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Piazza S. Domenico - Grigio di Billiemi EarthCache

Hidden : 6/9/2021
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1 out of 5

Size: Size:   other (other)

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Geocache Description:


«Gode la città di Palermo alle falde del monte Billiemi una miniera di marmo bigio con macchie rosse e’ bianche, e capace di una gran politura, per cui riceve lume al par di un specchio. Questa miniera non solo ha somministrato ad infiniti Palazzi della Città, ma molti altri chiostri religiosi così di uomini, come di vergini; e quasi ogni chiesa della Città o nell’esterior prospetto o nell’interno, ne va di esso nobilmente fregiata».

Annali della Congregazione dell’Oratorio di Palermo


A partire dalla seconda metà del Cinquecento venne avviata nei dintorni di Palermo la ricerca di pietre forti da destinare ai cantieri promossi dal Senato e dalla corona spagnola per ridefinire in senso moderno e grandioso l’architettura della capitale. La richiesta era rivolta in particolare alla realizzazione di sostegni colonnari per portici, chiese e chiostri conventuali, durante il secolo sostenuta dall’impiego dello spoglio e soprattutto del marmo di Carrara. L’impegno economico dovuto agli obiettivi di monumentalità prefissati aveva tuttavia imposto di rimpiazzare i costosi materiali di importazione con valide alternative da reperire in loco, che fossero agevoli nel trasporto cava-cantiere e pertanto vantaggiose in termini di costi di produzione e tempi di esecuzione. In tal senso, il grigio di Billiemi costituì per l’architettura palermitana una valida alternativa ai materiali già abbondantemente sfruttati fino al Cinquecento, soprattutto al marmo bianco di Carrara o, relativamente ai sostegni, alle colonne di spoglio. Il marmo di Carrara, per ragioni economiche o, più semplicemente, per ragioni di gusto, fu da allora impiegato limitatamente alle opere di scultura e soprattutto nella decorazione a intarsio policromo per sepolture, altari e cappelle. Il Billiemi rappresentava infatti una novità se consideriamo le potenzialità espressive derivate dalla particolare aggettivazione cromatica, di moda per quei tempi, e dalle notevoli dimensioni dei blocchi monolitici estratti. Quest’ultima caratteristica avviava la lavorazione in cava di pezzi forti e di imponenti fusti di colonne, condizioni che favorirono la nascita e lo sviluppo di progetti innovativi. Come risulta evidente da una prima analisi di quanto effettivamente prodotto, il Billiemi fu considerato l’unico materiale adatto alla realizzazione di colonne monolitiche nelle chiese e nei chiostri dei maggiori ordini religiosi presenti in città determinando un’inedita scala monumentale. Nel 1604 per la chiesa di S. Ignazio all’Olivella, dopo la messa in opera delle quattro colonne in rocchi di calcare di monte Pellegrino sui pilastri della crociera e in controfacciata, per raggiungere l’ambita monumentalità e nello stesso tempo garantire una adeguata resistenza dei sostegni, furono commissionate per le navate al marmoraro Antonino Falcone otto colonne libere «di venti palmi l’una della pietra di Belliemi per lo prezzo di onze novanta». La vicenda legata al progetto e al cantiere della chiesa di S. Giuseppe dei Teatini fu poi determinante per la definitiva “consacrazione” del Billiemi: le otto colonne giganti -alte 40 palmi (circa 10 metri)- a sostegno della crociera e commissionate nel 1619 furono «i più grandi monoliti lapidei realizzati in Sicilia in Età moderna».

Il buon esito raggiunto fu anche espressione di una tecnologia di impiego oramai avanzata: in questa occasione si perfezionò il sistema di trasporto e di innalzamento delle colonne, attuati mediante l’applicazione delle tecniche ideate da Domenico Fontana per sollevare l’obelisco di S. Pietro. Il progetto sarebbe stato probabilmente irrealizzabile senza questo prezioso materiale locale che a pieno titolo contribuì alla definizione monumentale di altri edifici religiosi costruiti a Palermo nel corso del primo Seicento, come la chiesa e il chiostro del convento di S. Anna della Misericordia e del Carmine Maggiore, la chiesa di S. Matteo o il cortile di S. Francesco d’Assisi.


