WW2 archaeological site - Poggio dei Pini Traditional Cache
stephaniefn: I do not live in Sardinia any more so I cannot maintain it.
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WW2 archaeological site - Poggio dei Pini
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Durante la seconda guerra mondiale, in previsione di un eventuale tentativo, da parte alleata, di occupare la Sardegna, le coste dell'isola furono dotate dal Regio Esercito italiano di un articolato sistema di postazioni antisbarco. In particolare Cagliari, per la sua importanza strategica, venne fortificata non solo direttamente, sul fronte a mare e nelle sue installazioni portuali, aeroportuali, ferroviarie e industriali, ma anche nelle immediate vicinanze, per impedire al nemico possibili manovre di aggiramento dall'entroterra. Sorsero cosi, a est e ovest della città, l'Arco di Contenimento di Quartu Sant'Elena e quello di Capoterra, due sistemi difensivi con fortificazioni in calcestruzzo e batterie d'artiglieria controcarro, abilmente mimetizzate, cui era affidato il compito di ritardare la progressione di ipotetiche truppe nemiche sbarcate per occupare la capitale sarda e il retrostante Campidano, permettendo cosi ai nuclei mobili di organizzare azioni controffensive. I lavori per la realizzazione della linea fortificata occidentale ebbero inizio net febbraio 1942 e furono consegnati alla 635 Compagnia Mitraglieri il 2 ottobre dello stesso anno. Il sistema difensivo, composto da sette gruppi di postazioni in cemento ("capisaldi"), si estendeva da La Maddalena Spiaggia a Baccalamanza, passando per zona Podere Vannini (Sant'Angelo), Fra Giuanni, Sa Guardia Longa, Monte Pauliara, Planu 'e Mesu e Sa Perda 'e Sa Scova, a presidiare le vie di penetrazione formate dalle valli del Rio San Girolamo e del Rio Masoni 'e Ollastu. Oltre a una trentina di fortini in calcestruzzo, l'arco comprendeva anche due batterie di artiglieria (la prima, da 75/27, a Monte Pauliara; la seconda, da 155/36, a Sa Perda e Sa Scova/Baccalamanza) ed era completato con appostamenti leggeri in muratura, trincee, ricoveri, .1 campi minati e ostacoli. Nel luglio 1943 una terza batteria da 155/36 (la 629 Batteria costiera) fu dislocata a ulteriore rinforzo del presidio in località Tanca di Nissa, a mezza strada tra La Maddalena Spiaggia e l'aeroporto militare situato in località Maria Luisa, nella zona di Macchiareddu; mentre un'ultima batteria da 75/27 presidiava l'altura di Monte Luas/Antigori, in territorio di Sarroch. L'attuale area di Poggio dei Pini faceva parte integrante del sistema, di cui ospitava il Caposaldo V. nome in codice "Messina". An interesting WW2 archaeological site in a stunning location
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