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Virtual Reward 3.0 "Orta San Giulio" Virtual Cache

Hidden : 3/9/2022
Difficulty:
1 out of 5
Terrain:
2.5 out of 5

Size: Size:   virtual (virtual)

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Geocache Description:


Cavabara Project: 

 

 

 

 Orta San Giulio

Orta San Giulio (Òrta in piemontese e in lombardo) è un comune italiano di 1 273 abitanti della provincia di Novara in Piemonte. Fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia ed è insignito della bandiera arancione da parte del Touring Club Italiano. 

Orta è situata a metà della sponda orientale del Lago d'Orta, all'estremità di un promontorio collinare che digrada verso la riva, a 45 chilometri dal capoluogo Novara. Il nucleo principale dell'abitato sorge in riva al lago di fronte all'isola di San Giulio, parte anch'essa del territorio comunale, mentre a mezza costa sul retrostante rilievo collinare sorge la frazione di Legro. La frazione Imolo è costituita da poche abitazioni affacciate sul lago, lungo il corso della statale 229 in direzione di Gozzano, mentre il piccolo nucleo di Corconio si trova alcuni chilometri più a sud, nascosto dalla strada, su una terrazza ad una cinquantina di metri sul livello del lago. 

Storia

Il territorio del Lago d'Orta, come attestano alcuni ritrovamenti, fu abitato fin dalla preistoria da tribù centro europee e poi galloceltiche; in seguito vi fu la lenta e difficile penetrazione romana, consolidatasi solo durante l'impero. Sul finire del IV secolo, il cristianesimo giunse sulla Riviera grazie ai due fratelli Giulio e Giuliano che per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani abbandonarono l'isola greca di Egina. Con il beneplacito dell'imperatore Teodosio, i due fratelli si diedero con gran zelo ad abbattere i templi pagani, innalzando al loro posto chiese sacre a Cristo. Giulio e Giuliano eressero così novantanove chiese e pensando che la loro vita stesse ormai per concludersi, si affrettarono ad erigere la centesima e preparare una tomba dove riposare per sempre.
Giulio quindi lasciò il fratello a Cozzano e si incamminò verso le rive del lago da cui si scorgeva una piccola isola disabitata dall'uomo ma che si sapeva essere infestata da draghi e serpenti. Non trovò una barca e quindi stese il suo mantello sull'acqua, vi salì sopra e aiutandosi con il bastone da pellegrino raggiunse l'isola. Armato "soltanto con il segno della Croce" scacciò i serpenti e iniziò la costruzione della sua ultima chiesa sulla sommità della rocca.
La tradizione vuole che dopo aver posato le fondamenta, ricominciasse la costruzione in un luogo più accessibile dell'isola, dove ora si erge la Basilica.
Al termine dei lavori, nel 392 morì e venne seppellito nella sua centesima chiesa. Nello stesso luogo si fecero inumare anche il senatore romano Sant'Audenzio e il vescovo di Sion Elia, che con un gruppo di monaci aveva cercato rifugio nell'isola per sfuggire alle persecuzioni ariane e che, alla morte del Santo, gli succedette come capo della comunità che si era costituita.
Si crede che Onorato (489-500), settimo vescovo di Novara, sia stato il primo a estendere la propria autorità sull'isola dando inizio alla costruzione di opere di difesa continuate dai suoi successori.
Le isole dei laghi, soprattutto nel Medioevo, furono strategicamente molto importanti. Durante le invasioni barbariche infatti rappresentarono un luogo sicuro al riparo dagli invasori del nord, i quali non possedendo flotte, non potevano muovere rapidamente all'assalto.
