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VM23 Treschè Conca Traditional Cache

Hidden : 8/19/2022
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:


Il Trail della Vaca Mora

Le cache di questo trail sono tutte nascoste lungo la pista ciclopedonale ricavata dal vecchio tracciato della ferrovia che dalla pianura saliva all'altopiano di Asiago. 
Si tratta di 30 cache di tipo traditional dislocate lungo un percorso di circa 15 Km, adatto per famiglie e bambini, che da Asiago arriva fino a Campiello con  un dislivello di circa 100 m.
In alcune cache troverete degli indizi che vi permetteranno di calcolare le coordinate per la Bonus Cache finale.

Tresché Conca

Treschè Conca (Skada o Kunka in cimbro) è una località montana dell'Altopiano dei Sette Comuni, in provincia di Vicenza; un tempo comune autonomo, è ora inclusa nel territorio della municipalità di Roana. Conta una popolazione di circa 631 abitanti. Ha origine nel 1798 e si trova a circa 10 km da Asiago. È luogo di villeggiatura sia estivo che invernale.
Treschè Conca si trova tra Cogollo del Cengio e Canove di Roana (rispettivamente a nord della prima e a sud/sud-ovest della seconda), a 5 km ad ovest di Cesuna, a 10 km a sud di Roana e a 10 km a sud-ovest di Asiago.
È situata a 1079 metri di altitudine.
Della località si hanno notizie sin dal Medioevo, quando è citato un castello di nome "Conca".
Il termine "Treschè", seguito dall'appellativo alto-tedesco o cimbro Kincel o Chinchel (che forse significava "Conca") è citato invece a partire dal XIV secolo.
Nel 1400 si erano stabilite 26 famiglie. Il nucleo originario era rappresentato dai Panocio ("raccoglitori di pannocchie") italianizzato in Panozzo, famiglie provenienti da Cogollo del Cengio.
A partire dal 1798, in seguito alla divisione da Cogollo, Treschè Conca divenne un comune autonomo con 69 famiglie stabilmente presenti. Nello stesso anno, con la costituzione della parrocchia più elevata della diocesi di Padova fu fondata anche la chiesa-oratorio dedicata a San Luigi Gonzaga, che costò la cifra di 1 200 ducati.
Nella chiesa-oratorio si verificò nel 1827 un'aperta contestazione nel confronti di un sacerdote, "reo" di prediche troppo lunghe o "imprudenti".
Agli inizi del XX secolo, Treschè Conca registrò il suo picco demografico, con una popolazione di 1000 abitanti, che in seguito si sarebbe fortemente ridotta a causa delle emigrazioni in Paesi stranieri.
Dopo il primo anno sostanzialmente tranquillo della Grande Guerra, il 15 maggio 1916 gli austro-ungarici lanciarono la Strafexpedition (spedizione punitiva), fino a quel momento la più grande offensiva contro l'Italia. In seguito all'iniziale sfondamento del fronte, fu ordinato lo sgombero di tutta la popolazione dell'Altopiano dei Sette Comuni. Iniziò cosi una diaspora diffusa praticamente in tutta l'Italia e parte della popolazione di Treschè Conca, guidata dal parroco locale, si trasferì a Nanto. Qui i "profughi" provenienti dall'Altopiano furono inizialmente trattati con ostilità perché poveri e disperati (avendo dovuto lasciare tutto ed esser pronti a partire in pochissime ore), poi naturalmente le cose cambiarono creando legami che ancor oggi si mantengono. Al termine della Prima Guerra Mondiale, i profughi ritornarono trovando solo macerie e devastazione; seguì una veloce ricostruzione dopo la quale però, in mancanza di lavoro sicuro e redditizio, ricominciò l'emigrazione.
Nel 1929 Treschè Conca passò definitivamente sotto l'amministrazione comunale di Roana.
Il 27 aprile 1945, nel corso della seconda guerra mondiale, si verificò ai Fondi di Treschè Conca la peggior rappresaglia da parte delle truppe tedesche che si sia mai verificata nei confronti della popolazione civile dell'Altopiano di Asiago.
Nel corso di quella che sarà ricordata come la strage di Treschè Conca, furono uccisi otto partigiani e dodici civili (due dei quali furono uccisi nella prima casa rastrellata, mentre gli altri dieci furono prelevati dalle loro case e in seguito fucilati).
A qualche chilometro dal centro abitato di Treschè Conca, a Punta Corbin, si trova il Forte Corbin.