Il grigio di Billiemi è una pietra calcarea costituita da clasti (frammenti) angolosi di taglia grossolana immersi in una matrice fine che può mostrare colorazione variabile. Tali clasti derivano dalla frammentazione di una "scogliera a spugne" del Triassico superiore (ca. 200 milioni di anni fa). La loro angolosità e l'adattabilità dei margini testimonia un limitato trasporto del materiale litico frammentato. Le caratteristiche tessiturali, la presenza di fossili, le matrici diversamente colorate e le venature determinano considerevoli variazioni nell'aspetto del grigio di Billiemi, persino in una stessa lastra. La facies più tipica è quella denominata "occhio di pernice", con clasti di dimensioni medio-piccole all'interno di una matrice grigio tendente al nero. Processi di ossidazione della pirite (FeS2), fase responsabile della colorazione scura, hanno portato alla formazione di idrossidi e ossidi di ferro, che caratterizzano la componente sottile della roccia con colorazioni che vanno dal giallo al rosso.

La principale morfologia di alterazione del grigio di Billiemi è, comunque, il cosiddetto "sbiancamento" dovuto alla precipitazione di una patina di carbonato di calcio, la cui formazione è favorita in zone riparate e non soggette all'azione di calpestio. Come tutte le rocce calcaree il Billiemi ha poca resistenza alle aggressioni chimiche, specialmente se soggetto ad acidi. Il carbonato di calcio (CaCO3), principale componente del Billiemi, è insolubile in acqua. L'anidride carbonica, normalmente presente nell'aria, con un fenomeno noto come carbonazione, dà alla pioggia una leggera acidità che è in grado di attaccare il carbonato di calcio trasformandolo in sali solubili e creando corrosione superficiale. 


La piazza San Domenico è una storica piazza di Palermo posta nel quartiere La Loggia. La piazza era conosciuta in passato con il nome di Piano Imperiale; venne allargata e trasformata in piazza durante il rifacimento della chiesa avvenuto a partire dal 1640 per dare più ampio respiro alla stessa in funzione delle nuove dimensioni e dell'alta facciata. La colonna venne edificata nel 1728 per riempire la piazza che risultava essere molto spoglia in concomitanza ai lavori per il rifacimento della facciata della chiesa. Il monumento è composto da una grande base marmorea sormontata da un'alta colonna, sempre marmorea, in cima alla quale è presente la statua dell'Immacolata in bronzo, l'intera struttura progettata nel 1724 da Tommaso Maria Napoli e costruita da Giovanni Amico. Il progetto originale prevedeva il corpo della colonna monolitica molto più allungato, i Padri Domenicani disposero un'altezza tale da rendere visibile la statua della Vergine dall'altare maggiore durante l'ufficio delle sacre funzioni. Lo stile della struttura è tipicamente barocco ed oltre alla colonna troviamo le statue di due papi, anch'esse in bronzo, poste alla base della colonna. Sui piedistalli anticamente erano alloggiate le statue dei sovrani committenti dell'opera: Carlo VI d'Asburgo e della moglie Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel, opere dello scultore Giovanni Battista Ragusa autore anche della statua dell'Immacolata Concezione e dell'Arcangelo Michele raffigurato nell'atto di sguainare la spada. Sotto la Corona Borbonica nel 1750 le statue furono sostituite con le immagini di Carlo III di Spagna e della moglie Maria Amalia di Sassonia, opere di Procopio Serpotta. Con la Rivoluzione siciliana del 1848 furono fuse per ricavarne cannoni. Il 13 ottobre 1954, in occasione del Congresso Mariano della Sicilia, rimpiazzate per iniziativa del cardinale Ernesto Ruffini, dalle statue bronzee di Papa Pio IX e di Papa Pio XII opere di Filippo Sgarlata.

