ATTENZIONE! La cache non si trova alle coordinate del listing ma si trova pur sempre sulle sponde del fiume. Il nascondiglio è abbastanza al riparo, ma il percorso per raggiungerlo può risultare impraticabile in caso di pioggia il giorno della vostra visita o nei giorni immediatamente precedenti. Vi prego di usare cautela nel raggiungere GZ e di desistere nel caso in cui il percorso risulti in tutto o in parte sommerso, poiché la corrente può essere anche molto forte. Ulteriori indizi per individuare e raggiungere GZ dopo il geocheck.
Io sono la Dora, il fiume di Alpignano. Qui dove le mie acque si strozzano e diventano impetuose, fin dall’antichità ho visto passare la storia e le storie dei tanti abitanti e viandanti di questi luoghi, a partire dai primi coloni romani del I secolo, di cui restano alcune lapidi (la più bella esposta nella biblioteca che sorge sulla mia riva meridionale). Ancora giovane e poco profonda, assistetti allo scontro tra AAAAAAAAAA e BBBBBBBBB: la famosa battaglia in cui l’imperatore vide la croce di fuoco nel cielo del Musinè e si convertì al Cristianesimo si combatté proprio accanto a me. A ricordo del prodigio fu in seguito edificata la croce sulla montagna e vi fu anche dedicata la chiesetta che sorge presso il ponte.
Io c’ero quando, più tardi, sulla collina fu edificato il castello dei conti CCCCCCC, e lo difesi quando il ponte fu distrutto per ostacolare l’invasione dei DDDDDDDD nel 1690 e del 1706. In ricordo di queste vittorie, mi attraversa ogni anno l’allegra corsa del “Palio dij EEEEEE”, in occasione della festa patronale di San Giacomo (se vuoi conoscere meglio il palio, prova questa multicache: GC8YT14).
Nell’Ottocento assistetti agli esprimenti di Alessandro Cruto che, tentando di fabbricare i FFFFFFFF, finì per inventare invece il filamento di GGGGGGGG che servì alla produzione industriale delle lampadine (vedi anche la cache a lui dedicata: GC8WJZV). Alpignano divenne una città “elettrica”, una città di luce. Per questo fu fatto brillare il leggendario HHHHH HHHHHHHH sul quale si diceva che avessero trovato riparo perfino i Re Magi sulla strada per Betlemme, e al suo posto fu costruita una centrale idroelettrica agli inizi del Novecento. L’opificio Cruto diventò fabbrica Philips, ed è oggi una biblioteca e un museo. Il 19 marzo 1945 sobbalzai per lo spavento all’udire una sparatoria nel vicinissimo albergo dell’Albero IIIIIII, che portò alla triste vicenda dei Martiri del Maiolo (alla loro memoria è dedicata la multicache GC9ADB2). Da allora, per fortuna, nessun’altra guerra ha più toccato queste sponde, che continuano ad essere al medesimo tempo divise e unite dal mio eterno passaggio.
N 45°05.890+A-B-C+D E 07°31.736-E-F+G-H+I
