«Neglette, e quasi molli in ampia massa,
le pietre a Lecce crea l'alma Natura:
ma poiché son rescise, in loro passa
virtute, che le pregia, e che l'indura:
mirabili a vederle, ò se vi si lassa
scelti lavor la dedala scultura,
ò se ne fanno i dorici Architetti
gran frontespitij con superbi aspetti.»
(Ascanio Grandi, I fasti sacri, 1635)

Piazza del Duomo è una delle piazze principali di Lecce. Qui si trova la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta (il Duomo), il Campanile, l'Episcopio, e il Palazzo del Seminario.
È il barocco a dominare nella centrale Piazza Duomo. Ad essa si accede attraverso i propilei, realizzati verso la fine del XVIII essendo stati abbattuti gli originali muri d'ingresso. Piazza Duomo è uno dei rari esempi di "piazza chiusa", cioè completamente chiusa da tre lati e dispone soltanto di un accesso. Un tempo, la sera le porte, delle quali ancora oggi sono visibili gli imponenti mozzi, venivano serrate. Che si tratti di un chiaro esempio di barocco è evidente anche dalla soluzione a dir poco teatrale della "falsa facciata". È sufficiente varcare la soglia del portale per ritrovarsi nella navata laterale della Chiesa. La cattedrale non accoglie, dunque, il visitatore di fronte, ma si trova collocata, rispetto all'ingresso della Piazza, in modo parallelo. La soluzione scenografica venne adottata per evitare che il visitatore si trovasse di fronte ad un muro piatto e senza decori.
A sinistra della piazza si erge imponente il campanile, opera di Giuseppe Zimbalo, mentre al centro la cattedrale e, in posizione più arretrata, l'episcopio. Sulla destra, infine, si trova il seminario.

La facciata principale del Duomo, nascosta allo sguardo di chi si affaccia sulla piazza, è piuttosto lineare, caratterizzata da paraste scanalate che rispecchiano la suddivisione interna in tre navate e presenta due ordini abbelliti da quattro statue scelte dallo stesso Vescovo Pappacoda: i Santi Apostoli Pietro e Paolo, i vescovi San Gennaro e San Ludovico da Tolosa, che sono caratterizzate da iscrizioni poste sopra e sotto le statue stesse. A ricordo del grande Giubileo dell’anno 2000, per esplicito volere dell’Arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi, fu arricchita la facciata principale della Cattedrale con la monumentale Porta di Bronzo, opera di grande valore artistico dello scultore Armando Marrocco.
Entrando nella piazza la facciata che viene offerta alla vista del visitatore è quella laterale del Duomo, di grande effetto e ricca di decori barocchi, che acquista quasi l’aspetto di un arco trionfale. La facciata laterale è caratterizzata da uno sfarzoso portale aggettante con ai lati due nicchie con le statue di San Giusto e San Fortunato (compatroni di Lecce), superiormente si trova una balaustra riccamente decorata su cui svetta la maestosa statua di Sant’Oronzo. Da notare nella lunetta del portale il fregio con putti danzanti reggenti un festone.

I due prospetti, per la loro collocazione rispetto a chi entra nella piazza, sono in realtà completamente diversi: una visione maestosa del prospetto laterale, artisticamente più importante, più ricco e maggiormente decorato rispetto a quello principale, in posizione poco visibile, che invece rimane più sobrio e composto. La facciata laterale del Duomo venne così trasformata nella veduta principale che avrebbe accolto i visitatori.
Il Duomo è costruito con un materiale tipico del territorio: la pietra leccese, che assume colori particolari e crea giochi chiaroscurali che variano al variare della luce.
La pietra leccese (in dialetto salentino leccisu), un tempo definita il marmo dei poveri, è un materiale naturale tra i più pregiati della Puglia.
E' una roccia calcarea appartenente al gruppo delle calcareniti marnose e risalente al periodo miocenico. È un litotipo tipico della regione salentina, noto soprattutto per la sua facilità di lavorazione.
Questa roccia ha una composizione piuttosto omogenea: l'esame petrografico rivela che è costituita principalmente da carbonato di calcio (CaCO3) sotto forma di granuli di calcare (costituito da microfossili e frammenti di macrofossili di fauna marina, risalenti a circa sei milioni di anni fa) e di cemento calcitico, a cui accessoriamente si possono trovare glauconite, quarzo, vari feldspati e fosfati, oltre a sostanze argillose finemente disperse (caolinite, smectite e clorite), che, nelle diverse miscele, danno origine a differenti qualità della roccia.

