Il Cimitero dei treni
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Hanno viaggiato trasportando migliaia di passeggeri, sfrecciando dalle periferie della Lombardia al cuore delle città e ancora oltre fino al mare, prima di finire nel cimitero dei treni, uno dei più grandi depositi di vagoni dismessi sui binari morti di Garbagnate Milanese. Tra i pochi chilometri che separano le strade sterrate trasformate in discarica alla fine di via Lario e le campagne dopo via Biscia, dove un muro separa i treni abbandonati da quelli che sfrecciano ogni cinque minuti, le carrozze sono ferme da anni. Alcune inaccessibili, identiche a com'erano nell'ultimo viaggio. Altre aperte e devastate da chi ha portato via ogni cosa potesse garantire un minimo guadagno.Senza impedire a curiosi e appassionati di fotografia, di entrare all'interno e fissare il fascino del tempo fermato delle locomotive e delle carrozze, Tra sedili divelti, impianti svuotati dai fili dei metalli, estintori svuotati, . E così, all'interno, il sole filtra passando in mezzo ai mille colori fissati sui vetri, creando atmosfere quasi psichedeliche. Ma nei vagoni non c'è una pista da ballo, piuttosto sedili spezzati, tende intrise di polvere stese sul pavimento, lamiere spaccate, fili che pendono dal soffitto, centinaia di pezzi dell'impianto elettrico vivisezionati e lasciati in ordine sui sedili.Nel corso degli anni, entrare in questo serpente coperto dai mille colori dei writer è stato sempre più facile. E graffitari, fotografi, cacciatori di rame, curiosi, clochard, adolescenti in cerca di avventure hanno abitato gli spazi e lasciato le tracce del loro passaggio.
Fonte  Milano.Repubblica.it
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