Epoca di costruzione: sec. XV
Descrizione
La torre appartiene oggi ad un complesso di edifici ubicato al margine del paese. Presenta pianta quadrata, struttura muraria in mattoni e piccolo basamento scarpato. Nella parte sommitale vi sono due sovrapposte cornici di mattoni a dentello con interposti fori da colombaia.
Notizie storiche
Probabile torre di avvistamento, come altre nella zona (si veda quella di Oriolo), eretta nel XV secolo e facente parte probabilmente del sistema fortificato della città di Voghera, all'epoca di notevole importanza strategica per i Visconti e gli Sforza.
Storia del paese
Le prime notizie riguardanti Torremenapace, ossia Torre di Menàpace, risalgono al 1224, periodo in cui era denominata Giarola. Già da allora era frazione del comune di Voghera, e questo lo si evince da documenti del 9 settembre 1276, nei quali vi è scritto che la Canonica Maggiore di Pavia investiva Giacomo Mosso e fratelli dei beni che possedeva <<in loco Viqueria seu Glarolo>>. Maggiori indicazioni si hanno in un istrumento del 1262, ove si dice che Facio di Canevanova investiva a Giacomo del Conte: il podere, il castello e la torre posta alla Giarola. Il giorno 21 luglio 1382 ivi si accampò l'esercito di Ludovico d'Angiò proveniente dal Tortonese ed accompagnato dal conte Verde di Savoia e diretto alla conquista di Napoli. Gian Galeazzo Visconti ordinò al comune di Voghera di premunirsi contro eventuali danneggiamenti che potevano essere arrecati da quelle truppe pur avendo loro concesso libero passaggio sui suoi dominii; quelle truppe furono , a spese degli abitanti del paese, provvisti di vitelli, pane, spelta e fieno in gran quantità. Nel 1436 Filippo Maria Visconti concesse Voghera e frazioni, compresa Giarola, a Luigi Dal Verme. Nel 1447, godendo Voghera di molta pace e prosperità, venne a stabilirvisi una famiglia feudataria, quella di Corradino Menapace di Bottigella, che fece molti acquisti alla Giarola e vi edificò una torre e da lui il luogo prese il nome: Torre di Menàpace, poi Torremenapace. Della Chiesa dedicata a San Colombano si hanno notizie da un atto del 1304, e nel 1523 era già sita nel luogo attuale e chiamata col nome odierno. Nella visita di Mons. Stella del 1677 apparisce che il beneficio parrocchiale possedeva 60 pertiche di terra e le primizie, successivamente, dalla visita di Mons. Peyretti si legge che la chiesa era mal tenuta ed aveva cimitero attiguo; dal 1750 prese il titolo di rettoria e la parte nuova della canonica fu edificata dal rettore Don Pietro Pernigotti nel 1939.
