Le aiuole davanti alla Stazione di Borgo San Lorenzo, ristrutturate e dedicate alla storia d'amore tra la scrittrice e il poeta
Follemente innamorati. La storia d’amore tra la scrittrice Sibilla Aleramo (vero nome Rina Faccio, 1876-1960) e un Dino Campana (1885-1932) troppo spesso liquidato come ‘poeta matto’, fu meno breve che travolgente. Durò solo sei mesi, nel 1916. Folle, delirante, non di rado violenta. Ma nulla a che vedere con le orride sopraffazioni di cui oggi abbiamo notizie ahimé quasi quotidiane. Dino e Sibilla si amarono davvero. I giardini della stazione di Borgo erano uno dei loro luoghi d’incontro, quando Sibilla scriveva dalla vicina Villa La Topaia: “Non c’è passione, ardore, follia più giusta di questo amore…”
Il poeta Dino Campana
“Ci siamo meritati il miracolo“, la frase di Sibilla Aleramo viene ripresa testualmente dalla mia amica Beatrice Niccolai. Scrittrice e poetessa, Beatrice ha proposto di intitolare il giardino ai due amanti in occasione de Il vicolo della poesia, una iniziativa del pari da lei voluta che si ripete ogni estate a Borgo. Mi racconta: “C’è stato un convergere di forze ed entità del territorio che ha condotto a un risultato insperato. Il giardino sarà ora curato dai ragazzi dell’Agrario del Chino Chini e da quelli della scuola Penny Wirton, che in particolare annaffieranno laddove non arriva l’irrigazione. Ma non solo. Pianteranno nuovi fiori ed erbe. Lo sottrarranno al rischio incuria. Stamani, poi, con un nutrito gruppo di studenti delle medie e delle superiori, qui si è parlato di Dino e Sibilla. Della loro storia di passione incontenibile. Della figura modernissima della scrittrice e della sua voglia di emancipazione e di libertà. Tutti argomenti un tempo assolutamente tabù.”