Il 22 maggio 2022, tornando da un bell'event - anzi, due! (GC9T86F e GC9TC3N) - organizzati a Cavallirio da Cavabara con l'aiuto di Tetra68, sono passata da Gattinara per rivedere la casa che fu dei miei nonni paterni. Mentre ero lì, un po' in preda alla nostalgia, mi sono detta che una cache nei dintorni sarebbe stata bene, in parte perchè sarebbe stata la prima a condurre nel centro storico di Gattinara e in parte per il significato particolare che avrebbe avuto per me. Ecco quindi questa scatoletta, vicino alla chiesa principale della città, a pochi passi dalla casa dov'è cresciuto mio papà.
La chiesa
La chiesa di San Pietro sorse in epoca altomedievale, presso l’incrocio delle vie biellesi per il Novarese e di quella vercellese per le valli del Sesia e dell’Ossola: il rinvenimento di alcune sepolture d’epoca romana, avvenuto nell’Ottocento durante la demolizione della parrocchiale quattrocentesca, testimonia una remota occupazione del sito. In un documento del 1147 è citata come pieve alla quale fanno capo tutti gli insediamenti dei dintorni, tra i quali soprattutto il villaggio di Gatinaria.
Verso il 1470 inizia la ricostruzione ex novo dell’edificio, probabilmente terminata verso il 1515-1525, edificato in stile gotico lombardo con abside poligonale e largo uso di formelle in cotto istoriate. Nel 1529 il cardinale Mercurino Arborio di Gattinara, gran cancelliere dell’Imperatore Carlo V, stabilisce, nel suo testamento, che, alla sua morte, intorno alla chiesa di S. Pietro sorga un monastero capace di ospitare nove Canonici Regolari Lateranensi scelti tra i membri della famiglia Arborio. Nel 1530 il porporato muore e, conformemente alle sue disposizioni, viene sepolto in S. Pietro, sotto la predella dell’altar maggiore, al fine di essere calpestato durante le funzioni religiose in segno di grande umiltà. Poco dopo inizia la costruzione del monastero, terminata probabilmente nel 1542.
Nel 1798-99 sono soppresse tutte le case dei Lateranensi presenti negli stati sardi, e il convento diviene casa parrocchiale, essendosi sciolta la collegiata ivi esistente; nel 1797 i giacobini gattinaresi distruggono la sepoltura del cardinale Mercurino, le cui spoglie verranno ritrovate solo durante i lavori ottocenteschi. Intanto la chiesa risulta insufficiente per l’accresciuta popolazione del borgo, perciò fin dal 1820 il progetto per la ricostruzione dell’edificio viene affidato all’architetto gattinarese Pietro Delmastro, che nello stesso anno si occupa di ricostruire in stile neoclassico il campanile quattrocentesco, colpito da un fulmine.
Nel 1833, durante i lavori, si riportano alla luce le spoglie di Mercurino, credute perse dopo la distruzione del 1797. I lavori proseguono a fasi alterne per poco più di un trentennio, con lunghe e frequenti interruzioni a causa della mancanza di fondi, fino al 1868, anno in cui muore l’architetto Delmastro. Il completamento della fabbrica viene dunque affidato all’architetto vercellese Edoardo Arborio Mella, notissimo all’epoca per i suoi restauri “in stile” a molti edifici medievali piemontesi. Il Mella però fornisce un progetto di gusto neoromanico che prevede praticamente la distruzione di tutto quanto finora costruito, compresi i lavori da poco terminati alle cappelle laterali, cosicché i lavori si fermano nuovamente.
Nel 1879 un sostanzioso lascito testamentario permette di riaprire il cantiere, perciò, non ritenendo attuabile il progetto del Mella, si richiede un nuovo disegno all’architetto Giuseppe Locarni. Ecco che nel 1882 la costruzione può riprendere, con l’innalzamento delle colossali colonne e del tamburo della navata principale; questa viene coperta con una grandiosa cupola in ferro e laterizio, divenuta da subito simbolo della città.
Nel 1884 la cupola è pressoché terminata, e nel 1888, dopo alcuni anni di ripuliture e restauri, viene consacrata la chiesa: della antica costruzione medievale rimangono parte del campanile e la bella facciata in mattoni rossi, ornata di formelle in cotto istoriato dai motivi a foglie di vite, grappoli d’uva, puttini e colonnine tortili, oltre a formelle con la rappresentazione di alcuni santi. Nel 1899 vengono traslate le spoglie del Cardinale in un nuovo sepolcro ai piedi del nuovo altare maggiore, con realizzazione di una nuova pietra tombale. Quella antica, rovinata dai giacobini, è tuttora visibile nella sua sede originale. Al 1958-59 data una radicale ridecorazione della chiesa, e, soprattutto, della cupola, che conferisce all’interno dell’edificio l’aspetto attuale.
L’interno della chiesa, cui si accede tramite i tre portoni barocchi in legno intagliato, è dominato dalla ripetizione, a livello di navata, presbiterio, coro e sacrestia, di un modello di pianta circolare, come dall’originario progetto di Delmastro: fasci di colonne segnano le intersezioni tra i vari spazi, cadenzando solennemente il passaggio tra i diversi piani d’osservazione, fino a concentrare lo sguardo nella zona presbiteriale, dominata dalla statua di San Pietro. Grandi arconi sorretti da colonne ritmano le pareti dell'aula ed incorniciano le cappelle, generando uno spazio centrale a pianta ottagonale, coperto dall’alta cupola, la cui decorazione a fresco, raffigurante i santi maggiormente venerati a Gattinara, è opera del pittore ticinese Mario Gilardi (1958).
La prima cappella a destra di chi entra conserva una pregevole cancellata, probabilmente settecentesca, in ferro battuto, che racchiude l’altare dedicato a San Giuseppe. Proseguendo verso il presbiterio si incontra la cappella del Sacro Cuore, risistemata nella prima metà del ‘900 ma dotata di un equilibrato altare marmoreo antico. Settecentesco è il prezioso altare in marmi policromi dedicato alla Vergine del Carmine, posto nella terza cappella e dotato di una pregevole statua lignea della titolare: nel 1738 risultava presente una confraternita eretta sotto questo titolo.
Al livello inferiore della navata sinistra, si apre una cripta oggi adibita a sacrario per i caduti in guerra.
Accanto all’altare del Santissimo, si può ammirare la statua lignea originale della Vergine di Rado (XV secolo), oggi sostituita nel santuario omonimo da una copia.
Curiosità architettonica
La cache è nascosta all'esterno della chiesa, in un punto in cui potrai osservare la tecnica edilizia a “spina di pesce”, già in uso in epoca romana.
Colonna sonora
Questa è, più o meno, la melodia delle campane della chiesa, che sentivo da bambina quando venivo a trovare i miei nonni (il video riguarda un'altra chiesa):
Campane
Sitografia
www.comune.gattinara.vc.it
www.invalsesia.it/chiesa-san-pietro-gattinara
www.youtube.com

Questa cache fa parte della serie Geo Summer Games 2022.
This cache take part to the Geo Summer Games 2022.
La cache ovviamente continuerà a essere disponibile anche dopo i Geo Summer Games 2022!
The cache of course will keep on to be available after the end of the Geo Summer Games 2022!