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Ubi Liber, Ibi Opes: #30 - Dan Simmons Mystery Cache

This cache has been archived.

Lord Yoruno: Cache recuperata e archiviata

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Hidden : 7/2/2020
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


Ubi Liber, Ibi Opes





Dan Simmons è nato nella cittadina di Peoria nel 1948 e cresciuto poi in varie città e paesi del Midwest, inclusa Brimfield che sarà poi ripresa a modello per la città immaginaria "Elm Haven" che appare nei romanzi L'estate della paura e L'inverno della paura.


Dan ha conseguito un Bachelor of Arts in lettere presso il Wabash College nel 1970, vincendo tra l'altro anche un premio nazionale di giornalismo (il Phi Beta Kappa Award). I suoi studi sono poi proseguiti alla Washington University di St. Louis dove ha ottenuto un Master of Education nel 1971. Ha quindi lavorato nel settore dell'educazione elementare per molto tempo: due anni in Missouri, due a Buffalo e quattordici anni in Colorado, dove è stato anche insegnante in una scuola destinata a ragazzi dotati di quoziente intellettivo superiore alla media.

La sua prima opera è stata pubblicata il 15 febbraio 1982, incidentalmente proprio il giorno in cui è nata sua figlia (Jane Kathryn). È però solamente nel 1987 che diventa uno scrittore a tempo pieno abbandonando quindi l'attività di insegnamento.

Attualmente vive con la moglie, Karen, nella zona del Colorado Front Range. Per scrivere solitamente si rifugia nella sua casa di montagna alla base del Continental Divide a 8.400 piedi (2500 metri) di altitudine, appena più a sud del parco nazionale delle Montagne Rocciose. A guardia della casa c'è una scultura dello Shrike - una sorta di mostro meccanico che appare nei Canti di Hyperion - alta oltre 2 metri.

Nel 1995 il Wabash College gli ha attribuito un dottorato ad honorem per il suo contributo all'educazione e alla scrittura.

Nei molti generi letterari in cui ha saputo cimentarsi, ma soprattutto nel campo dell'horror, Simmons ha saputo allontanarsi dagli schemi narrativi dominanti nei romanzi dei suoi contemporanei (in particolar modo a non rimanere influenzato dai temi e dall'approccio narrativo caratteristico di Stephen King). Esemplare, in questo senso, la visione iperealistica e sociologica con cui viene rivisitato il tema dei vampiri in I figli della paura, oppure l'accostamento colto, intriso di citazioni letterarie e di allegorie, con cui si racconta di sovrumani poteri mentali in Gli uomini vuoti o in Danza macabra.

Ubi Liber, Ibi Opes.
Dove c'è un libro, lì le ricchezze.

I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.
(Jean-Paul Sartre)

Questa serie di cache nasce da una delle mie grandi passioni: la lettura.
Ho sempre letto tantissimo, anche un libro a settimana talvolta, fin da quando avevo circa 14 anni, ma il periodo più fruttuoso per la lettura son state e saranno sempre, per me, le ferie: qui si arriva a vette mai raggiunte, spesso di 2/3 libri a settimana (se non di più), e dato che il periodo è quello, perché non pubblicare ora questa GeoArt?
Così ho voluto dare uno spunto di lettura a tutti voi, sperando che gli autori proposti siano di vostro gradimento, anche se talvolta potrebbero risultare più leggeri rispetto ad altri.

Questa GeoArt era nata infatti come serie di letteratura horror, ma la scelta sarebbe stata troppo ristretta, esculdendo tra l'altro autori che avrei preferito includere; hocosì riconvertito il tutto!
Noterete che ho escluso qualsiasi autore italiano: è una precisa scelta, non me ne vogliate, e magari in futuro potrei creare una serie tutta "all'italiano".

Buona lettura, e buon geocaching!

La mystery

Dato che le cache saranno tante ho pensato a qualcosa di semplice per risolverle... basta trovare il nome del mostro che uccide la millenaria Savi in Ilium!

"Canta, o Musa, l'ira d'Achille, figlio di Peleo, micidiale, omicida, destinato a morire; canta l'ira che costò agli achei tanti bravi uomini e che tante anime vitali e vigorose mandò alla tetra Dimora della Morte. E già che ci sei, o Musa, canta l'ira degli dèi stessi, così potenti e petulanti, qui, nel loro nuovo Olimpo; e l'ira dei post-umani, seppur morti e scomparsi, e l'ira dei pochi umani veri rimasti, seppur egocentrici e inutili. Mentre canti, o Musa, canta anche l'ira di quelle creature riflessive, senzienti, serie, ma non del tutto umane, che sognano sotto i ghiacci di Europa, che muoiono nella cenere sulfurea di Io e che sono nate nei gelidi crepacci di Ganimede.
Oh, e canta anche me, o Musa, canta il povero Hockenberry rinato senza volerlo, il povero defunto professor Thomas Hockenberry, Hockenbush per gli amici, amici da molto tempo tornati polvere in un mondo da molto tempo abbandonato. Canta la mia ira, sì, la mia ira, o Musa, per quanto piccola e insignificante a confronto della collera degli dèi immortali o della furia del deicida, Achille."

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