ITALIANO
La Chiesa di San Defendente, nella frazione di Ceresolo, è il più antico luogo di culto del comune di Laveno Mombello, citato già in un documento del 846. Edificata nel IX secolo e dedicata originariamente ai Santi Nazario e Celso venne dotata in seguito di campanile. Perse importanza nel Seicento quando fu trasformata in chiesa cimiteriale dopo che il titolo di parrocchiale fu trasferito al tempio di Cerro dove ormai risiedeva la maggior parte della popolazione. Risalgono a questo periodo le numerose modifiche apportate alla costruzione, tra cui l'erezione della cappella mortuaria in facciata e l'aggiunta della sacrestia dietro la torre campanaria.
Il corpo centrale è di impianto arcaico con facciata a capanna, navata unica e arco trionfale a divisione del presbiterio; campanile romanico del XI secolo. Nel catino absidale affreschi del 500.
L’intitolazione a San Defendente, santo guerriero, particolarmente diffusa nell’Italia nord-occidentale e sul lago Maggiore in particolare, è stata associata all’antica invocazione ai santi Nazaro e Celso dopo ingenti lavori di ristrutturazione seguiti alla seicentesca “peste manzoniana”. Un affresco seicentesco in facciata e l’altare alloggiato nella cappella laterale celebrano il culto del santo.
Vari sono i motivi per una visita a Ceresolo. Se non si vuol dar credito alla leggenda rilanciata da fra’ Paolo Morigia nel 1603, ossia che qui “è dove Cesare si fermò per andare in Francia”, vale la pena riprendere la descrizione che lo stesso erudito, profondo conoscitore del lago, radunò nella sua opera dedicata all’ “Historia delle nobiltà” del Verbano: Ceresolo, “il lago che v’è per incontro, è la più nobil parte che ci sia, perché la trota, la reina de tutti gli altri pesci di detto lago, qui [ha] le il suo palazzo reale”. Una pescheria nella località è menzionata già nel IX sec., mentre un curioso affresco moderno, nelle case che precedono la chiesa, celebra la perdurante vocazione del borgo di pescatori. La “punta” protesa nelle acque di Ceresolo è famosa, tuttavia, “anche pei misfatti di un certo corsaro del nostro lago per nome Polidoro [che] quanto astuto altrettanto crudele aveva trovato il modo di saccheggiare le barche che passavano in quel luogo” presentandosi solo sulla spiaggia “tutto lacero negli abiti” (De Vit) per chiedere aiuto agli sfortunati naviganti, poi rapinati dalla sua banda opportunamente nascosta nelle case abbandonate dei dintorni.

ENGLISH
The church of San Defendente in Ceresolo is the oldest in the municipality of Laveno Mombello, mentioned in a document dated 846. Built in the 9th century and originally dedicated to Saints Nazario and Celso, it was later equipped with a bell tower. It lost importance in the seventeenth century when it was transformed into a cemetery church after the title of parish was transferred to the church of Cerro where most of the population now resided. The numerous changes made to the building date back to this period, including the erection of the mortuary chapel on the facade and the addition of the sacristy behind the bell tower.
The dedication to San Defendente, a warrior saint, particularly widespread in north-western Italy and on Lake Maggiore, was associated with the ancient invocation to Saints Nazaro and Celso after extensive renovations following the seventeenth-century "Manzoni plague". A seventeenth-century fresco on the facade and the altar housed in the side chapel celebrate the cult of the saint.
There are various reasons for a visit to Ceresolo. Fra 'Paolo Morigia in 1603, wrote that "this is where Caesar stopped on his way to France", and in his "Historia of the nobility" of Verbano he talks about Ceresolo as "the lake that is there to meet, is the noblest part, because the trout, the queen of all the fish of that lake, here [has] his royal palace”. A fish market in the locality is already mentioned in the 9th century, while a curious modern fresco in the houses preceding the church celebrates the continuing vocation of the fishing village. Ceresolo is famous, however, "also for the misdeeds of a certain pirate of our lake named Polidoro [who] as cunning as cruel had found a way to plunder the boats that passed in that place" introducing himself alone on the beach "all torn in clothes" (De Vit) to ask for help from the unfortunate sailors, then robbed by his gang conveniently hidden in the abandoned houses of the surroundings.