La pietra leccese affiora naturalmente dal terreno e si estrae dal sottosuolo in enormi cave a cielo aperto, profonde fino a cinquanta metri e diffuse su tutto il territorio salentino, in particolare nei comuni di Lecce, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Cursi e Maglie. Il leccisu viene ricavato in forma di parallelepipedi di varia dimensione; l'estrazione è semplice poiché si lascia incidere facilmente. Durezza e resistenza della pietra, una volta estratta, crescono con il passare del tempo, e nella consolidazione la pietra assume una tonalità di colore ambrato simile a quella del miele.
Di colore dal bianco al giallo paglierino, la roccia si presenta compatta e di grana fine, a differenza del carparo, altro litotipo affine rinvenibile nella stessa zona. Utilizzata sia in campo architettonico che scultoreo, la pietra leccese deve la sua particolare lavorabilità alla presenza di argilla, che permette un modellamento al tornio e persino manuale. Apprezzata in campo artistico, ha raggiunto stima internazionale grazie all'artigianato locale che nel corso dei secoli ha prodotto la complessa architettura del Barocco leccese. Esempi significativi sono i fregi, i capitelli, i pinnacoli e i rosoni che decorano molti dei palazzi e delle chiese di Lecce, come ad esempio il palazzo dei Celestini e l'adiacente Chiesa di Santa Croce, la Chiesa di Santa Chiara e il Duomo.
La natura stessa della pietra la rende molto sensibile all'azione meccanica degli agenti atmosferici, all'umidità di risalita del terreno, alla stagnazione di acqua e allo smog. Per rendere il leccisu più resistente alle intemperie, i maestri scultori dell'epoca barocca usavano trattare la roccia con del latte. Il blocco di pietra leccese veniva spugnato o immerso interamente nel liquido; il lattosio, penetrando all'interno delle porosità, creava uno strato impermeabile che preservava la pietra fino a portarla, quasi inalterata, ai giorni nostri.

Nota sin dall'antichità, nella Terra d'Otranto si ritrovano dolmen, menhir, statue e costruzioni romane fabbricati in leccisu. I suoi primi studi geologici risalgono alla seconda metà del XVI secolo, ma si deve a Gian Battista Brocchi, nel suo studio sulla configurazione geologica salentina (1818), l'identificazione, la prima datazione (fra Secondario e Terziario) e l'origine del nome della pietra leccese. Attualmente, l'artigianato della pietra leccese produce souvenir e opere d'arte.
Com’è composta la pietra leccese?
La roccia di cui è composta la penisola salentina, e in particolare la pietra leccese, è un insieme di sedimenti vecchi milioni di anni depositati su un fondale marino. Con movimenti tettonici tuttora in corso, la roccia è riemersa dal mare. Col passare del tempo e con il peso che è andato via via accumulandosi, il fondale marino si è compattato, cementato e diagenizzato (ha subìto, cioè, una diagenesi, un processo chimico-fisico che permette il passaggio di un sedimento in una roccia cosiddetta “coerente”). Alla fine di questo lungo processo si è formata una roccia caratterizzata da compattezza, purezza e malleabilità (grazie alla presenza di argilla). Questa roccia è composta da calcari detritici, a volte relativamente friabili. La grana risulta uniforme e medio-fine, con una colorazione variabile dal classico giallo a varie tonalità di verde (per la presenza di glauconite, molto presente in una tipologia di roccia particolare, il piromafo). È frequente ritrovare all’interno delle rocce alcuni macrofossili, come i molluschi lamellibranchi (soprattutto pettinidi), gli echinodermi come le stelle e soprattutto i ricci di mare (spatangidi), talvolta anche denti di squalo.

