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I mulini di Baggero Traditional Cache

Hidden : 10/22/2022
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


Il nome BAGGERO deriva da ul bàger, il bastone su cui venivano appoggiati i secchi utilizzati dalle donne che si recavano al fiume Lambro per prendere l'acqua.
Il Lambro è da sempre testimone e artefice dello sviluppo economico di questo territorio. Proprio lungo le sue rive, dalla metà del Settecento, si sviluppò un'attività commerciale e manifatturiera che vide la nascita dell'operaio-contadino, inserito nel nuovo contesto economico, ma ancora legato alla terra. Mulini, magli, torchi e più tardi le industrie seriche traevano dalle acque correnti la forza motrice necessaria per il loro funzionamento. Tra questi vi erano i MULINI DI BAGGERO, risalenti al 1722, di proprietà del Monastero delle Benedettine di San Pietro di Cremella, sfruttati per la lavorazione del grano e per la produzione di olio. Nel 1818 le monache Benedettine vendettero la proprietà al conte Alessandro Sormani Andreani che in seguito la passò al figlio conte Lorenzo Sormani Andreani. In data 22 ottobre 1858, il conte vendette la proprietà al cavalier Domenico Porro alla cui morte fu ereditata dalla moglie Antonietta Nicolazzi, la quale la vendetta nel 1912 a Giuseppe Pangrazzi. Si arriva così nel 1932 quando divenne proprietario della struttura Attilio Mambretti. I mulini caddero in disuso negli anni 60 con l'avvento del boom economico. Furono disattivati i meccanismi di trasmissione, ma le opere idrauliche non vennero rimosse.

 

I Mulini di Baggero fanno parte di un sistema di quattro ruote idrauliche sfruttate per fornire energia meccanica ad un insediamento preindustriale.
Le materie prime che giungevano al mulino erano in parte finalizzate alla macinazione per la produzione di farina (frumento, mais, grano saraceno, segale, orzo, crusca), in parte per produrre olio (germe di grano, germe di mais, lino, girasole, ravizzone, mandorle, carrube, colza). Il mugnaio apriva le paratie che regolavano l'afflusso dell'acqua del Lambro, l'acqua cadeva sulle pale facendo girare la ruota idraulica motrice. L'albero motore trasmetteva il movimento a una seconda ruota dentata e l'albero verticale faceva girare la macina. Dalla tramoggia il grano cadeva tra le macine che lo frantumavano trasformandolo in farina. Se invece il macinato serviva per produrre olio esso veniva scaldato e torchiato. Lo scarto della torchiatura, i cosiddetti panèl, venivano venduti ai contadini che li adoperavano come mangime per gli animali.

Oggi i Mulini di Baggero rivivono grazie alla coraggiosa iniziativa intrapresa da Andrea Camesasca, figlio di Arnaldo proprietario dell'hotel-ristorante il Corazziere di Merone, che ha rilevato la struttura molitoria con il proposito di attuare un intervento di recupero e valorizzazione della stessa. All'interno dell'edificio, interamente ristrutturato, sorge un museo che racconta la storia agricola della Brianza. Con il recupero si è tornati a sfruttare l'energia idraulica del mulino ad acqua per la produzione di energia non più meccanica, ma elettrica. Questo progetto ha ottenuto dal Governo Italiano il prestigioso "Premio Nazionale per l'Innovazione" la seguente con motivazione: "per aver saputo reinterpretare in chiave moderna ed innovativa l'utilizzo dell'antica energia dell'acqua coniugandola con molteplici aspetti culturali, salutistici e di sostenibilità".
 

Additional Hints (Decrypt)

Zntargvpn

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)