Nel 575, i Longobardi divisero il regno in ducati. Mimulfo venne in possesso dell'Alto Novarese, con il compito di impedire ai Franchi di entrare in Ossola. I Franchi riuscirono comunque a varcare il Sempione e nel 590 Agilulfo, duca di Torino, eletto re dei Longobardi, fece decapitare Mimulfo per non aver opposto valida resistenza. Il I suo corpo venne messo in un sarcofago che è stato Successivamente adibito alla raccolta delle elemosine ed è tuttora conservato nella Basilica di S. Giulio.
Nel 773 Carlo Magno depose Desiderio, ultimo re dei Longobardi e restituì al vescovo di Novara la Riviera di S. Giulio. Con la sconfitta dei Longobardi da parte dei Franchi, i ducati vennero divisi in comitati, con a capo un conte o un visconte.
Dopo la divisione dell'impero franco dovuta al crollo della dinastia carolingia, si apre un periodo di grandi turbolenze e lotte tra i feudatari che tentano di cingersi il capo con la corona di ferro, simbolo del potere degli antichi re longobardi, e l'impero sassone. Ed è sempre in questo periodo che acquisiscono maggiore autorità e potenza i vescovi che appoggiando alternativamente i contendenti, ottengono immunità e privilegi per le loro terre.
Nel 950 re Berengario II tolse la Riviera ai vescovi. Nel 957 ci fu il primo assedio contro l'isola da parte di Litolfo, figlio di Ottone I il Grande, imperatore del Sacro Romano Impero, re di Germania (incoronato nel 936), d'Italia (incoronato nel 961) e poi fatto imperatore a Roma nel 962 dal papa in persona. Berengario fu sconfitto ma non domato e nel 962 Ottone stesso tornò in Italia per combatterlo. Mentre Berengario fuggiva al forte di San Leo, nel Montefeltro, la moglie Willa, portando con sé tutti i tesori che avevano radunato nel palazzo reale di Pavia si rifugiava nell'isola di S. Giulio preparandosi a una lunga difesa e rinforzando le mura del castello (chiama- te poi "il muro della regina").
Ottone pose il proprio quartier generale a Lagna, occupando anche Pella e bloccando la via di accesso a Orta.
La regina resistette all'assedio due mesi e poi si arrese. Ottone vittorioso, si impossessò del tesoro, ma in segno di rispetto per il coraggio da lei dimostrato, le consentì di raggiungere Berengario e accettò di tenere a battesimo con l'imperatrice Adelaide, un bimbo nato nel corso dei combattimenti, figlio di Perinzia, sorella di Arduino, marchese d'Ivrea e futuro re d'Italia, e di Roberto di Volpiano, uno dei più eroici difensori dell'isola. Al neonato, l'imperatore impose il nome di suo figlio Guglielmo, vescovo di Magonza.
I canonici dell'isola furono ricompensati per la loro fedeltà e la collaborazione prestata durante le trattative, così l'imperatore con proprio diploma del 29 luglio 962 (conservato nella Basilica, ma firmato in "villa quae dicitur Morta "), confermò e ampliò i loro diritti feudali e donò parecchie terre del territorio di Pombia. Il più antico documento recante il nome di Orta è proprio questo atto di donazione.
Anche se per dirsi giuridicamente costituita la signoria episcopale della Riviera occorrerà attendere il 1219, si può dire che la dominazione dei vescovi-conti novaresi è proseguita per dieci secoli, dalla fine del Vili secolo alla fine del XVIII secolo, tra alterne vicende in un continuo susseguirsi di conferme e sottrazioni di privilegi e poteri da parte di imperatori e re, e opposizione alle ambizioni territoriali dei Comuni.
La Riviera, divisa in Superiore (con a capo Orta) e Inferiore (con a capo Gozzano), poteva considerarsi una sorta di stato indipendente, con propri statuti e consuetudini, sotto la giurisdizione dei vescovi che ne affidavano il governo a un castellano che risiedeva all'isola (il primo fu Panieri da Momo, eletto nell'agosto del 1220) e la cui nomina doveva essere accettata dai Consigli di Orta e Gozzano. Per tutto il resto, ogni comune si amministrava per proprio conto; le questioni generali venivano affrontate dal Consiglio della Comunità che si riuniva in Orta.
