
Il Trail della Vaca Mora
Le cache di questo trail sono tutte nascoste lungo la pista ciclopedonale ricavata dal vecchio tracciato della ferrovia che dalla pianura saliva all'altopiano di Asiago.
Si tratta di 30 cache di tipo traditional dislocate lungo un percorso di circa 15 Km, adatto per famiglie e bambini, che da Asiago arriva fino a Campiello con un dislivello di circa 100 m.
In alcune cache troverete degli indizi che vi permetteranno di calcolare le coordinate per la Bonus Cache finale.
Ghelpach
Il Ghelpach è un torrente dell'Altopiano dei Sette Comuni, che dà il nome all'omonima valle. Il nome del torrente è in lingua cimbra ed in italiano significa torrente di Gallio. Esso nasce dalle pendici occidentali del Monte Ongara e dopo aver attraversato i paesi di Gallio ed Asiago, scompare inghiottito nel sottosuolo. Un tempo il torrente sfociava nel torrente Assa, in Val d'Assa.
Il torrente Ghelpach è il relitto di un antico scaricatore glaciale, ora alimentato dall'acqua contenuta nell'apparato morenico e nel cono proglaciale della lingua della Val di Nos, e lungo il suo alveo esistono inghiottitoi in parte ancora parzialmente otturati. A valle di Asiago, nella zona Stiklava, l'alveo è generalmente inattivo ma il torrente postglaciale, prima di seccarsi, è stato in grado di erodere gran parte dei depositi superficiali. Il torrente sparisce infatti inghiottito nel sottosuolo carsico dell'Altopiano.
Nel 2009, per studiare il bacino idrico del Ghelpach e determinare la zona di fuoriuscita delle sue acque, docenti del Politecnico di Torino e dell'Università di Firenze avevano immesso, nel punto in cui l'acqua veniva inghiottita dal sottosuolo, 20 kg di tracciante artificiale Tinopal CBS-X del quale però se ne era persa totalmente traccia. Ciò aveva fatto supporre che il colorante si fosse disperso in un bacino idrico sotterraneo dell'ordine di milioni di metri cubi. L'anno seguente tuttavia, un nuovo esperimento ha individuato nelle sorgenti delle Grotte di Oliero, le più importanti sorgenti valchiusane d'Europa, l'emissione delle acque del Ghelpach: tra il punto d'immissione del tracciante e l'uscita nell'Oliero ci sono circa 11 km che l'acqua contaminata dalla fluorescina ha percorso in circa una settimana.

La strada del trenino
La "Strada del vecchio trenino" è un semplice itinerario in gran parte su sterrato leggero che può essere percorso a piedi o in mountain bike. Il percorso corre lungo parte del vecchio tracciato della linea ferroviaria a cremagliera Rocchette-Asiago, ora dismessa.
La pista si snoda per circa 15 Km in gran parte immersa nel bosco sempre con un andamento abbastanza rettilineo e con pendenze "ferroviarie". Il punto di partenza è lo Stadio del Ghiaccio di Asiago, dove si trova un ampio piazzale dove è possibile parcheggiare l'auto. Partiti dal parcheggio si passa dietro alla vecchia stazione di Asiago, proseguendo poi attraverso l'area camper in direzione Canove.
Lungo il sentiero, nei pressi di Canove è possibile visitare il Museo della Grande Guerra, dove sono conservati oltre 5000 documenti e reperti che testimoniano come furono vissuti quegli anni sull'Altopiano. All'esterno del Museo si trova una locomotiva del tutto simile alla “Vaca Mora” cioè il treno a cremagliera che, fino al 1955, percorreva il tragitto dalla pianura ad Asiago.
Dopo Canove il percorso si immette in un tratto boschivo fino a raggiungere Cesuna e poi Tresche Conca, attraversando due caratteristiche gallerie che facevano parte della vecchia linea ferroviaria. Da qui la strada è praticamente tutta in discesa fino a Campiello (dove si ferma questo trail).

