L'itinerario è lo stesso della cache GC4TJCG, Il ponte del Diavolo.
Giunti alla località Benedetto nel comune di Gavirate-Oltrona al Lago (waypoint Parking), attraversando il torrente Tinella su di un caratteristico ponte in sassi, il cosiddetto "ponte di Artù" probabilmente di origine addirittura romana, ci si immette nel sentiero 21 del Parco regionale del Campo dei Fiori e si entra nel PERCORSO DELLA GEOLOGIA E DELLA STORIA DEL PAESAGGIO e la ex cava Rusconi.
In epoche lontane gli abitanti della zona sfruttavano questa cava per recuperare marna e argilla da utilizzare per l'edilizia.
L'affioramento che costituisce il fronte della cava, circa 100 milioni di anni fa era il fondale di un grande mare, la Neo Tetide. Le terre dei continenti erano raccolte in un unico agglomerato (Pangea) che si andava frammentando, in particolare le rocce di Morosolo corrispondono alla separazione dell'America meridionale e all'allontanamento del continente africano. Il fondale marino si corrugò e si formarono scarpate sottomarine per cui il materiale franato si accumulò sui fondali mentre le particelle più fini (limi e argille) si depositarono come fanghi che col tempo si consolidarono formando strati di calcari e marne.
Qui sono presenti diverse formazioni: Maiolica con affioramenti nella Valle del Tinella di età Giurassico Superiore–Cretacico Inferiore. Scaglia Rossa di età Cretacico Inferiore che costituisce quasi interamente lo spaccato di cava. Flysch del Varesotto, sedimenti terrigeni che affiorano alla sommità della cava di età Cretacico Superiore, costituito da alternanze di calcari e peliti. Depositi quaternari di origine glaciale, fluvioglaciale e alluvionale. Osservando la cava si possono identificare moltissimi strati sovrapposti, in queste formazioni sono presenti molti frammenti di gusci fossilizzati di gasteropodi e bivalvi.
Dopo la ricerca andate a vedere la cava, che merita.
La cache si trova appena fuori dal sentiero, nel bosco circostante.