 

La strada del trenino

La "Strada del vecchio trenino" è un semplice itinerario in gran parte su sterrato leggero che può essere percorso a piedi o in mountain bike. Il percorso corre lungo parte del vecchio tracciato della linea ferroviaria a cremagliera Rocchette-Asiago, ora dismessa. 
La pista si snoda per circa 15 Km in gran parte immersa nel bosco sempre con un andamento abbastanza rettilineo e con pendenze "ferroviarie". Il punto di partenza è lo Stadio del Ghiaccio di Asiago, dove si trova un ampio piazzale dove è possibile parcheggiare l'auto. Partiti dal parcheggio si passa dietro alla vecchia stazione di Asiago, proseguendo poi attraverso l'area camper in direzione Canove.
Lungo il sentiero, nei pressi di Canove è possibile visitare il Museo della Gr​ande Guerra, dove sono conservati oltre 5000 docu​menti e reperti che testimoniano come furono vissuti quegli anni sull'Altopiano. All'esterno del Museo si trova una locomotiva del tutto simile alla “Vaca Mora” cioè il treno a cremagliera che, fino al 1955, percorreva il tragitto dalla pianura ad Asiago.
Dopo Canove il percorso si immette in un tratto boschivo fino a raggiungere Cesuna e poi Tresche Conca, attraversando due caratteristiche gallerie che facevano parte della vecchia linea ferroviaria. Da qui la strada è praticamente tutta in discesa fino a Campiello (dove si ferma questo trail).

La Vaca Mora

“Vaca mora” era il termine popolare con cui veniva chiamato il trenino a vapore che si arrampicava sbuffando dalla pianura vicentina fin sull’Altopiano di Asiago (più in generale i treni a vapore di montagna, alcuni dotati di cremagliera).
Una curiosa spiegazione dell'appellativo "Vaca Mora" viene raccontata da Chiericato e Gasparella nel loro libro "Ferrovia a cremagliera Rocchette-Asiago": nel secondo dopoguerra, era consuetudine che i mariti facoltosi mandassero le consorti in villeggiatura ad Asiago per trascorrere le famose settimane bianche. I mariti, impegnati nel loro lavoro, rimanevano però a casa, così “affidavano” le loro gentili signore ai maestri di sci perché imparassero questa attività di svago. Quando i sabati successivi i mariti salivano in treno all’Altopiano per riportare a casa le mogli, qualche ferroviere burlone si inventò di porre una traversina in ferro sul fumaiolo della locomotiva; in questo modo il fumo, uscendo, si biforcava a mò di corna…
Il tratto di ferrovia tra le stazioni di Cogollo e di Campiello della Rocchette-Asiago era provvisto di cremagliera per far superare al treno un dislivello di quasi 700 metri in poco più di 6 Km. Nell’impegnare questo tragitto il treno avanzava con grande fatica e molto lentamente a circa 10 Km/h. Qui “i giovani baldanzosi, volendo far vedere agli amici e alle ragazze il loro coraggio, scendevano dal treno” in movimento, “andavano a raccogliere un fiore e poi di corsa riuscivano a risalire nell’ultima carrozza con il fiatone e consegnavano l’omaggio alla ragazza più bella con un grande inchino”.

The Trail

The caches of this trail are all hidden along the cycle / pedestrian path obtained from the old railway track that rose from the plain to Asiago plateau. There are 30 "traditional" caches located along a path of about 15 km, suitable for families and children, from Asiago to Campiello, with a difference in height of about 100 m. In some caches you will find hints that will allow you to calculate the coordinates for the final Bonus cache.

The road of the little train

The "Old road of the train" is a simple itinerary mostly on a light dirt road that can be traveled on foot or by mountain bike. The route runs along part of the old route of Rocchette-Asiago rack railway, now disused.
The track winds for about 15 km largely immersed in the woods, always with a fairly straight course and with "railway" slopes. The starting point is the Asiago Ice Stadium, where there is a large square where you can park your car (camper area nearby).
Along the path, near Canove, it is possible to visit the Museum of the Great War. Outside the museum there is a locomotive very similar to the "Vaca Mora" that is the rack train which, until 1955, traveled the route from the plain to Asiago.
After Canove the route enters a wooded stretch until it reaches Cesuna and then Tresche Conca, crossing two characteristic tunnels that were part of the old railway line. From here the road is practically all downhill to Campiello (where this trail stops).

The "Vaca Mora"

"Vaca mora" (Black cow) was the popular term used to call the steam train that climbed puffing from Vicenza plain to Asiago plateau .
A curious explanation of the nickname "Vaca Mora" is told by Chiericato and Gasparella in their book "Rocchette-Asiago rack railway": after World War II, it was customary for wealthy husbands to send their spouses on holiday in Asiago to spend the famous weeks white. The husbands, busy in their work, however, remained at home, so they "entrusted" their kind ladies to the ski instructors so that they could learn this leisure activity. When husbands took the train to the Plateau on the following Saturdays to bring their wives home, some jokey railway worker invented to place an iron sleeper on the chimney of the locomotive; in this way the smoke, coming out, forked like horns ...
The stretch of railway between the stations of Cogollo and Campiello della Rocchette-Asiago was equipped with a rack to make the train overcome a difference in height of almost 700 meters in just over 6 km. very slowly at about 10 Km / h. Here "the bold young people, wanting to show their friends and girls their courage, got off the train in motion, they went to pick a flower and then ran to get back into the last carriage out of breath and delivered the gift to the most beautiful girl with a big bow ”.

Additional Hints (Decrypt)

Crambynagr/Qnatyvat

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)