La Vaca Mora
“Vaca mora” era il termine popolare con cui veniva chiamato il trenino a vapore che si arrampicava sbuffando dalla pianura vicentina fin sull’Altopiano di Asiago (più in generale i treni a vapore di montagna, alcuni dotati di cremagliera).
Una curiosa spiegazione dell'appellativo "Vaca Mora" viene raccontata da Chiericato e Gasparella nel loro libro "Ferrovia a cremagliera Rocchette-Asiago": nel secondo dopoguerra, era consuetudine che i mariti facoltosi mandassero le consorti in villeggiatura ad Asiago per trascorrere le famose settimane bianche. I mariti, impegnati nel loro lavoro, rimanevano però a casa, così “affidavano” le loro gentili signore ai maestri di sci perché imparassero questa attività di svago. Quando i sabati successivi i mariti salivano in treno all’Altopiano per riportare a casa le mogli, qualche ferroviere burlone si inventò di porre una traversina in ferro sul fumaiolo della locomotiva; in questo modo il fumo, uscendo, si biforcava a mò di corna…
Il tratto di ferrovia tra le stazioni di Cogollo e di Campiello della Rocchette-Asiago era provvisto di cremagliera per far superare al treno un dislivello di quasi 700 metri in poco più di 6 Km. Nell’impegnare questo tragitto il treno avanzava con grande fatica e molto lentamente a circa 10 Km/h. Qui “i giovani baldanzosi, volendo far vedere agli amici e alle ragazze il loro coraggio, scendevano dal treno” in movimento, “andavano a raccogliere un fiore e poi di corsa riuscivano a risalire nell’ultima carrozza con il fiatone e consegnavano l’omaggio alla ragazza più bella con un grande inchino”.

The Trail
The caches of this trail are all hidden along the cycle / pedestrian path obtained from the old railway track that rose from the plain to Asiago plateau. There are 30 "traditional" caches located along a path of about 15 km, suitable for families and children, from Asiago to Campiello, with a difference in height of about 100 m. In some caches you will find hints that will allow you to calculate the coordinates for the final Bonus cache.
The road of the little train
The "Old road of the train" is a simple itinerary mostly on a light dirt road that can be traveled on foot or by mountain bike. The route runs along part of the old route of Rocchette-Asiago rack railway, now disused.
The track winds for about 15 km largely immersed in the woods, always with a fairly straight course and with "railway" slopes. The starting point is the Asiago Ice Stadium, where there is a large square where you can park your car (camper area nearby).
Along the path, near Canove, it is possible to visit the Museum of the Great War. Outside the museum there is a locomotive very similar to the "Vaca Mora" that is the rack train which, until 1955, traveled the route from the plain to Asiago.
After Canove the route enters a wooded stretch until it reaches Cesuna and then Tresche Conca, crossing two characteristic tunnels that were part of the old railway line. From here the road is practically all downhill to Campiello (where this trail stops).
The "Vaca Mora"
"Vaca mora" (Black cow) was the popular term used to call the steam train that climbed puffing from Vicenza plain to Asiago plateau .
A curious explanation of the nickname "Vaca Mora" is told by Chiericato and Gasparella in their book "Rocchette-Asiago rack railway": after World War II, it was customary for wealthy husbands to send their spouses on holiday in Asiago to spend the famous weeks white. The husbands, busy in their work, however, remained at home, so they "entrusted" their kind ladies to the ski instructors so that they could learn this leisure activity. When husbands took the train to the Plateau on the following Saturdays to bring their wives home, some jokey railway worker invented to place an iron sleeper on the chimney of the locomotive; in this way the smoke, coming out, forked like horns ...
The stretch of railway between the stations of Cogollo and Campiello della Rocchette-Asiago was equipped with a rack to make the train overcome a difference in height of almost 700 meters in just over 6 km. very slowly at about 10 Km / h. Here "the bold young people, wanting to show their friends and girls their courage, got off the train in motion, they went to pick a flower and then ran to get back into the last carriage out of breath and delivered the gift to the most beautiful girl with a big bow ”.