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Questa Adventure lab è nata da un caso reale, riportato dai documenti dell'epoca, ovvero i "Feudi Camerali" conservati nell'archivio di Stato di Milano. Grazie all'Accademia Urbense e al dott. Marco Gaglione che si è occupato del materiale bibliografico vi abbiamo fatto conoscere uno spaccato di un'epoca che ha segnato profondamente il Monferrato e Tagliolo in particolare, lasciando tracce che ancora oggi persistono sia nell'arte, che negli edifici e nella cultura locale.
[...] Un documento, di qualsiasi epoca, tanto è più interessante quanti più motivi e problemi conduce all'attenzione del lettore, soprattutto quando, sotto le vicende di impatto più immediato, ci porta a inattese scoperte. E' questo il caso dell'atto di cui abbiamo parlato, una forse banale storia di sopraffazione e prepotenza da parte di un signorotto su un meschino, "uomo d'età e pacifico", che si è trovato in qualche modo a dargli fastidio, ma, al di là di questo, anche uno squarcio nel velo che oggi copre certe usanze che ebbero vita a significato fino a non molti decenni or sono [...].
Ma... che fine ha fatto Battista Zenogio? Non lo sappiamo con certezza, i documenti dell'epoca non riportano l'esito della causa. D'altronde, nonostante il Medioevo sia ancora visto come un'epoca oscura, il diritto e la giustizia venivano comunque esercitati e richiesti anche dal popolo, non solo dai nobili.
[...] Qualche considerazione in più merita il Nicolò Oseletto, cognato del prigioniero ed evidentemente uomo esperto delle strade del diritto, che non si fa intimorire ne dalla prepotenza del feudatario ne dall'ambiguità del podestà e decide di rivolgersi alle autorità superiori, a Milano, dove si fanno le leggi e si ha pertanto interesse a che queste vengano rispettate. Non gli manca evidentemente il coraggio [...]
In ogni caso questo documento ci testimonia un atteggiamento tutt'altro che passivo da parte della popolazione tagliolese. Infatti, l'audacia dell'Oseletto dovrebbe essere davvero straordinaria se la sua azione fosse del tutto eccezionale ed isolata, molto più comprensibile se inserita in un comportamento della comunità attestante, da un lato, la fiducia dei sudditi verso l'autorità centrale e, dall'altro, una attenzione fattiva di questa. Che poi le cose si concludessero sempre bene per i sudditi non abbiamo certo la pretesa di affermarlo, ma che l'atmosfera fosse sempre plumbea, che i deboli non avessero mai parola e non ci fossero mai orecchie ad ascoltarli, è un luogo comune tanto diffuso quanto sommario e superficiale [...]
Vogliamo pensare quindi che Battista Zenogio dopo un certo tempo (e chissà... qualche mazzetta... certe cose non cambiano mai) sia stato liberato e sia tornato al suo lavoro di "deputato alla condutta del sale". Lo accompagnamo quindi nella sua uscita dalle segrete del Castello verso la strada per Milano e lo immaginiamo mentre da un'ultima occhiata al suo luogo di detenzione, incamminandosi finalmente verso casa...

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