Prima di registrare come "found" questa eartcache dovrai completare i seguenti compiti:

1)Esamina la facciata della chiesa di San Domenico: quali parti sono in pietra di Billiemi? 

2) Concentrati sulle venature della pietra: quali minerali possono essere responsabili della colorazione? Potrebbero essere inclusioni di quale altro materiale? (Forse un'occhiata a GC9CAGX può esserti di aiuto)

3)Adesso guarda la colonna dell'Immacolata: quale fenomeno è responsabile della differenza cromatica tra il fusto della colonna, il basamento e la pavimentazione calpestabile del monumento? Dove hai già visto questa differenza?

4)Utilizza quello che hai imparato per determinare la varietà di pietra di Billiemi che costituisce il basamento, motivando la tua ipotesi.

5) Fatti una foto alle coordinate, oppure al tuo GPS/nickname, nei pressi della Earthcache. Mi farebbe molto piacere che l'allegassi al tuo log, ma niente spoiler!

Invia le tue risposte tramite messaggio privato, potrai loggare senza aspettare la mia risposta. Nel caso in cui ci fossero degli errori ti invierò le dovute correzioni.

 

"The city of Palermo at the foot of Mount Billiemi enjoys a mine of gray marble with red and white spots, and capable of great polishing, so it receives light like a mirror. This mine has not only given to infinite palaces of the city, but many other religious cloisters of men as well as virgins; and almost every church in the city, either on the outside or on the inside, is nobly adorned with it ".

Annals of the Congregation of the Oratory of Palermo


Starting from the second half of the sixteenth century, the search for strong stones was started in the surroundings of Palermo to be allocated to the construction sites promoted by the Senate and the Spanish crown to redefine the architecture of the capital in a modern and grandiose sense. The request was aimed in particular at the construction of columnar supports for arcades, churches and convent cloisters, supported during the century by the use of bare and especially Carrara marble. However, the economic commitment due to the monumentality objectives set had imposed the replacement of expensive imported materials with valid alternatives to be found on site, which were easy to transport from quarry to construction site and therefore advantageous in terms of production costs and execution times. In this sense, the Billiemi gray was a valid alternative for Palermo architecture to materials already abundantly exploited up to the sixteenth century, especially to white Carrara marble or, relative to the supports, to bare columns. Carrara marble, for economic reasons or, more simply, for reasons of taste, was since then used only for works of sculpture and above all in polychrome inlay decoration for burials, altars and chapels. In fact, Billiemi represented a novelty if we consider the expressive potential deriving from the particular chromatic adjective, fashionable for those times, and from the considerable size of the monolithic blocks extracted. This last feature started the quarrying of strong pieces and imposing column shafts, conditions that favored the birth and development of innovative projects. As is evident from a first analysis of what was actually produced, Billiemi was considered the only material suitable for the construction of monolithic columns in the churches and cloisters of the major religious orders in the city, resulting in an unprecedented monumental scale. In 1604 for the church of S. Ignazio all'Olivella, after the installation of the four columns in limestone rock from Monte Pellegrino on the pillars of the cross and on the counter-façade, to achieve the coveted monumentality and at the same time guarantee adequate resistance of the supports, eight free columns were commissioned for the naves to the marble maker Antonino Falcone "of twenty palms each of the Belliemi stone for the price of ninety onze". The story linked to the project and construction site of the church of S. Giuseppe dei Teatini was then decisive for the definitive "consecration" of Billiemi: the eight giant columns -40 palms high (about 10 meters)- in support of the cruise and commissioned in 1619 they were "the largest stone monoliths built in Sicily in the modern age".

The success achieved was also the expression of an advanced technology of use: on this occasion the system of transport and raising of the columns was perfected, implemented through the application of the techniques devised by Domenico Fontana to lift the obelisk of St. Peter. The project would probably have been impossible without this precious local material which fully contributed to the monumental definition of other religious buildings built in Palermo during the early seventeenth century, such as the church and cloister of the convent of S. Anna della Misericordia and Carmine Maggiore, the church of S. Matteo or the courtyard of S. Francesco d'Assisi.