I Visconti (Gian Galeazze prima e Filippo Maria poi), duchi di Milano che avevano unito dal 1395 anche Novara e il suo territorio ai propri possedimenti, confermarono tali privilegi.
Nel corso delle lotte per la conquista dello Stato di Milano, la Riviera fu teatro di violenze e saccheggi. Nel 1524, Anchise Visconti, inviato di Francesco II Sforza, mise a sacco il borgo di Orta reo di non aver pagato una tassa di 2.000 zecchini da lui imposta come contributo di guerra; rapì alcuni dei più facoltosi signori che liberò, sebbene il Senato milanese ne avesse riconosciuto i diritti, solo dietro pagamento di riscatto.
Nuove devastazioni seguiranno ad opera del successore di Anchise, Bonifacio Visconti, che occupò l'isola nel 1528 e tentò di costringere i paesi a nuove contribuzioni.
Gli abitanti però si ribellarono e il giorno della festa di S. Giulio, il 31 gennaio, anziché muoversi in processione verso la tomba del santo, assalirono l'isola per cacciare il Visconti.
I rinforzi pronta- mente accorsi in difesa di Bonifacio, resero vana l'iniziativa e Orta subì un nuovo saccheggio.
Una nuova sventura doveva abbattersi sul borgo: il capitano di ventura dell'esercito imperiale di Carlo V, Cesare Maggio si presentò con ingenti forze nel febbraio del 1529 per riscuotere un nuovo e più gravoso tributo dai rivieraschi. Gli abitanti di Orta lasciarono le loro case per rifugiarsi, con il consenso del vescovo Arcimboldo, sull'isola dove si prepararono alla difesa, mentre le popolazioni rivierasche attendevano in armi il segnale d'allarme della campana della torre di Buccione. Il Maggio occupò la spiaggia di Buccione e cinse d'assedio l'isola, mentre i suoi soldati saccheggiavano e razziavano tutto il possibile. Il vescovo Arcimboldo decise quindi di dare l'allarme.
La tradizione ci dice che due fratelli, inviati a Buccione per trasmettere l'ordine di suonare, furono uccisi dai soldati di Maggio. Entrò allora in scena una donna diventata leggendaria nella storia del Cusio: Maria Canavese, che con il suo bimbo in braccio, riuscì ad entrare nella torte e a suonare le campane. Madre e figlio furono presi dai soldati e scaraventati dalla torre. Tutte le campane però si misero a suonare e le genti della riviera si sollevarono contro il Maggio che dovette fuggire con i suoi verso Omegna.
Nello stesso anno la popolazione di Orta mise in fuga il Viscontino di Massino e i suoi seguaci, i quali avevano tormentato gli abitanti locali per lungo tempo con molestie di ogni tipo. Il vescovo Arcimboldo per evitare il ripetersi di altri attacchi, chiese e ottenne da Carlo V il riconoscimento della sua giurisdizione sulla Riviera.
Nel Seicento, il potere vescovile cominciò a declinare, per giungere nel Settecento alla cessione completa dei privilegi di carattere legislativo, militare e di governo. Il 15 giugno 1767 il vescovo Balbis Bertone conferiva al re Carlo Emanuele III di Savoia, il dominio della Riviera, mantenendo solo il titolo di Principe di S. Giulio e d'Orta, Marchese di Vespolate e Signore di Soriso. Nel settembre gli abitanti giurarono, nel palazzo vescovile dell'isola, fedeltà al re che concesse loro privilegi e immunità.
Nel settembre del 1800, sotto Napoleone I, venne creato il Dipartimento dell'Agogna della Repubblica Cisalpina in cui verta compresa anche la Riviera. Il vescovo di Novara riavrà le sue terre dal Congresso di Vienna, ma non per molto. Nel 1817, infatti, il cardinal Morozzo rinunciò per sempre in favore del re Vittorio Emanuele I a ogni pretesa feudale sulla Riviera. Nel 1861 la Riviera divenne parte del Regno d'Italia.

