Questa è la seconda delle tre mistery che si risolvono grazie ai numeri recuperati durante la passeggiata dell'Adventur Lab: "Erba, un ambiente".
Questa mistery come le altre vogliono continuare a raccontare eventi storici che hanno interessato la città di Erba. Cache nascosta in una delle zone interessate dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale.
Il bombardamento di Erba rappresenta uno degli avvenimenti storici più drammatici quanto inutili che interessarono la provincia di Como nel secondo conflitto bellico mondiale. Lo spiegamento di mezzi, uomini e armi da parte degli Alleati e le numerose vittime (tutti civili) che questa operazione comportò, non valsero certamente il magro risultato finale conseguito né dal punto di vista strategico né militare. Ma andiamo con ordine. Siamo alle porte dell'autunno del 1944, più precisamente in Settembre. Gli Alleati hanno già liberato tutta l'Italia centro-settentrionale e si sono appostati sulla famosa linea Gotica. La città di Erba, sino a questo momento, aveva vissuto periodi di relativa tranquillità, tanto da indurre numerosi abitanti di Milano a trasferirsi nella cittadina brianzola, per sfuggire ai bombardamenti che invece quasi quotidianamente interessavano il capoluogo lombardo. Un mese prima, ad Agosto, gli Alleati erano venuti a conoscenza (non si sa bene come, e, su questo fatto, ci sono pareri diversi e contrastanti) della presenza di alcuni serbatoi di carburante tedeschi nella periferia sud di Erba. Nei giorni successivi, a più riprese, dei ricognitori americani sorvolarono la zona interessata ed effettivamente individuarono l'obiettivo, situato proprio vicino alla ferrovia FNM, in località Sassonia. La mattina del 30 Settebre 1944 (era un sabato) sembrava una giornata come tutte le altre ad Erba. Ma ecco che, alle 14.26, si videro spuntare dal monte Palanzone una squadriglia di aerei bombardieri americani. I velivoli (ben 12 B-26, ma sarebbero stati 19 se i restanti 7 non fossero prematuramente rientrati alla base per dei guasti), giunti poco sopra la Piazza del Mercato, cominciarono a sganciare le bombe (demo bombs MK4 da 45 Kg l'una spolettate così da fare un tremendo effetto-scheggia). A causa di un errore di puntamento clamoroso commesso dal capo squadriglia, tutti i velivoli sganciarono gli ordigni troppo prima. Le conseguenze furono disastrose. Anziché abbattere il deposito di carburante, il fuoco Alleato rase al suolo solo edifici civili (tra cui moltissime case rurali). In città scoppiò subito il panico. Il prevosto, che accorse subito nelle zone interessate (in particolare via Diaz, via Trieste e via Cattaneo), si trovò davanti uno spettacolo agghiacciante. Il lavatoio di via S. Rocco (tutt'oggi esistente, anche se ricostruito) schiantato e, sotto le macerie, i corpi senza vita di alcune donne. Il giorno dopo, domenica 1° Ottobre 1944, il Cardinale Arcivescovo di Milano Schuster venne a Erba per visitare i sopravvissuti e benedire le salme delle vittime. Quello stesso giorno, alle 13.24, ecco rispuntare ancora gli stessi bombardieri del giorno precedente (questa volta però in numero superiore, 18 per la precisione) che, in questo secondo tentativo, centrarono perfettamente l'obiettivo, ma provocano altre morti tra i civili. Lunedì 2 Ottobre si celebrò un solenne funerale nella chiesa Prepositurale di Erba. Ben 77 le vittime, quasi tutte donne e bambini.
Per recuperare la cache esegui i seguenti semplici calcoli:
N 45° 48.(((B+I)*D)/2)-32 E 9° 13.((B+I)*D)+(D*D)+32