Billiemi gray is a limestone made up of angular clasts (fragments) of coarse size immersed in a fine matrix that can show variable color. These clasts derive from the fragmentation of a "sponge reef" of the upper Triassic (about 200 million years ago). Their angularity and the adaptability of the margins testify to a limited transport of the fragmented stone material. The textural characteristics, the presence of fossils, the differently colored matrices and the veins determine considerable variations in the appearance of the Billiemi gray, even in the same slab. The most typical facies is the one called "partridge eye", with small-medium sized clasts within a gray tending to black matrix. Processes of oxidation of pyrite (FeS2), the phase responsible for the dark color, have led to the formation of hydroxides and iron oxides, that characterize the thin component of the rock with colors ranging from yellow to red.

The main alteration morphology of Billiemi gray is, however, the so-called "whitening" due to the precipitation of a patina of calcium carbonate, the formation of which is favored in sheltered areas not subject to foot traffic. Like all limestone rocks, Billiemi has little resistance to chemical aggression, especially if subject to acids. Calcium carbonate (CaCO3), the main component of Billiemi, is insoluble in water. Carbon dioxide, normally present in the air, with a phenomenon known as carbonation, gives the rain a slight acidity that is able to attack the calcium carbonate transforming it into soluble salts and creating surface corrosion.


Piazza San Domenico is a historic square in Palermo located in the La Loggia district. The square was known in the past with the name of Imperial Plan; it was enlarged and transformed into a square during the rebuilding of the church which took place starting from 1640 to give it greater scope in relation to the new dimensions and the high facade. The column was built in 1728 to fill the square which appeared to be very bare in concomitance with the works for the reconstruction of the facade of the church. The monument consists of a large marble base surmounted by a high column, all marble, on top of which there is the statue of the Immaculate Conception in bronze, the entire structure designed in 1724 by Tommaso Maria Napoli and built by Giovanni Amico. The original project foresaw the body of the monolithic column much more elongated, the Dominican Fathers arranged a height such as to make the statue of the Virgin visible from the main altar during the office of sacred functions. The style of the structure is typically Baroque and in addition to the column we find the statues of two popes, also in bronze, placed at the base of the column. On the pedestals in ancient times the statues of the sovereign patrons of the work were housed: Charles VI of Habsburg and his wife Elisabetta Cristina of Brunswick-Wolfenbüttel, works by the sculptor Giovanni Battista Ragusa, also author of the statue of the Immaculate Conception and of the Archangel Michael depicted in the the act of drawing the sword. Under the Bourbon Crown in 1750 the statues were replaced with images of Charles III of Spain and his wife Maria Amalia of Saxony, works by Procopio Serpotta. With the Sicilian Revolution of 1848 they were molten to make cannons. On 13 October 1954, on the occasion of the Marian Congress of Sicily, the bronze statues of Pope Pius IX and Pope Pius XII were replaced by the bronze statues of Pope Pius IX and Pope Pius XII by Filippo Sgarlata on the initiative of Cardinal Ernesto Ruffini.

Before logging this eartcache as "found" you will need to complete the following tasks:

1) Examine the facade of the church of San Domenico: which parts are in Billiemi stone? 

2) Focus on the grain of the stone: which minerals could be responsible for the color? Could it be inclusions of what other material? (Maybe a look at GC9CAGX can help you)

3) Now look at the column of the Immaculate Conception: which phenomenon is responsible for the chromatic difference between the shaft of the column, the base and the walkable floor of the monument? Where have you seen this difference before?

4) Use what you have learned to determine the type of Billiemi stone that constitutes the base, motivating your hypothesis.

5) Take a picture of the coordinates, or your GPS / nickname, near the Earthcache. I'd love to have it attached to your log, but no spoilers!

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