 

Monumenti e Luoghi d'Interesse

Il centro di Orta, completamente pedonalizzato, è caratterizzato da strette viuzze: la principale corre parallela alla riva del lago intersecandosi con alcune ripide bue che si allontanano dal lago portando verso il Sacro Monte (Patrimonio Mondiale dell'UNESCO) o verso l'ampia zona dei parcheggi.

Al centro del paese si trova Piazza Motta, vero e proprio salotto affacciato sul lago, dalla quale partono le imbarcazioni dirette all'isola di San Giulio. La piazza è circondata su tre lati da edifici ben proporzionati allo spazio, per buona parte costituita da porticati. Sul lato nord si trova il Broletto, o Palazzotto di Orta San Giulio, risalente al 1582, costituito da un portico al piano terra, usato per il mercato, e una sala per riunioni al primo piano; qui si esercitava il potere legislativo, oltre che esecutivo per mezzo del Consiglio Generale (composto dai deputati del feudo vescovile) ed è considerato il simbolo del lungo periodo di autogoverno della regione. La costruzione è un connubio di elementi classici e rustici, come gli affreschi sulla facciata e l'irregolare scala esterna, le piccole colonne del portico e il tetto in beole. L'edificio culmina con una piccola torre campanaria. L'attuale sede del municipio di Orta è Villa Bossi, con un bel giardino affacciato sul lago. Di fronte al broletto inizia un'ampia strada in salita denominata "Motta" (via Caire Albertoletti), interamente pavimentata in sassi, alla cui sommità è posta la parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1485 e ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo. La salita è fiancheggiata da antiche case tipiche e alcuni palazzi storici tra cui Palazzo Gemelli, risalente al XVI secolo caratterizzato da tre diversi corpi di fabbrica, la cornice arrotondata e alcuni dipinti in facciata e, sul lato opposto, il neoclassico palazzo De Fortis Penotti.

Fa parte del comune di Orta San Giulio l'unica isola del Lago d'Orta, l'isola di San Giulio, che dista circa 400 metri dalla riva. L'isola è dominata dall'edificio dell'ex seminario, costruito nel 1844 sulle rovine del castello. Il seminario ospita oggi il convento di monache benedettine di clausura Abbazia Mater Ecclesiae. Sull'isola si trova anche la basilica di San Giulio, il più importante monumento romanico del novarese. Polo economico della città, è luogo di culto e di estrema importanza. Legro domina il lago e la zona adiacente. La frazione Legro del comune di Orta San Giulio è stata recentemente ribattezzata "paese dipinto"; dal 1998, su modello di Arcumeggia, in provincia di Varese, il centro storico è stato decorato con una serie di affreschi sui muri delle case da artisti provenienti da tutta Italia e dall'Europa. I soggetti dei dipinti richiamano ai film ambientati e girati sul lago d'Orta e alle storie del poeta Gianni Rodari. Tale insieme costituisce oggi il "Museo del Cinema all'Aria Aperta".

 

 

FONTE: Wikipedia - Comune di Orta San Giulio

Informazioni Cache

Essendo questa una Virtual Cache, per poter loggare il vostro ritrovamento, è obbligatorio allegare al log due foto con i seguenti requisiti:

1: Dalle coordinate del listing scattare una foto con lo sfondo dell'Isola di San Giulio; la foto dovrà contenere anche la vostra immagine o in alternativa un foglietto con il vostro nickname o un segno di riconoscimento che vi contraddistingua.

2. Dalle coordinate del listing scattare una foto con lo sfondo del Broletto (chiamato anche Palazzotto di Orta San Giulio); la foto dovrà contenere anche la vostra immagine o in alternativa un foglietto con il vostro nickname o un segno di riconoscimento che vi contraddistingua. 

IMPORTANTE: le fotografie sono obbligatorie, i log che non rispettano i requisiti saranno cancellati senza preavviso!!

Virtual Rewards 3.0 - 2022-2023

Questa Virtual Cache fa parte di una versione limitata creata tra il 1 Marzo 2022 e il 1 Marzo 2023. Solo 4.000 proprietari di cache hanno avuto l'opportunità di nascandere tale Virtual Cache. Scopri di più su Virtual Rewards 3.0 Geocaching Blog.

Questa cache fa parte dell'Orta Trail, una serie di cache che vi farà scoprire la bellazza di Orta San Giulio e delle sue frazioni, chiunque troverà tutte le cache potrà aggiungere sul proprio profilo utente il badge commemorativo copiando e incollando questo testo oppure aggiungendo direttamente l'immagine sottostante: (Lista cache dell'Orta Trail)

 

<a href="https://coord.info/GC9Y1ND"><img src="https://s3.amazonaws.com/gs-geo-images/442a540a-a0ea-4b12-8465-60ebddf416f3.png" height="150" /></a>

 

 Orta San Giulio

Orta San Giulio (Òrta in Piedmontese and Lombard) is an Italian town of 1 273 inhabitants in the province of Novara in Piedmont. It is part of the circuit of the most beautiful villages in Italy and is awarded the orange flag by the Italian Touring Club.

