La Storia - Il campo di concentramento di Coltano, allestito al termine del secondo conflitto mondiale dagli Alleati nella omonima frazione del comune di Pisa, fu utilizzato, tra luglio e settembre del 1945, come centro di detenzione per prigionieri di guerra fascisti della ex Repubblica Sociale Italiana, militari germanici e collaborazionisti dell'esercito tedesco di altre nazionalità. Il primo campo per prigionieri di guerra organizzato dagli Alleati in Toscana fu però quello di Scandicci. In seguito fu creato un nuovo campo nella tenuta di Coltano, composto in realtà da tre campi. Il PWE 336 (418mila metri quadrati) era destinato ai prigionieri di guerra tedeschi, il PWE 337 (382mila metri quadrati) ai soli italiani e il PWE 338 (423mila metri quadrati) ai tedeschi e ai collaborazionisti stranieri, principalmente sovietici. In merito alle condizioni di vita dei reclusi, il professor Michele Battini, docente di storia contemporanea all'Università di Pisa e membro del comitato scientifico nazionale degli Istituti storici della Resistenza, afferma: “Le autorità alleate ebbero in realtà un atteggiamento estremamente benevolo nei confronti dei prigionieri”.
Il Libro - COLTANO 1945. Un campo di concentramento dimenticato di Pietro Ciabattini - Mursia Editore, 1995.
La Cache - Si tratta di un contenitore mimetico contenente solamente il logbook, quindi siete pregati di portare una penna con voi. Il fine non è solo quello di far conoscere un luogo dove si è consumata la storia e che oggi non esiste più, ma anche quello di sottolineare l’importanza di conoscere i fatti accaduti e di lasciarne traccia, tramandone la cronaca.