Le bioturbazioni nella pietra leccese
Un’altra caratteristica delle rocce leccesi sono le bioturbazioni, dei tunnel scavati nel sedimento all’epoca della sua deposizione da parte di alcuni molluschi, oramai estinti, che come i loro cugini ancora in vita, i lombrichi, ingerivano il sedimento in cerca di sostanze organiche con cui nutrirsi. La loro presenza è manifestata da solchi cilindrici visibili a occhio nudo, che rendono le rocce più esposte all’erosione, degrado favorito anche dalla disgregazione del carbonato di calcio per effetto delle piogge acide. L’effetto ai nostri occhi e al tatto assomiglia a uno sgretolamento.
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Avvicinati alla facciata del Duomo e osserva attentamente la pietra di cui è composta. Descrivi come ti sembra la sua rugosità al tatto: è completamente liscia o presenta delle irregolartà? Questa condizione è uniforme in ogni punto della facciata oppure cambia? Spiegane il motivo secondo la tua opinione.
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Piazza del Duomo is one of the main squares of Lecce. Here is the Metropolitan Cathedral of Santa Maria Assunta (the Duomo), the Campanile, the Episcopio, and the Palazzo del Seminario.
It is the Baroque that dominates in the central Piazza Duomo. It is accessed through the propylaea, built towards the end of the eighteenth since the original entrance walls were demolished. Piazza Duomo is one of the rare examples of "closed square", that is completely closed on three sides and has only one access. Once upon a time, in the evening the doors, whose imposing hubs are still visible today, were locked. That this is a clear example of Baroque is also evident from the theatrical solution of the "false facade". It is sufficient to cross the threshold of the portal to find yourself in the side nave of the Church. Therefore, the cathedral does not welcome the visitor from the front, but is located, with respect to the entrance to the square, in a parallel way. The scenographic solution was adopted to avoid the visitor being faced with a flat wall without decorations.
To the left of the square stands the imposing bell tower, the work of Giuseppe Zimbalo, while in the center the cathedral and, further back, the episcope. Finally, on the right is the seminary.

The main facade of the Cathedral, hidden from the gaze of those overlooking the square, is rather linear, characterized by fluted pilasters that reflect the internal division into three naves and has two orders embellished with four statues chosen by Bishop Pappacoda himself: the Santi Apostoli Pietro and Paolo, the bishops San Gennaro and San Ludovico da Tolosa, who are characterized by inscriptions placed above and below the statues themselves. In memory of the great Jubilee of the year 2000, at the explicit wish of Archbishop Cosmo Francesco Ruppi, the main facade of the Cathedral was enriched with the monumental Bronze Door, a work of great artistic value by the sculptor Armando Marrocco.
Upon entering the square, the facade that is offered to the visitor is the lateral one of the Cathedral, of great effect and rich in Baroque decorations, which almost acquires the appearance of a triumphal arch. The side facade is characterized by a sumptuous projecting portal with two niches on the sides with the statues of San Giusto and San Fortunato (co-patrons of Lecce), above there is a richly decorated balustrade on which the majestic statue of Sant’Oronzo stands. Note the frieze with dancing putti holding a festoon in the lunette of the portal.

The two elevations, due to their location with respect to those entering the square, are actually completely different: a majestic view of the side elevation, artistically more important, richer and more decorated than the main one, in an inconspicuous position, which instead remains more sober and composed. The side facade of the Cathedral was thus transformed into the main view that would welcome visitors.
The Duomo is built with a material typical of the area: Lecce stone, which takes on particular colors and creates chiaroscuro effects that vary with the varying light.
Lecce stone (know as leccisu in salento dialect), once called the marble of the poor, is one of the most precious natural materials in Puglia.
It is a limestone rock belonging to the group of marly calcarenites and dating back to the Miocene period. It is a typical lithotype of the Salento region, known above all for its ease of processing.
This rock has a rather homogeneous composition: the petrographic examination reveals that it consists mainly of calcium carbonate (CaCO3) in the form of limestone granules (consisting of microfossils and fragments of macrofossils of marine fauna, dating back to about six million years ago ) and calcitic cement, to which glauconite, quartz, various feldspars and phosphates can be found, as well as finely dispersed clay substances (kaolinite, smectite and chlorite), which, in the various mixtures, give rise to different qualities of the rock.