Orta is located in the middle of the eastern shore of Lake Orta, at the end of a hilly promontory that slopes down towards the shore, 45 kilometers from the capital Novara. The main nucleus of the inhabited area rises on the shore of the lake in front of the island of San Giulio, which is also part of the municipal territory, while the hamlet of Legro rises halfway up the hillside behind it. The hamlet of Imolo is made up of a few houses overlooking the lake, along the state road 229 in the direction of Gozzano, while the small nucleus of Corconio is located a few kilometers further south, hidden from the road, on a terrace about fifty meters above the lake level.

History

The territory of Lake Orta, as evidenced by some findings, was inhabited since prehistoric times by central European and then Gallo-Celtic tribes; later there was the slow and difficult Roman penetration, consolidated only during the empire. At the end of the 4th century, Christianity arrived on the Riviera thanks to the two brothers Giulio and Giuliano who abandoned the Greek island of Aegina to escape persecution against Christians. With the consent of the emperor Theodosius, the two brothers set out with great zeal to tear down the pagan temples, building churches sacred to Christ in their place. Giulio and Giuliano thus erected ninety-nine churches and thinking that their life was now about to end, they hastened to erect the hundredth and prepare a tomb in which to rest forever.
Giulio then left his brother in Cozzano and walked towards the shores of the lake from which you could see a small island uninhabited by man but which was known to be infested with dragons and snakes. He did not find a boat and therefore spread his cloak on the water, got on it and, with the help of the pilgrim's stick, reached the island. Armed "only with the sign of the Cross" he chased away the snakes and began the construction of his he last church on the top of the rock.
Tradition has it that after laying the foundations, he began construction again in a more accessible place on the island, where the Basilica now stands.
At the end of the works, in 392 he died and was buried in his hundredth church. The Roman senator Sant'Audenzio and the bishop of Sion Elia were also buried in the same place, who with a group of monks had sought refuge on the island to escape the Aryan persecutions and who, on the death of the saint, succeeded him as head of the community that was formed.
It is believed that Onorato (489-500), seventh bishop of Novara, was the first to extend his authority on the island by starting the construction of defense works continued by his successors.
The islands of the lakes, especially in the Middle Ages, were strategically very important. In fact, during the barbarian invasions they represented a safe place sheltered from the invaders from the north, who, having no fleets, could not move quickly to the assault.
In 575, the Lombards divided the kingdom into duchies. Mimulfo came into possession of the Upper Novarese, with the task of preventing the Franks from entering Ossola. The Franks however managed to cross the Simplon and in 590 Agilulfo, Duke of Turin, elected king of the Lombards, had Mimulfo beheaded for failing to offer valid resistance. His first body was placed in a sarcophagus which was subsequently used for the collection of alms and is still preserved in the Basilica of S. Giulio.
In 773 Charlemagne deposed Desiderio, the last king of the Lombards and returned the Riviera of San Giulio to the bishop of Novara. With the defeat of the Lombards by the Franks, the duchies were divided into committees, headed by a count or a viscount.
After the division of the Frankish empire due to the collapse of the Carolingian dynasty, a period of great turbulence and struggles begins between the feudal lords who try to gird their heads with the iron crown, symbol of the power of the ancient Lombard kings, and the empire Saxon. And it is always in this period that the bishops acquire greater authority and power and, by alternately supporting the contenders, obtain immunities and privileges for their lands.
In 950 King Berengar II took the Riviera from the bishops. In 957 there was the first siege against the island by Litolfo, son of Otto I the Great, emperor of the Holy Roman Empire, king of Germany (crowned in 936), of Italy (crowned in 961) and then made emperor in Rome in 962 by the pope himself. Berengario was defeated but not tamed and in 962 Ottone himself returned to Italy to fight him. While Berengario fled to the fort of San Leo, in Montefeltro, his wife Willa, taking with her all the treasures they had gathered in the royal palace of Pavia, took refuge in the island of San Giulio, preparing for a long defense and reinforcing the walls of the castle. (later called "the queen's wall").
Ottone set up his headquarters in Lagna, also occupying Pella and blocking the access road to Orta.
The queen withstood the siege for two months and then surrendered. Victorious Ottone took possession of the treasure, but as a sign of respect for the courage she had shown, he allowed her to reach Berengar and agreed to baptize with the Empress Adelaide, a child born in the course of the fighting, son of Perinthia, sister of Arduino, Marquis of Ivrea and future king of Italy, and of Roberto di Volpiano, one of the most heroic defenders of the island. The emperor gave the newborn the name of his son William, bishop of Mainz.
The canons of the island were rewarded for their loyalty and collaboration during the negotiations, so the emperor with his own diploma of 29 July 96

 

Monuments and Places of Interest

The center of Orta, completely pedestrianized, is characterized by narrow streets: the main one runs parallel to the shore of the lake intersecting with some steep oxen that move away from the lake leading towards the Sacro Monte (UNESCO World Heritage Site) or towards the wide area of parking lots.

