Un frammento del tempo come gemma incastonata
è nella via che a San Lorenzo è dedicata;
la sua chiesa chi ha voluto fabbricare,
tante pietre doveva riciclare.
Oggi ammiriamo, sulla facciata, la graticola a lui collegata
mentre, sul lato, una lapide tagliata.
E’ ben curioso che dalla morte
nasca un’impresa così forte!
Informazioni
In ambienti privati o su pubbliche strade non è insolito imbattersi a Todi su reimpieghi che recuperano blocchi di travertino, rocchi di colonne o frammenti e li inglobano nelle facciate delle chiese o dei palazzi. Le lapidi di epoca romana, incastonate qua e là e talvolta confuse con il resto della muratura, sono prevalentemente di origine funeraria e provenienti dal territorio tuderte e dunque decontestualizzate rispetto al contesto originario. I reimpieghi sono un esempio interessante di quella pratica di riutilizzo dei materiali che è un fenomeno costante dall’antichità all’epoca moderna e che in antico era assai comune, come ricorda il detto : “Chasteaus abatuz est demi refez” (castello abbattuto è per metà ricostruito; proprio perché i suoi materiali erano utilizzati per una nuova costruzione). In passato molti studiosi hanno analizzato e studiato queste iscrizioni. Tra i più importanti ci sono Andrea Giovannelli, Lorenzo Leoni ed il tedesco Eugenio Bormann che ha contribuito all’ XI volume del C.I.L. (Corpus inscritionum latinarum) del 1853, un’antologia di tutte le iscrizioni conosciute del mondo romano. L’epigrafe in via San Lorenzo conserva in parte l’iscrizione dedicatoria, nonostante il blocco di travertino sia stato bruscamente tagliato nel limite alto, tranciando a metà alcune parole. Si tratta della lapide di una tomba sulla quale si legge l’onomastica del defunto, Lucio, che apparteneva alla tribù Camuria. Si legge anche il nome di chi ha commissionato la lapide: la moglie Terzia e le dimensioni della tomba, larga XII piedi e profonda XIII piedi.
English
In the street dedicated to San Lorenzo there is a fragment of time which is like as an embedded gem. Whoever wanted to build the church dedicated to him had to recycle many stones. Today we can admire, on the façade, the gridiron connected to him, and on one side there is a memorial stone that is also mentioned by the C.I.L.*! It is quite surprising that such an outstanding work was born out of death!
* C.I.L. = Corpus Inscritionum Latinarum (collection of inscriptions from the Roman world)