di via Servais con via Salbertrand, guardando in alto si possono vedere i ritratti stilizzati di famosi artisti rinascimentali.
- Via Servais e il suo prolungamento nativo denominato via Lessona sono nel loro complesso le vie o meglio, la via che si propaga lungo il quartiere, strappando a tutte le viuzze che incontrano l’ultimo loro isolato. Si forma così una sotto zona al quanto singolare del quartiere e della città, una zona sollevata decine di metri, ai piedi della quale corso Appio Claudio comanda continuamente le sue legioni di macchine, per poi ritirarsi timido di fronte alla Dora Riparia che incontra nel punto della centrale idroelettrica il parco della Pellerina, parco al quale devo le mie primissime esperienze di geocahing.
P.S. Le foto sono mie. Potete farne uso soltanto citandomi come fonte ed esplicitando il posto da cui le avete prese
Ma prima di iniziare…

Siete fortemente pregati di rispettare le regole del gioco, specialmente per quanto riguarda la tutela di proprietà private e il patrimonio, vista l’evidente affinità che la villa ha con questi aspetti. Siete altrettanto pregati di rispettare le restanti regole, particolarmente quelle riguardanti vegetazione e animali.
Se avete dei guanti direi che è il giusto momento per tirarli fuori. Potrebbero essere utili, visto che nelle giornate umide possono esserci dermatteri (insetti). Tralasciando il discorso dei guanti, sappiate che la cache non la potete prendere a mani nude nemmeno con le mani di Gianni Morandi. Delle bachette da sushi o altri attrezzi simili dovrebbero aiutarvi.
Inoltre lo dico chiaro e tondo, che non vi venga in mente nessuna ideea strana. La proprietà è abitata e ci sono telecamere. Inoltre la cache è posizionata in modo che non dobbiate in nessun modo creare danno, entrare o quanto meno dipendere dalla proprietà.
Non dovete andare a tentativi perchè dalla giusta angolazione sarà la vista il primo senso coinvolto, pertanto basta guardare. Se non vedete nulla di attendibile passate oltre. Se continuate a non vedere nulla segnalatemi per favore la necessità di manutenzione.
Poi ci tengo a ricordarvi che siete in corso Lecce. Badate a non farvi investire e cercate di mettervi sempre al sicuro, a maggior ragione dato che la cache non si trova in strada, quindi non avete alcuna ragione per rimanere dove passano le macchine. Ultimissima cosa che suggerirò poi anche negli attributi, la cache è sconsigliata di notte per un semplice motivo:
la leggenda narra che nelle notti con luna bella, signorine più o meno vestite facciano la loro comparsa in cerca di… geocaching.
Buona fortuna!
Utilità
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I turet (fontane di Torino a sagoma di toro) più vicini si trovano in Via Giacomo Medici angolo con via Pietrino Belli, in corso Appio Claudio in corrispondenza dell’entrata verso il parco della Pellerina e in via Brone angolo con via Giacomo Medici.
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I bagni pubblici più vicini si trovano in corso Monte Grappa angolo con via Nicomede Bianchi.
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Gli abitanti del quartiere parcheggiano su corso Lecce (forse aggiungeranno strisce blu)
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Il telefono pubblico più vicino si trova nei dintorni di via Lessona 37. Non so se funziona.
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La stazione benzina più vicina a GZ che conosco è sempre in via Lessona 37. Lungo la stessa via ci sono altri benzinai.
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Il pronto soccorso più vicino (Ospedale Maria Vittoria) si trova in va Luigi Cibrario 72, circa 11 minuti a piedi. Sempre a 11 minuti, all’incrocio tra corso Lecce e corso Francia, nella fermata metropolitana “Rivoli” dovrebbe trovarsi un defibrillatore. NB metropolitana chiusa in orario serale.
Vista la parità di distanza e ipotizzando che un pronto soccorso possa essere più efficace di un defibrillatore automatico, fossi io a decidere andrei per il pronto soccorso, assicurandomi nel mentre di chiamare se il caso vuole i soccorsi al numero 112, numero appellabile per quanto ne so da qualsiasi telefono, anche bloccato da pin o simili. P.S. MANTENERE LA CALMA.
ATTENZIONE!
Tutte le informazioni sopra riportate hanno soltanto un valore indicativo e non possono essere esaustive, pertanto non mi assumo alcuna responsabilità in merito a possibili inesattezze, errori, incongruenze, malfunzionamenti, fraintendimenti, conclusioni errante, chiusure o eventi che hanno portato, porteranno o potrebbero portare la non veridicità di quanto sopra esposto in buona fede. Per quanto non elencato qui mi riservo il diritto di poter avere una posizione specifica su ogni caso in parte.
Come ultima menzione, ogni giocatore ha il dovere di procurarsi le proprie informazioni da ritenere attendibili soltanto dopo averle sottoposte al proprio giudizio e arbitrio, ragione per cui mi rendo ulteriormente privo di responsabilità e di colpa.
