Paolo Gorini (Pavia, 28 gennaio 1813 – Lodi, 2 febbraio 1881) è stato un matematico e scienziato italiano, noto soprattutto come preparatore di cadaveri e parti anatomiche secondo un procedimento segreto da lui stesso inventato e sperimentato.
Le sue scoperte sulla conservazione delle sostanze organiche furono apprezzate in Italia e all'estero in un momento storico in cui la medicina e la scienza in genere progredirono molto, grazie all'impulso e alla portata culturale del Positivismo. Gorini si sarebbe particolarmente interessato di quel metodo di conservazione meglio noto come "pietrificazione". Di metodi conservativi simili si era già avvalso il celebre Girolamo Segato che, tuttavia, nel 1836 era morto, portando nella tomba il segreto chimico attraverso il quale riusciva a mineralizzare corpi e parti di essi. Nonostante la indiscutibile abilità di Gorini, le sue tecniche non vennero mai abbastanza valorizzate da aprirgli le porte di quel mondo accademico tanto agognato. Nonostante le numerose perorazioni parlamentari a favore di Gorini da parte di Agostino Bertani e di Quintino Sella, la cattedra di "Geologia sperimentale" non venne mai istituita.
Patriota convinto, dopo le cinque giornate di Milano dovette riparare per un breve periodo in Svizzera, ove poté continuare i suoi studi di geologia. Rientrato a Lodi, proseguì i propri studi scientifici dedicandosi in particolar modo alla vulcanologia, alla geologia e alla conservazione organica secondo un procedimento di sua invenzione custodito gelosamente sotto segreto. In questo senso, Paolo Gorini si lega alla tradizionale segretezza delle formule di pietrificazione che già era stato di Girolamo Segato e che altrettanto era condivisa da Efisio Marini e Gianbattista Messedaglia, contemporanei del Gorini e volti all'ottenimento di preparati anatomici simili a quelli prodotti dal "mago" di Lodi (come i concittadini lodigiani avevano ribattezzato familiarmente lo scienziato). Già nel 1851 lo studioso pubblica per Wilmant il ponderoso "Sull'origine dei vulcani", successivamente riedito (rivisto e accresciuto) nel 1871 per lo stesso editore lodigiano.