At the center of the town is Piazza Motta, a real living room overlooking the lake, from which boats leave for the island of San Giulio. The square is surrounded on three sides by buildings well proportioned to the space, mostly consisting of arcades. On the north side is the Broletto, or Palazzotto di Orta di San Giulio, dating back to 1582, consisting of a portico on the ground floor, used for the market, and a meeting room on the first floor; here the legislative power was exercised, as well as executive through the General Council (composed of the deputies of the bishop's estate) and is considered the symbol of the long period of self-government of the region. The construction is a combination of classic and rustic elements, such as the frescoes on the facade and the irregular external staircase, the small columns of the portico and the gneiss roof. The building culminates with a small bell tower. The current seat of the town hall of Orta is Villa Bossi, with a beautiful garden overlooking the lake. In front of the broletto begins a wide uphill road called "Motta" (via Caire Albertoletti), entirely paved with stones, at the top of which is the parish church of Santa Maria Assunta, built in 1485 and rebuilt in the second half of the 18th century. The climb is flanked by ancient typical houses and some historic buildings including Palazzo Gemelli, dating back to the 16th century characterized by three different buildings, the rounded frame and some paintings on the facade and, on the opposite side, the neoclassical Palazzo De Fortis Penotti.

The only island of Lake Orta is part of the municipality of Orta San Giulio, the island of San Giulio, which is about 400 meters from the shore. The island is dominated by the former seminary building, built in 1844 on the ruins of the castle. The seminary now houses the convent of Benedictine cloistered nuns Abbazia Mater Ecclesiae. On the island there is also the basilica of San Giulio, the most important Romanesque monument in the Novara area. Economic hub of the city, it is a place of worship and of extreme importance. Legro dominates the lake and the adjacent area. The Legro fraction of the municipality of Orta San Giulio has recently been renamed "painted village"; since 1998, based on the model of Arcumeggia, in the province of Varese, the historic center has been decorated with a series of frescoes on the walls of the houses by artists from all over Italy and Europe. The subjects of the paintings recall the films set and shot on Lake Orta and the stories of the poet Gianni Rodari. This whole constitutes today the "Open Air Cinema Museum".

 

 

LINKS: Wikipedia - Comune di Orta San Giulio

Cache Information

Since this is a Virtual Cache, in order to log your discovery, it is mandatory to attach two photos to the log with the following requirements:

1: From the coordinates of the listing, take a photo with the background of the Island of San Giulio; the photo must also contain your image or alternatively a piece of paper with your nickname or an identification mark that distinguishes you.

2. From the coordinates of the listing, take a photo with the background of the Broletto (palazzotto di Orta San Giulio); the photo must also contain your image or alternatively a piece of paper with your nickname or an identification mark that distinguishes you.

IMPORTANT: photographs are mandatory, logs that do not meet the requirements will be deleted without notice!!

Virtual Rewards 3.0 - 2022-2023

This Virtual Cache is part of a limited release of Virtuals created between March 1, 2022 and March 1, 2023. Only 4,000 cache owners were given the opportunity to hide a Virtual Cache. Learn more about Virtual Rewards 3.0 on the Geocaching Blog.

This cache is part of the Orta Trail, a series of caches that will let you discover the beauty of Orta San Giulio and its surroundings. Anyone who finds all the caches can add the commemorative badge to their user profile by copying and pasting this text or directly adding the picture below: (Orta Trail Cache List)

 

<a href="https://coord.info/GC9Y1ND"><img src="https://s3.amazonaws.com/gs-geo-images/442a540a-a0ea-4b12-8465-60ebddf416f3.png" height="150" /></a>

 

Additional Hints (Decrypt)

Tbqrgriv vy oryyvffvzb obetb / Rawbl gur ornhgvshy pvgl

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)