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Taburno Camposauro Traditional Cache

Hidden : 6/28/2021
Difficulty:
1 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:


Il  Taburno Camposauro  è un massiccio calcareo isolato dell'Appennino campano che si trova interamente in provincia di Benevento, in Campania. Raggiunge l'altezza massima di 1394 m slm con la vetta del monte Taburno e sul suo territorio insistono diverse aree protette: il parco regionale del Taburno - Camposauro ei SIC "Camposauro" (IT8020007) e "Massiccio del Taburno" (IT8020008) della rete Natura 2000.

Descrizione

Origine del nome 

Secondo alcune ipotesi il nome del monte Taburno deriva dal termine osco teba, poi taba ("montagna"), dal quale derivano anche altri nomi di montagne della zona (monte Tavertone, presso Mugnano del Cardinale e monte Tabenna nell'Irpinia)[1][2], e la radice "burnus", che si ritrova nel toponimo "Alburno", montagna che dà il nome ai monti Alburni, nel Cilento.

Esattamente ad est il massiccio digrada e si apre verso la piana di Benevento, città da cui dista pochi chilometri. A nord è separato dalle montagne del Matese per mezzo dalla valle Telesina solcata dal fiume Calore, ad ovest è separato dai monti Trebulani dalla bassa piana del Volturno, dopo la confluenza del precedente fiume. A sud-ovest l'Isclero, con le sue gole, lo separa dalle alture che vanno dal monte Longano (Durazzano) al monte Tairano (Airola), e a sud la valle Caudina lo separa dai monti del Partenio.

Le vette più alte sono il monte Taburno (1.394  m s.l.m.), il Camposauro (1.390 m s.l.m.), il monte Alto Rotondi (1.305 m s.l.m.), il monte Sant'Angelo (1.189 m s.l.m.), il monte Gaudello (1.226 m s.l.m.) ed il monte Pentime (1.168 m s.l.m.), disposti a semicerchio a formare nel mezzo la Valle Vitulanese.

Il periodo di formazione del massiccio è di era secondaria (mesozoico); esso è costituito da due blocchi calcarei separati dalla depressione tettonica di Piana di Prata.

Territorio

Dalla vetta del Taburno si gode di un vasto panorama su tutta la valle Caudina, densamente antropizzata e chiusa dalla parte opposta dal massiccio del Partenio. A sud-ovest, dove la valle diventa più stretta, si nota una macchia bianca sul fianco di un monte: è la cava del monte Tairano.

Oltre il Partenio nelle giornate più limpide si possono vedere il Vesuvio e i monti Lattari.

Sulla vetta del Camposauro (posta nella parte più settentrionale del massiccio) sono presenti numerosi ripetitori radiotelevisivi. La postazione, oltre a servire la città di Benevento e la sua provincia, è ricevibile anche da quelle limitrofe di Avellino e Caserta

Dalla città di Benevento il profilo del massiccio assume le sembianze di una donna supina, con i piedi verso la valle Caudina e la testa (monte Pentime) verso la valle Telesina, ed è per questo chiamato "la Dormiente del Sannio".

Storia

Nel dibattito sulla localizzazione delle Forche Caudine, teatro dell'omonima battaglia nel 321 a.C., il massiccio è di sfondo, nelle tre ipotesi che vedono la sede delle Forche nelle valli Caudina, di Arienzo e dell'Isclero, oppure ne è sede, nell'ipotesi secondo cui possa essersi svolta nella piana di Prata.

Nei testi di età classica il monte Taburno è citato più volte. Da Virgilio, prima nel secondo libro delle Georgiche, che descrive la coltivazione delle piante e nel cui contesto l'autore consiglia di popolare il monte (o più probabilmente le pendici attorno) di ulivi, secondo un approccio per cui ad ogni suolo si adattano certe piante[3], e poi nel dodicesimo libro dell'Eneide, nel descrivere il duello tra Enea e Turno paragonato allo scontrarsi di due tori sul Taburno o sulla Sila[4]Grattio, del quale è pervenuto solo un poema didascalico (in spezzoni) sulla caccia, ne fa il nome descrivendo i cavalli della zona di Syene e della Partia, poco adatti a terreni scoscesi di posti come il massiccio in esame, il Gargano o le Alpi Liguri[5]. Infine, il Taburno si trova nell'elenco geografico che costituisce l'opera scolastica in cui Vibio Sequestre raccoglie le località menzionate dagli scrittori latini[6]Secondo alcuni studiosi, una delle grotte del Taburno di Caudium (presso l'odierna Montesarchio) è stata il luogo dove Ercole soffocò il Leone di Nemea nella prima  fatica di Ercole . [ senza fonte ]

Il monte Taburno è protetto con l'istituzione del  Parco Naturale Regionale Taburno-Camposauro  (dal 14 settembre 1994) dalla  comunità montana  del Taburno.

Il monte Taburno è tutelato anche dal  Piano Paesistico del Taburno , prodotto in vigore nel 1996.

Additional Hints (Decrypt)

Nyoreb frtan-crepbefb

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)