Torre della Specola
A Sapri nei pressi di Santa Croce e a ridosso della S.S. 18 panoramica che và verso Villammare, si trova un complesso edilizio di rara bellezza, l’edificio dell’Istituto dei frati Bigi di Frate Ludovico da Casoria con la Chiesa di S. Croce e, dall’altra parte della S.S. 18, troviamo la ‘Specola’ o ‘Osservatorio astronomico’. La foto abbastanza recente, illustra la ‘Specola’ molti anni dopo l’ultimo intervento di recupero architettonico diretto dall’Arch. Magaldi di Sapri. Purtroppo dopo molti anni trascorsi dall’ultimo intervento, l’edificio versa in condizioni pietose. Sulla facciata dell’edificio vi è la lapide marmorea che ricorda la data di costruzione, 1927. L’edificio, chiamato “Specola” o “Osservatorio astronomico” è una costruzione di grande bellezza, dovuta al mecenate saprese Cav. Giuseppe Cesarino e risale alla successiva sistemazione della S.S.18, la strada panoramica che collega Sapri a Villammare ecc..
Foto d’epoca che illustra la costruzione della Specola, della chiesa e della strada in località S. Croce a SapriDecreto del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, del 29 marzo 1962, che approvava lo Statuto del nascente Consorzio per l’Industrializzazione del Golfo di Policastro.
Questi tre edifici, sono stati inaugurati nel 1925, come recita la lapide marmorea a memoria e ricordo del lascito e donazione del Cav. Giuseppe Cesarino che volle donare alla popolazione di Sapri questi tre stupendi edifici insieme alla sua residenza chiamata “Buon Pastore” adiacente la Villa Comunale di Sapri.
Lapide marmorea commemorativa dedicata al Cav. Cav. Uff. Guiseppe Cesarino che volle la costruzione della chiesa e della ‘Specola’
Le costruzioni furono fatte realizzare per volere del Cav. Giuseppe Cesarino appartenente ad una famiglia di origini sapresi al suo rientro alla nativa terra dal Brasile dove era emigrato.
La costruzione del primo corpo di fabbrica della “Specola”, avvenne ne 1926 e fu completata nel 1927. Sull’ingresso principale campeggia una lapide marmorea con su scritto: “Istituto Santa Croce – Torretta luogo di sports“. La costruzione della “Specola” fu decisa dopo la realizzazione del primo corpo di fabbrica dell’Istituto dei Frati Bigi e della bella Chiesa di S. Croce, ma soprattutto dopo la costruzione della sistemazione del piano stradale della S.S. 18. La ‘Specola’, nasce come ‘Osservatorio astronomico’ ed è posta sotto la costellazione del cigno. Forse in accordo con l’allora Sindaco dell’epoca Prospero La Corte (divenuto Sindaco nel 1822), il Cav. Cesarino volle la costruzione dell’Osservatorio astronomico proprio nel luogo dove erano sbarcati Nicotera e Pisacane nel 1857 ma purtroppo a ridosso della S.S. 18 e dei monumentali ruderi archeologici che dalla collinetta di Santa Croce si spingono con potedose strutture portuali verso il mare, le “Cammerelle” e le “Pilae” più avanti. Il luogo scelto dal Cav. Cesarino, era si un luogo adiacente all’edificio dell’ex Istituto dei P.P. Bigi di Fra Ludovico da Casoria – i cui frati con l’aiuto suo potettero realizzare la ‘Specola’ e la Chiesa di S.Croce – era detta ‘Banchina delle Camerelle’ che, con la Legge 635 del 22 giugno 1911, promulgata dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III, il Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti ed il Ministro Guardiasigilli Finocchiaro Aprile, aveva dichiarato quel luogo “Monumento Nazionale”. Purtroppo nel 1926, anno di costruzione della ‘Specola’, non esistevano leggi di tutela e, la scelta di cos-truire proprio in quel luogo, “Monumento Nazionale”, una strada (S.S. 18 ex S.S. 104 i cui lavori furono diretti dall’Ing. Magaldi) e, di costruirvi la ‘Specola’, si è dimostrata negli anni, inadatta. Infatti, la ‘Specola’ verrà costruita senza fondazioni, ma adagiandosi su una porzione di costruzione d’epoca romana descritte e conosciute già nel 1745 dal Barone Giuseppe Antonini, nel suo libro “La Lucania – I discorsi” (…), Edizione Tomberli, Napoli, che li descrisse minuziosamente. L’Antonini, a proposito del solido piano d’appoggio utilizzato dall’architetto della Specola per erigerla, lo chiama “ambulacro”. Infatti, come si può ben vedere da alcune foto dell’epoca che la ritraggono, la ‘Specola’, poggia le sue basi sull’ambulacro o solaio delle ‘Camerelle’, una poderosa e solidissima costruzione orizzontale che costituiva il solaio di alcuni ambienti sottostanti tra cui quelli detti nella tradizione popolare “Cammerelle”. Le ‘cammerelle’, sono strutture portuali, forse depositi di derrate alimentari di una grande villa d’epoca romana diretta dal diunviro edile Lucio Sempronio Pomponio Prisco.