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[22/02/2022] C.S.I. Arona Multi-Cache

Hidden : 2/12/2022
Difficulty:
3.5 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:



Questo cache fa parte del progetto 22/02/2022 Piemonte nato per celebrare questa data palindroma.

Una volta trovati tutti i cache della lista, sarà possibile ottenere il badge sul proprio profilo, copiano e incollando il seguente codice:

<a href="https://coord.info/BMAPTAR" target="_blank"><img src="https://s3.amazonaws.com/gs-geo-images/61ab6571-3445-4acb-a896-c4a53e4d64f2.jpg">" height="300" /></a>

Occorrente: pinzetta e una buona camminata!

Questa Multicache nasce per celebare l'evento del 22/02/2022 tenutosi ad Arona per l'occasione di questa data palindroma!!!!

TETRA 68 presenta: 

CSI: ARONA

UN DELITTO ARONESE

Questa è la storia di un delitto, un delitto Aronese. Un delitto mai risolto, un cold case. La storia che vi racconterò si basa su fatti reali e luoghi precisi, il tutto condito da un pò di romanzo e un briciolo di geocaching. 

Con questa Multy indosserete i panni di un'investigatore alla ricerca di indizi e prove per arrivare ad una verità che manca da più di 80 anni!!

Ad ogni step troverai una cache fisica che contiene un foglio plastificato con due lettere e due numeri. Annotali e prosegui. Lascia tutto così!!!

LA COLONNA 

1946. E' una notte buia e tempestosa. Febbraio quell'anno era particolarmente rigido e portava con se le ultime sferzate di un inverno difficile. Arona era immersa nel buio e il freddo la avvolgeva come una folta coperta di lana. La neve trascinata dal vento spazzava le sue strade e nessuno sano di mente si sarebbe azzardato a mettere il naso fuori di casa. Solo un uomo solitario camminava nel buio incespicando ed evitando le lastre di ghiaccio e le buche sul marciapiede. 

Il treno come sempre aveva fatto ritardo e l'uomo si affrettava a tornare verso casa. Una volta passato il Ponte sotto Ferrovia aveva imboccato via XX Settembre. Qui all'improvviso si era fermato, le impronte sulla neve erano chiare. Mezzo giro a sinistra. Cercava qualcosa o qualcuno. Un rumore lo aveva fatto girare. Qualche secondo di incertezza e la sua spedita marcia era ripresa di buona lena. Pochi metri ancora lo separavano dal portone di casa quando all'improvviso tutto fu buio, e la gelida coperta di nostra Signora Morte lo prese con sè.  

CERCATE LA COLONNA DI PIETRA, POCO DISTANTE DA ESSA TROVERETE IL PRIMO INDIZIO. DISPOSTI TUTT'ORA VI GUARDANO DA ALLORA. 

LE AQUILE 

Erano da poco passate le 5 di mattina e un'urlo di donna stracciò il silenzio della notte. Ben presto fu chiaro che qualcosa di terribile era accaduto qui. La guardia di ronda arrivò di corsa e lanciò solerte l'allarme. I primi curiosi cominciarono ad affacciarsi alle finestre. Un mormorio da un portone attirò l'attenzione del Commisario che si avvicinò a quello che sembrava un fagotto di stracci. Era Giustino, il figlio della portiera. Di solito si attardava alla finestra per vedere la neve e sbirciare dall'alto le mosse dei passanti. "Ve lo giuro Commissà, sono corsi di là. Erano due omaccioni. Li ho visti arrivare fino agli Alpini!!"

ARRIVATE FINO ALLE COORDINATE E CERCATE IL SECONDO INDIZIO. ALL'OMBRA DELLE AQUILE DELLA VECCHIA CASERMA SI CELA IL PASSO SUCCESSIVO. 

LA VIA DI FUGA

Di quei due manigoldi nemmeno l'ombra ma le impronte qui erano ancora più chiare. Qualcuno aveva scassinato il portone della vecchia caserma degli alpini e da quel che le tracce indicavano aveva trafugato quello che parevo un mezzo militare, un ACM, usato fino a qualche mese addietro per lo spostamento delle truppe. Il Commissario pensò subito che doveva essere qualcuno di avvezzo al mestiere, qualcuno che quel camion lo sapeva usare bene e sapeva dove mettere le mani. Le tracce proseguivano verso Via Vittorio Veneto e il Commissario prese a seguirle come un segugio. 

