Alle coordinate indicate nel listing vi troverete di fronte alla torre colombara Pagello-Monza, nel centro storico di Breganze. Ovviamente la cache non è nascosta in questo luogo: per trovarla dovrete risolvere l'enigma celato in questa pagina.
At the coordinates posted in the listing you will find yourself in front of Monza-Pagello dovecote tower, in the historic center of Breganze. Obviously the cache is not hidden in this place: to find it you will have to solve the enigma hidden on this page

La colombara Pagello-Monza, Miotti.
La colombara Pagello-Monza, edificata nel corso del XV secolo, è uno degli adifici più antichi di Breganze; il suo nome trae origine da due potenti famiglie del tempo, i Pagello e i Monza.
Le torri colombare erano edifici con ruolo di rappresentanza delle grandi famiglie proprietarie, delle quali illustravano l’importanza con la loro mole, la loro dislocazione, le loro insegne (nel 500 la famiglia Pagello era proprietaria di 500 campi e numerosi edifici, tra cui dei mulini e anche questa torre colombara).

La torre sorge nelle immediate vicinanze del centro cittadino. A pianta quadrata e di notevoli dimensioni, ripete la tipologia, assai diffusa nel territorio di Breganze, delle altre torri colombare con cornice sporgente che separa l’ultimo piano (il vero e proprio colombaio) dal resto dell’edificio. Quest’ultimo presenta nel sottotetto, per ogni lato, quattro merli a coda di rondine, tra i quali sono inserite le grate in cotto per i colombi e le piccole finestre quadrate aperte recentemente. Al di sotto della cornice si apre al centro di ciascun prospetto, eccetto che in quello occidentale, una piccola finestra rettangolare. Al fronte settentrionale, occupato al piano terra dalla porta d’ingresso, si addossa una piccola ala, ospitante un tempo una scala a chiocciola in legno, il cui volume è stato, in occasione del recente restauro, ampliato per permettere l’inserimento di una scala a rampe e dei servizi.
L’edificio conserva sulle quattro facce, un’interessante decorazione araldica ad affresco di gusto quattrocentesco, unica di così vaste proporzioni nel Vicentino. Si tratta di quattro stemmi che si ripetono identici al centro di ogni facciata, incorniciati da un ampio cerchio e inseriti in un fregio continuo.
Il più leggibile dei quattro è lo stemma sulla parete occidentale: in esso si può decifrare un lupo che si oppone a un leone. Le due famiglie chiamate in causa potrebbero essere quelle, potenti e di antica origine feudale, dei Pagello per il lupo e dei Monza per il leone.
Si può avanzare l’ipotesi che l’edificio sia stato eretto al confine delle proprietà locali delle due famiglie e decorato in seguito alla soluzione di una contesa territoriale o di altro genere (Rigon 1982). Altri otto piccoli stemmi, due per facciata, sono disposti sotto quelli principali. In mancanza di documenti e in base a un’analisi stilistica si può ipotizzare per l’edificio e la sua decorazione una datazione al xv secolo.
Acquisito dal Comune nell’ultimo quarto del Novecento, è stato sottoposto nel 1984 a un radicale restauro. Attualmente viene utilizzato da varie associazioni breganzesi.
El toresàn
I colombi di torre (in dialetto "toresani"), allevati fin dal Medioevo nelle torri dei castelli o nelle colombare sparse nel territorio di Breganze e delle colline circostanti, costituiscono fin dall'Ottocento la specialità gastronomica tipica della zona e soprattutto di Breganze.
Una particolarità dei torresani è quella che, come vuole la tradizione gastronomica più antica, devono essere giovani, presi e cucinati senza aver mai volato ed essendo stati nutriti soltanto dalla loro madre.
Per secoli il Torresano di Breganze (Vi) è stato un piatto riservato alle tavole dei nobili, era consumato solo nel mese di agosto quando gli esemplari giovani e teneri avevano raggiunto il peso ottimale.
Oggi nell'allevamento intensivo del colombo da carne si usano soprattutto ibridi francesi, considerati fra i più produttivi, oppure altre razze come la Texana, la Californiana e la King, molto diffusa in Italia.
Quando raggiungono i 30 giorni, i colombini pesano circa 500-600 grammi e sono pronti per essere utilizzati per la ristorazione. A Breganze i torresani sono cotti allo spiedo, su un fuoco di legna per circa un'ora, facendoli girare e spennellandoli con il loro stesso grasso colato nella leccarda, teglia di rame stagnato utilizzato per la raccolta dei sughi in cui vengono allineate le fette di polenta che friggono nell'olio e nel grasso di caduta.