The Lecce stone naturally emerges from the ground and is extracted from the subsoil in huge open-air quarries, up to fifty meters deep and widespread throughout the Salento area, in particular in the municipalities of Lecce, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Cursi and Maglie. The leccisu is obtained in the form of parallelepipeds of various sizes; extraction is simple as it can be easily engraved. Hardness and resistance of the stone, once extracted, grow with the passage of time, and in consolidation the stone takes on an amber color similar to that of honey.
White to straw yellow in color, the rock is compact and fine-grained, unlike carparo, another similar lithotype found in the same area. Used in both architectural and sculptural fields, Lecce stone owes its particular workability to the presence of clay, which allows modeling on a lathe and even manual. Appreciated in the artistic field, it has reached international esteem thanks to the local craftsmanship that over the centuries has produced the complex architecture of the Lecce Baroque. Significant examples are the friezes, capitals, pinnacles and rose windows that decorate many of Lecce's palaces and churches, such as the Palazzo dei Celestini and the adjacent Church of Santa Croce, the Church of Santa Chiara and the Duomo.
Among the particularities of the Lecce stone is the fact that it contains fragments of fossil shells and clays, quartz and a series of minerals that fortify it and make it even more fascinating.
The very nature of the stone makes it very sensitive to the mechanical action of atmospheric agents, to the rising damp of the ground, to the stagnation of water and to smog. To make the leccisu more resistant to bad weather, the master sculptors of the Baroque era used to treat the rock with milk. The Lecce stone block was sponged or immersed entirely in liquid; lactose, penetrating inside the pores, created an impermeable layer that preserved the stone until it brought it, almost unaltered, to the present day.

Known since ancient times, in the Land of Otranto there are dolmens, menhirs, statues and Roman constructions made in Lecce. His first geological studies date back to the second half of the sixteenth century, but it is due to Gian Battista Brocchi, in his study on the geological configuration of Salento (1818), the identification, the first dating (between Secondary and Tertiary) and the origin of the name of the Lecce stone. Currently, Lecce stone craftsmanship produces souvenirs and works of art.
How is the Lecce stone composed?
The rock of which the Salento peninsula is composed, and in particular the Lecce stone, is a set of millions of years old sediments deposited on a seabed. With tectonic movements still in progress, the rock has re-emerged from the sea. Over time and with the weight that has gradually accumulated, the seabed has compacted, cemented and diagenized (that is, it has undergone a diagenesis, a chemical-physical process that allows the passage of a sediment in a so-called rock "coherent"). At the end of this long process a rock was formed characterized by compactness, purity and malleability (thanks to the presence of clay). This rock is made up of detrital limestone, sometimes relatively friable. The grain is uniform and medium-fine, with a variable color from the classic yellow to various shades of green (due to the presence of glauconite, very present in a particular type of rock, the pyromaph). It is common to find some macrofossils inside the rocks, such as lamellibranch molluscs (especially pectinids), echinoderms such as stars and above all sea urchins (spatangids), sometimes even shark teeth.

The bioturbations in the Lecce stone
Another characteristic of the Lecce rocks are the bioturbations, tunnels dug into the sediment at the time of its deposition by some molluscs, now extinct, which, like their still living cousins, earthworms, ingested the sediment in search of substances. organic to feed on. Their presence is manifested by cylindrical grooves visible to the naked eye, which make the rocks more exposed to erosion, degradation also favored by the disintegration of calcium carbonate due to acid rain. The effect to our eyes and to the touch resembles a crumbling.
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Approach the facade of the Duomo and carefully observe the stone it is made of. Describe how its roughness feels to you: is it completely smooth or does it have some irregularities? Is this condition uniform in every point of the facade or does it change? Explain why in your opinion.
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Take a picture of yourself (or if you prefer, your GPS or your GC nickname) with the facade of the Duomo.
Sources:
www.wikipedia.org
www.brundarte.it
www.sinapsimag.it