ARRIVATE FINO ALLE COORDINATE E CERCATE QUALCOSA CHE INDICHI LA DIREZIONE DELLA  DI FUGA. 

L'INCIDENTE

Le tracce erano chiare. Chi fuggiva a dispetto di quanto ipotizzato dal Commissario non si era diretto verso la via più scontata, ma si era repentinaente diretto verso destra, verso il centro di Arona. Mossa astuta o molto stupida pensò il Commissario. La neve fresca era una fedele fotocopia di quanto era accaduto poche ore prima. Mentre proseguiva a piedi gli sembrò di udire un brusio provenire da poco lontano, le sorprese non erano ancora finite. Infatti un folto capannello di persone si attardava all'angolo con Via Torino. "Che diavolo sarà accaduto ancora?" si domandò spazientito.

La scena era surreale. L'ACM era li, o meglio, solo una parte di esso si vedeva. Il resto era infilato dentro il palazzo all'angolo e un denso fumo vermiglio usciva dalle finestre infrante. Il Commissario rimase immobile qualche secondo cercando di riorganizzare il turbinio di idee che vorticosamente affollavano la sua mente. 

TROVA IL PUNTO IN CUI IL COMMISSARIO SI E' FERMATO A OSSERVARE  LA SCENA. 

IL PASSAGGIO AL "VOLO"

Faticosamente il Commissario si fece strada tra i cocci e le lamiere. Il cuore batteva a mille e la mente correva veloce, ripercorreva in un baleno ogni scena del crimine che nella sua lunga carriera aveva dovuto studiare. Questa volta era diverso. Non sapeva cosa aspettarsi.Non sapeva cosa voler trovare. Di colpo apri la portiera deformata e quasi con sollievo vide che sul sedile non c'era nessuno. Solo qualche lieve traccia ematica, segno che chi era  bordo non si era fatto troppo male. La sua teoria era confermata. Chi aveva compiuto l'atroce delitto era arrivato fino a qui. Sul marciapiede opposto poche persone osservavano. Fu proprio li che vide sulla candida neve delle lievi tracce rosate. Sangue pensò. La traccia continuava. Si mise a correre e il freddo pungente fu come una pugnalata ai polmoni. Il cerchio si stava per chiudere pensò passando da dove era arrivato pochi istanti prima. Ma con disgusto le tracce si interrompevano così come erano iniziate. Sparite nel nulla. Alzò lo sguardo e capì. Qualcuno si era arrampicato sulla massicciata della linea ferroviaria. Con rammarico capì che il treno che aveva sentito passare poco prima era anche l'ultima via di fuga di chi aveva compiuto quel gesto atroce. 

 

ULTIMO ATTO

Il caso purtroppo non vide mai un epilogo positivo. Il Commissario fece di tutto, ma i limitati mezzi  dell'epoca non gli permisero di arrivare ad una totale verità. Nelle sue lunghe indagini aveva scoperto che il pover'uomo si chiamava Luigi, e da poche ore diventato il nuovo tesoriere della banca piu grande di Milano.

Quello che non sapeva il Commissario era che nella fuga i due killer avevano sottratto due cose al poverino. Una vecchia chiave che poteva aprire ogni porta della Banca di Milano, e una pergamena con i codici per sbloccare ogni cassaforte li presente. 

CERCATE DA DOVE SONO SCAPPATI, C'E' ANCORA UN CARTELLO DELL'EPOCA 

LA CHIAVE: trovala e avrai la direzione da prendere. Di cosa sono fatte le chiavi?? Passaci sotto!

LA PERGAMENA:  Si trova alle coordinate che ora avrai dopo aver calcolato:

 N A° A', BC e E D° F', A0

Additional Hints (Decrypt)

SVANYR: NOOV PBENTTVB. A 045° 45.447' R 008° 33.450'

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)